Un parlamentare francese propone una tassa del 3% sulla pubblicità degli alcolici
L’emendamento alla legge di bilancio riguarderebbe anche gli eventi promozionali di aziende del settore con un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro.
venerdì 9 ottobre 2026

Un parlamentare francese ha proposto una nuova tassa del 3% sulla pubblicità degli alcolici e sugli eventi promozionali aperti al pubblico, nell’ambito del disegno di legge francese sul finanziamento della previdenza sociale per il 2027. La misura potrebbe aumentare i costi di marketing per i principali produttori, importatori e distributori di uno dei maggiori mercati europei delle bevande.
La misura è stata presentata giovedì all’Assemblea nazionale da Cyrille Isaac-Sibille, membro del gruppo centrista Les Démocrates, come emendamento al disegno di legge di bilancio del sistema previdenziale francese. L’emendamento è all’esame in prima lettura della Commissione Affari sociali dell’Assemblea e risulta ancora in discussione.
In base al testo, la tassa si applicherebbe alle aziende che producono, importano o distribuiscono bevande alcoliche in Francia, o ai loro rappresentanti, con un fatturato di almeno 10 milioni di euro al netto dell’IVA nell’ultimo esercizio finanziario. Il prelievo sarebbe calcolato sulle spese per l’acquisto di spazi pubblicitari, a prescindere dal tipo di mezzo e dal formato, fisico o digitale. Riguarderebbe anche le spese per eventi pubblici e attività promozionali analoghe.
L’aliquota proposta è pari al 3% dell’importo di tali spese al netto dell’IVA. Il gettito sarebbe destinato al fondo nazionale francese di assicurazione sanitaria. L’emendamento prevede che la misura entri in vigore il 1° gennaio 2027.
La proposta riguarda un’ampia gamma di attività di marketing degli alcolici. Il testo non si limita a un canale specifico e si estenderebbe sia agli spazi pubblicitari tradizionali sia ai più recenti formati digitali. Poiché include anche gli eventi pubblici, la misura potrebbe incidere su sponsorizzazioni, attivazioni di marca e altre spese promozionali comunemente sostenute dalle aziende vinicole e dai produttori di birra e liquori. Se approvata, aggiungerebbe un nuovo costo per le imprese più grandi del settore delle bevande attive in Francia.
Nella relazione illustrativa allegata all’emendamento, Isaac-Sibille sostiene che la pubblicità degli alcolici incide in misura significativa sui consumi e che l’attuale quadro normativo non ha tenuto il passo con i social media e il marketing tramite influencer. Collega la proposta alle raccomandazioni contenute in un rapporto di una missione governativa da lui redatto, tra cui la richiesta di vietare la pubblicità degli alcolici sui social network.
L’emendamento richiama dati di sanità pubblica a sostegno della tassa. Secondo il testo, la Francia è al quarto posto tra i Paesi dell’OCSE per consumo di alcol pro capite e la mortalità correlata all’alcol provoca ogni anno 41.000 decessi prevenibili. Più di un quinto della popolazione, si legge, è interessato da un consumo eccessivo di alcol, con criticità particolarmente gravi tra i giovani.
La relazione illustrativa si sofferma in particolare sul consumo episodico eccessivo tra adolescenti e giovani adulti. Cita i dati dell’Osservatorio francese delle droghe e delle tendenze addictive, secondo cui uno studente su 10 delle scuole medie ha già avuto un episodio di ubriachezza e il 37% dei diciassettenni ha riferito almeno un episodio di consumo eccessivo di alcol nel mese precedente. La relazione afferma che questo comportamento triplica il rischio di sviluppare una dipendenza da alcol tra i 18 e i 25 anni.
Il parlamentare sostiene inoltre che la pubblicità influenzi direttamente i minorenni e i giovani adulti. Citando lo stesso osservatorio, l’emendamento afferma che il 23% degli adolescenti ha dichiarato di essere stato influenzato da una pubblicità di bevande alcoliche. Aggiunge che istituzioni nazionali e internazionali, tra cui la Corte dei conti francese e l’Organizzazione mondiale della sanità, hanno raccomandato limiti più stringenti alla pubblicità degli alcolici, definendo tali restrizioni tra gli strumenti più efficaci sotto il profilo dei costi per ridurre i danni.
La proposta si inserisce nel quadro della legge Evin del 1991, che ha limitato la pubblicità di alcolici e tabacco. Secondo la relazione illustrativa, la legge si rivelò efficace al momento della sua adozione perché limitava la promozione degli alcolici sui mezzi allora più seguiti dai giovani, tra cui televisione e stampa, e restringeva inoltre i contenuti degli annunci alle caratteristiche oggettive delle bevande alcoliche. L’emendamento sostiene che da allora le piattaforme digitali abbiano indebolito queste tutele.
Il testo afferma che i giovani sono nuovamente esposti in modo diffuso al marketing degli alcolici attraverso i social media e gli influencer. Tra il 2021 e il 2024, secondo l’emendamento, l’associazione Addictions France ha individuato 11.300 contenuti che promuovevano alcolici sulle piattaforme online. Le promozioni sarebbero state diffuse da quasi 500 influencer e da oltre 800 marchi, soprattutto grandi gruppi della birra e dei liquori.
L’emendamento cita anche uno studio della Scuola di studi avanzati in sanità pubblica, secondo cui il 79% delle persone tra i 15 e i 21 anni vede ogni settimana pubblicità di alcolici sui social media. La relazione illustrativa osserva che le piattaforme sono accessibili a partire dai 15 anni e che molti minorenni dichiarano un’età falsa per accedere ai contenuti. A suo avviso, i marchi sfruttano la vicinanza degli influencer ai loro follower e gli algoritmi delle piattaforme per raggiungere il pubblico e influenzarne i comportamenti, spesso presentando l’alcol in un contesto festoso e minimizzandone i rischi.
La relazione di Isaac-Sibille afferma che l’attuale sistema, che per la pubblicità online si affida in larga misura all’autoregolamentazione, non è sufficiente. L’applicazione della legge Evin nell’economia degli influencer sarebbe limitata dalla mancanza di risorse per perseguire le collaborazioni commerciali illegali. Secondo l’emendamento, Addictions France, che sensibilizza i creator sui contenuti della legge, ha rilevato che il 48% dei 276 influencer contattati ha continuato a promuovere illegalmente alcolici.
Il testo sostiene inoltre che gli attuali strumenti di segnalazione, tra cui le richieste rivolte alle piattaforme e il sistema francese Signal Conso, non consentono di controllare tutti i contenuti pubblicati e faticano a fermare la diffusione di annunci illeciti. Afferma che marchi e influencer ricorrono anche alle «storie» a scomparsa per aggirare la legge e che nel 2023 questi contenuti rappresentavano il 70% dei post individuati relativi all’alcol. Poiché scompaiono rapidamente, aggiunge l’emendamento, diventa più difficile monitorarli e sanzionarli.
La tassa proposta rientra in un più ampio disegno di legge sul finanziamento, anziché in una legge autonoma sul controllo degli alcolici, ed è uno dei numerosi emendamenti che i parlamentari esamineranno durante il dibattito sul bilancio previdenziale per il 2027. Per ora è stata presentata e pubblicata dall’Assemblea nazionale, ma dovrà ancora superare l’esame in commissione e quello parlamentare prima di poter diventare legge.