A settembre l’export di vino argentino cresce del 24,2%

L’aumento ha portato i ricavi mensili FOB a +21,1%, ma i prezzi all’esportazione e i ricavi da inizio anno hanno continuato a diminuire.

giovedì 8 ottobre 2026

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A settembre l’export di vino argentino cresce del 24,2%

A settembre le esportazioni di vino argentino sono aumentate sensibilmente, offrendo un sostegno nel breve periodo a un settore che quest’anno ha spedito all’estero volumi maggiori, ma ha incassato meno per unità.

Secondo i dati dell’Istituto nazionale di viticoltura argentino (INV), a settembre il Paese ha esportato 230.744 ettolitri di vino, il 24,2% in più rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Le spedizioni hanno generato ricavi FOB pari a 76,785 milioni di dollari, in aumento del 21,1%.

La crescita di settembre ha interessato entrambi i principali canali di esportazione. Le esportazioni di vino imbottigliato hanno raggiunto 181.409 ettolitri, il 26% in più su base annua, per un valore FOB di 72,768 milioni di dollari, in crescita del 21,8%. Le esportazioni di vino sfuso sono state pari a 49.335 ettolitri, in aumento del 18%, con un valore FOB di 4,017 milioni di dollari, il 9,8% in più.

La ripartizione mensile evidenzia una crescita particolarmente forte dei vini bianchi. A settembre le esportazioni complessive di vino bianco sono aumentate del 44,6% rispetto a un anno prima, mentre quelle di vino bianco sfuso sono balzate del 329,4%. Al contrario, nello stesso mese l’export di vino sfuso colorato è diminuito del 4,6%, a dimostrazione del fatto che la ripresa non ha interessato tutte le categorie allo stesso modo.

Nei primi nove mesi del 2026 l’Argentina ha esportato 1,48 milioni di ettolitri di vino, il 3,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, ha dichiarato l’INV. Il valore delle esportazioni, tuttavia, ha seguito la direzione opposta. Da gennaio a settembre i ricavi FOB dell’export di vino sono ammontati complessivamente a 474,428 milioni di dollari, in calo del 4,7%, mentre il prezzo medio all’esportazione è sceso del 7,6%, a 3,20 dollari per litro equivalente, secondo quanto riportato nel rapporto.

Il divario tra l’aumento dei volumi e la diminuzione del valore è rilevante per il settore delle bevande nel suo complesso. Per importatori, distributori e produttori di vino concorrenti, i dati suggeriscono che l’Argentina sta collocando più prodotto sui mercati esteri, ma a prezzi medi inferiori: una dinamica che può incidere sui prezzi, sui margini e sulla pressione competitiva tra i diversi portafogli di vini.

Nel totale da gennaio a settembre, il vino imbottigliato è rimasto la categoria più importante, ma ha registrato una flessione in volume. Le esportazioni di imbottigliato hanno raggiunto 1,074 milioni di ettolitri, in calo del 3,1%, per un valore FOB di 442,048 milioni di dollari, inferiore del 5,1%. L’export di vino sfuso è cresciuto del 24,5%, arrivando a 406.508 ettolitri, mentre il relativo valore FOB è aumentato dell’1,3%, a 32,379 milioni di dollari. La composizione dell’export mostra che una quota maggiore della crescita proviene dai segmenti di minor valore, anziché dalle spedizioni di imbottigliato, che in genere spuntano prezzi più elevati.

Un comunicato separato del governo argentino, che riepiloga lo stesso rapporto dell’INV, segnala un andamento contrastante delle diverse tipologie nei primi nove mesi. Le esportazioni di vini senza indicazione varietale sono aumentate del 42,2%, quelle di spumanti del 17,4%, mentre i vini varietali hanno registrato un calo del 2,5%. Il comunicato riferisce inoltre che a settembre le spedizioni di vino sono raddoppiate rispetto ad agosto, con un aumento mensile del volume complessivo esportato pari al 100,4%.

Nel periodo da gennaio a settembre il Regno Unito è stato la principale destinazione dell’export di vino argentino, con il 19% del volume totale. Seguono gli Stati Uniti, con il 16%, il Brasile con il 12% e il Canada con l’11%. Queste quote evidenziano l’importanza dei grandi canali della distribuzione al dettaglio e della ristorazione nei mercati anglofoni e in Brasile per la strategia di esportazione argentina.

Il rapporto evidenzia anche una forte crescita delle esportazioni di mosto d’uva concentrato, un altro prodotto chiave per il settore vinicolo argentino. Da gennaio a settembre l’export di mosto concentrato ha raggiunto 72.385 tonnellate, con un aumento del 20,1% in volume. Punto Vid, citando i dati dell’INV, ha riportato un valore FOB di 99,546 milioni di dollari, in crescita del 9,2%, e un prezzo medio di 1.375,2 dollari per tonnellata, in calo del 9,1%. Un comunicato del governo basato sullo stesso rapporto dell’INV ha indicato un valore di 105,466 milioni di dollari, in aumento del 9,3%. Le due fonti concordano sulla crescita dei volumi esportati, ma riportano valori diversi.

A settembre, le esportazioni di mosto concentrato sono aumentate del 34,5% su base annua, secondo il comunicato del governo. Nei primi nove mesi Mendoza ha rappresentato il 69% del volume esportato, mentre San Juan ha coperto il restante 31%. Le principali destinazioni sono state gli Stati Uniti, con il 33%, il Sudafrica e il Giappone, entrambi con il 18%, e il Canada con il 14%.

I dati sull’export di vino di settembre offrono un certo sollievo ai produttori dopo un anno in cui la domanda estera è cresciuta solo moderatamente in volume, senza riuscire a compensare il calo dei prezzi. Per le aziende del settore delle bevande che acquistano, vendono o competono con il vino argentino, i numeri indicano un mercato in cui l’offerta continua a trovare acquirenti all’estero, ma resta sotto pressione sul fronte dei valori all’esportazione.

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