Nel 2025 le vendite di distillati artigianali negli Stati Uniti sono calate dell’8%, proseguendo una flessione che dura da tre anni
I produttori hanno venduto circa 1 milione di casse in meno e l’occupazione a tempo pieno è diminuita di 7.343 unità, secondo un nuovo rapporto di settore.
giovedì 8 ottobre 2026

Nel 2025 i produttori statunitensi di distillati artigianali hanno venduto circa 1 milione di casse da nove litri in meno e tagliato 7.343 posti di lavoro a tempo pieno, registrando il terzo calo annuale consecutivo del settore. È quanto emerge da un nuovo rapporto dell’American Craft Spirits Association e della società di consulenza e conformità normativa Park Street.
Il 2026 Craft Spirits Data Project, presentato il 6 ottobre e reso noto al pubblico il 7 ottobre, indica che nel 2025 le vendite di distillati artigianali negli Stati Uniti sono scese a 11,7 milioni di casse da nove litri, rispetto ai 12,7 milioni del 2024, con un calo dell’8%. Il valore complessivo delle vendite è diminuito a 7,3 miliardi di dollari dai circa 7,58 miliardi dell’anno precedente, segnando una flessione del 3,7%.
La differenza tra il calo dei volumi e la flessione più contenuta del valore delle vendite suggerisce che il valore medio in dollari per cassa sia aumentato di circa il 4,7%. Ciò non significa necessariamente che gli stessi prodotti siano diventati più costosi: il dato può riflettere anche variazioni nel mix di prodotti, nel formato delle confezioni o nei canali di vendita.
Il rapporto evidenzia una contrazione generalizzata del settore. Nel 2025 gli occupati a tempo pieno negli Stati Uniti sono scesi a 21.285, dai 28.628 dell’anno precedente, con una flessione del 25,6%. Gli investimenti complessivi del settore sono diminuiti a 526 milioni di dollari da 811 milioni, in calo del 35,1%. È sceso anche il numero di distillerie artigianali attive: erano 2.131 nell’agosto 2026, contro 2.282 nell’agosto 2025, con una riduzione del 6,6%.
I dati riguardano le vendite al dettaglio, l’occupazione e gli investimenti nel 2025, oltre al conteggio dei produttori attivi nell’agosto 2026. Il progetto annuale si basa su indagini di settore e stime di mercato, non su un censimento, e alcuni totali sono arrotondati.
I nuovi dati prolungano una flessione iniziata dopo il recente picco della categoria. Nel 2022 i produttori statunitensi di distillati artigianali avevano venduto 14,07 milioni di casse da nove litri, per un valore di 7,9 miliardi di dollari. Da allora il settore ha perso circa il 16,7% dei volumi di vendita e il 7,6% del valore.
Lo scorso anno i distillati artigianali hanno perso terreno anche nel più ampio mercato statunitense dei distillati. La quota di mercato della categoria in volume è scesa al 4,2% nel 2025, dal 4,5% del 2024. La quota in valore è diminuita al 7,3% dal 7,5%. La quota a valore resta superiore a quella in volume perché i distillati artigianali sono venduti a prezzi medi più elevati rispetto al mercato complessivo dei distillati.
La contrazione ha colpito in modo particolare i produttori più piccoli. Secondo il rapporto, nel 2025 erano operative 1.956 piccole distillerie artigianali, il 24,1% in meno rispetto alle 2.577 del 2023. I piccoli produttori rappresentavano l’89,2% di tutte le distillerie artigianali, ma soltanto il 10,4% dei volumi di vendita. All’estremo opposto del mercato, le 36 distillerie artigianali più grandi costituivano appena l’1,6% dei produttori, ma generavano il 54,8% dei volumi.
Questo squilibrio aiuta a spiegare perché i canali di vendita locali siano diventati più importanti. Le piccole distillerie hanno venduto direttamente presso le proprie sedi il 50,6% dei volumi e un ulteriore 44,3% all’interno del proprio Stato, lasciando ai mercati al di fuori della propria area locale soltanto una quota ridotta. Nell’intera categoria dei distillati artigianali, nel 2025 le vendite dirette in distilleria hanno rappresentato il 26,1% dei volumi, rispetto al 25,3% del 2023 e al 14% del 2015.
Il rapporto precisa tuttavia che lo scorso anno nessun canale di vendita è cresciuto in termini assoluti: è cambiato il mix. Le vendite nelle sale di degustazione hanno conquistato una quota maggiore di un mercato in contrazione, mentre le vendite fuori dallo Stato di origine hanno continuato a indebolirsi. Nel 2025 hanno rappresentato il 51% dei volumi di distillati artigianali, rispetto al 51,9% del 2023 e al 54% del 2020.
L’associazione di categoria afferma che i produttori si trovano ad affrontare un contesto distributivo più difficile, mentre i grossisti riducono i portafogli, i rivenditori smaltiscono le scorte in eccesso e i mercati di esportazione rallentano. ACSA sostiene inoltre che le norme sull’accesso al mercato continuano a limitare le spedizioni dirette e altre modalità con cui le piccole distillerie potrebbero raggiungere i consumatori.
Anche le esportazioni sono diminuite. Nel 2025 le esportazioni statunitensi di distillati artigianali sono scese del 13,4%, a 123.000 casse da nove litri, rispetto alle 142.000 del 2024. Il totale è risultato inferiore anche alle 179.000 casse del 2023. Le vendite all’estero equivalgono ormai a poco più dell’1% dei volumi sul mercato interno e, secondo il rapporto, sono concentrate soprattutto tra i produttori più grandi.
La contrazione del settore emerge anche dal conteggio dei produttori nei singoli Stati. Nell’agosto 2026 la California si confermava lo Stato con il maggior numero di distillerie artigianali attive, 159, seguita da New York con 148, Pennsylvania con 147, Texas con 125 e Washington con 86. Nel complesso, questi cinque Stati rappresentavano oltre il 31% delle distillerie artigianali attive nel Paese.
L’occupazione è calata più rapidamente delle vendite. Secondo il rapporto, il numero medio di dipendenti per distilleria è passato da 10,3 nel 2023 a 9,7 nel 2025. Anche gli investimenti hanno continuato a rallentare dopo aver raggiunto livelli più elevati nei primi anni del decennio. Oltre alla flessione della spesa complessiva, scesa a 526 milioni di dollari lo scorso anno, l’investimento medio per produttore è diminuito a 239.800 dollari dai 288.900 del 2024.
Il rapporto presenta diverse proiezioni al 2030, legate all’andamento del più ampio mercato statunitense dei distillati e alla capacità dei produttori artigianali di mantenere o recuperare quote di mercato. Nello scenario più negativo delineato dallo studio, se i distillati artigianali resteranno al 4,2% dei volumi di mercato, le vendite annue scenderanno a 9,7 milioni di casse da nove litri entro il 2030. Gli altri scenari prevedono vendite comprese tra 11,4 e 11,6 milioni di casse, comunque inferiori ai livelli del 2025.
ACSA ha dichiarato che quest’anno le proprie iniziative sul fronte delle politiche si concentrano su quelli che definisce ostacoli all’accesso al mercato: la concentrazione tra i grossisti, le restrizioni alle vendite nelle sale di degustazione e durante gli eventi, i limiti alle vendite domenicali in alcuni Stati e le norme sulle spedizioni dirette ai consumatori. Secondo l’associazione, 41 Stati vietano ancora le spedizioni interstatali di distillati direttamente ai consumatori, mentre nei nove Stati e nel District of Columbia in cui sono consentite si applicano restrizioni diverse.
| Ulteriori informazioni |
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| (PDF)CRAFT SPIRITS DATA PROJECT 2026 |