Nel primo semestre 2026 i ristoranti di pollo nel Regno Unito hanno registrato l’8,9% di visitatori in più
Le difficoltà economiche e il richiamo dei social media hanno reso i locali di pollo un’alternativa preferita ai pub, secondo nuovi dati.
mercoledì 7 ottobre 2026

Nel primo semestre 2026 i ristoranti di pollo nel Regno Unito hanno attirato più clienti, mentre i consumatori più giovani cercavano locali meno costosi dove incontrarsi e le visite ai pub hanno continuato a diminuire per gran parte dell’anno. È quanto emerge dai nuovi dati della società di analisi Meaningful Vision.
Secondo la società, nei primi sei mesi del 2026 l’affluenza nei ristoranti di pollo è cresciuta dell’8,9%, mentre le visite ai fast food nel complesso sono diminuite dello 0,9%. Nel comparto del fast food, il pollo è stato uno dei soli due segmenti in crescita, insieme ai ristoranti di cucina etnica, che hanno registrato un aumento dell’affluenza del 4,2%.
Meaningful Vision ha spiegato che questo cambiamento riflette le difficoltà di bilancio dei consumatori più giovani, la forte attenzione sui social media e il richiamo culturale delle catene statunitensi specializzate in pollo, come Wingstop, Popeyes e Dave’s Hot Chicken. Maria Vanifatova, amministratrice delegata della società, ha indicato nella minore capacità di spesa dei giovani uno dei principali fattori alla base della tendenza.
«Con un mercato del lavoro difficile per i giovani, i budget sono più limitati e molti hanno una capacità di spesa inferiore», ha dichiarato Vanifatova. Ha aggiunto che un pasto da 10 a 15 £ rende i locali di pollo «una serata fuori molto più economica» e un posto più accessibile dove trascorrere del tempo con gli amici rispetto a un pub o a un ristorante informale.
I dati indicano un cambiamento più ampio nei luoghi in cui i giovani scelgono di socializzare, soprattutto nelle ore serali. Meaningful Vision ha rilevato un aumento del 5,1% dell’affluenza nei fast food dopo le 18. La società ha inoltre riferito che fino al 10% delle visite alle caffetterie avviene ormai di sera, segno che alcune occasioni di socialità che un tempo si sarebbero svolte nei pub si stanno spostando verso altri format.
Per gran parte dell’anno i pub hanno registrato un calo dell’affluenza. Secondo Meaningful Vision, a maggio le visite sono diminuite del 7,4% su base annua e a giugno del 5,5%. A luglio, durante i Mondiali di calcio maschile, si è osservato un lieve aumento dello 0,2%, ma la società ritiene che il miglioramento sarà temporaneo, poiché i giovani si orientano sempre più verso ristoranti e caffetterie.
Vanifatova ha affermato che i dati sulle abitudini di consumo di alcol della Generazione Z sono contrastanti, ma che la direzione generale è chiara. «È evidente che le persone vanno meno spesso al pub», ha dichiarato. «I Mondiali hanno offerto una tregua temporanea, ma la tendenza complessiva è senza dubbio quella di un calo dell’affluenza».
Il cambiamento ha implicazioni che vanno oltre le vendite di cibo. Se un numero maggiore di occasioni serali si sposta dai pub ai locali di pollo e alle catene di caffetterie, le vendite di birra, vino e superalcolici nei pub potrebbero subire un’ulteriore pressione, soprattutto tra i giovani adulti, già molto attenti alle spese. Per mantenere l’affluenza, il cambiamento potrebbe inoltre spingere i gestori dei pub e i fornitori di bevande a rivedere prezzi, promozioni e assortimenti.
Al tempo stesso, i dati suggeriscono che alcuni segmenti delle bevande potrebbero trarre vantaggio da questo cambiamento. Meaningful Vision ha indicato che le bevande analcoliche rappresentano un’opportunità di crescita nel settore dell’ospitalità e che, dal 2020, gli operatori del fast food hanno ampliato del 30% la loro offerta di bibite. I dati della società mostrano che le caffetterie propongono oggi in media 46 bevande fredde, contro le 28 dei fast food e le 16 dei ristoranti informali.
Il matcha è uno dei segmenti in più rapida crescita. A giugno, secondo Meaningful Vision, i menu includevano 16 diverse proposte a base di matcha, per le quali si applicava un sovrapprezzo del 25%. Il dato riflette il più ampio impegno degli operatori al di fuori del settore dei pub per attirare la spesa dei clienti anche attraverso le bevande, oltre che il cibo, in particolare quella dei giovani in cerca di una serata fuori meno costosa.
I numeri mostrano inoltre che i diversi segmenti della ristorazione non seguono tutti lo stesso andamento. Sebbene l’affluenza complessiva nei fast food sia leggermente diminuita nel primo semestre, la forte crescita dei locali di pollo indica che i consumatori sono ancora disposti a spendere quando l’offerta è percepita come accessibile, alla moda e adatta a socializzare in gruppo. Nel mercato attuale, gli operatori capaci di combinare prezzi convenienti, praticità e un’offerta serale convincente sembrano guadagnare quote.
Per i pub, gli ultimi dati alimentano le preoccupazioni legate alla debolezza della spesa discrezionale e al cambiamento delle abitudini dei giovani adulti. La breve ripresa dovuta a un grande evento sportivo non è bastata a invertire la tendenza negativa più ampia. La crescita dei ristoranti di pollo, delle visite serali alle caffetterie e dell’offerta ampliata di bibite suggerisce che la concorrenza per i consumi dopo il lavoro e nelle ore serali si sta estendendo ben oltre i tradizionali rivali della ristorazione informale.