Il tribunale di Singapore conferma la rimozione di Gregory Clerc dalla holding Castel

La sentenza conferma il seggio di Romy Castel nel consiglio di amministrazione, mentre si allarga la contesa sulla governance dell’impero familiare delle bevande.

martedì 6 ottobre 2026

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Il tribunale di Singapore conferma la rimozione di Gregory Clerc dalla holding Castel

Martedì l’Alta Corte di Singapore ha confermato la rimozione di Gregory Clerc dalla carica di consigliere di amministrazione di IBBM, la principale holding del gruppo Castel, e ha convalidato la nomina di Romy Castel nel consiglio della società, secondo quanto riferito in dichiarazioni diffuse dopo la sentenza.

La decisione pone fine a mesi di scontro legale all’interno di uno dei maggiori gruppi privati francesi del settore delle bevande. La disputa contrappone Clerc, direttore operativo del gruppo ed ex avvocato fiscalista del fondatore Pierre Castel, a Romy Castel, unica figlia del fondatore. Pierre Castel si avvicina al suo centesimo compleanno.

In una dichiarazione diffusa dopo la sentenza, Romy Castel ha affermato che la decisione del tribunale avvalora il suo tentativo di modificare la struttura di leadership del gruppo. Ha accusato Clerc di aver tradito la fiducia di suo padre e ha detto di voler contribuire a creare una governance «trasparente, esperta e competente».

Ha inoltre criticato quella che ha descritto come una strategia legale aggressiva da parte di un dirigente che, a suo avviso, non ha costruito il gruppo, non vi ha mai investito e non ne detiene azioni. Ha affermato che il contratto di Clerc prevedeva una buonuscita stimata in 36 milioni di euro, garantita senza condizioni.

La sentenza riguarda IBBM, acronimo di Investment Beverage Business Management, una struttura holding con sede a Singapore che si trova al vertice della catena proprietaria del gruppo Castel. Il gruppo ha interessi rilevanti nel vino e nelle bevande ed è attivo anche in Africa e in agricoltura.

Romy Castel, 52 anni, è un’ex dentista. Nella sua dichiarazione si è definita la legittima custode dei valori e delle volontà di suo padre. Ha detto di voler lavorare a stretto contatto nel settore vinicolo con i cugini Philippe Castel, amministratore delegato di Castel Vins, e Alain Castel, vicedirettore generale della società.

Ha dichiarato che la famiglia vuole rafforzare la divisione vinicola e adeguarla al forte calo dei consumi in Francia. In Africa, ha detto, il gruppo intende consolidare la propria posizione nel settore delle bevande dopo il recente indebolimento dell’attività. Ha aggiunto che il gruppo vuole tornare a espandersi in agricoltura attraverso nuove acquisizioni.

Un’altra questione che grava sul gruppo è una procedura di regolarizzazione fiscale che Romy Castel ha detto di voler portare a termine. Secondo la sua dichiarazione, la vicenda riguarda imposte arretrate e sanzioni per un importo stimato in diverse centinaia di milioni di euro.

È probabile che la decisione del tribunale intensifichi, anziché chiuderla del tutto, una più ampia lotta familiare e sulla governance. Gli oppositori della posizione di Romy Castel hanno dichiarato di non escludere la possibilità di chiedere al trustee che controlla IBBM di promuovere lo scioglimento della holding e di sostituirla con una nuova struttura che controlli la catena delle holding a monte delle attività operative.

Gli oppositori hanno affermato che questa mossa risponderebbe alle preoccupazioni dei membri della famiglia che sostengono Clerc. Un portavoce di questa parte ha dichiarato che il gruppo ha funzionato bene per decenni e che i suoi sostenitori vogliono stabilità. Ha aggiunto che intendono evitare quella che hanno descritto come la grave destabilizzazione che il fronte di Romy Castel starebbe cercando di innescare.

Il gruppo Castel è noto da tempo per il rigido controllo familiare e la scarsa esposizione pubblica. Per questo il caso di Singapore è particolarmente importante: il controllo di IBBM incide su chi può influenzare l’orientamento strategico, la governance e la pianificazione della successione del gruppo nel suo complesso.

La sentenza dell’Alta Corte risolve la questione immediata della permanenza di Clerc nel consiglio di amministrazione di IBBM e conferma il posto di Romy Castel nel board. Le dichiarazioni delle due parti mostrano tuttavia che la lotta sul futuro del gruppo è ancora in corso. Una parte presenta ora la sentenza come un passo verso una revisione della governance e un cambio di rotta strategico nel vino, nelle bevande africane e nell’agricoltura. L’altra lascia intendere che potrebbe ancora promuovere cambiamenti strutturali attraverso il trust che si trova a monte di IBBM.

La disputa si è sviluppata in un momento delicato per il gruppo. Il mercato vinicolo francese è sotto pressione a causa del calo dei consumi interni. Nel frattempo, le attività del gruppo nel settore delle bevande in Africa, da tempo un’importante fonte di forza, si trovano a dover affrontare interrogativi su come rilanciare la crescita. La questione fiscale irrisolta aggiunge pressioni finanziarie e reputazionali a una successione familiare già tesa.

La sentenza di Singapore non ha risolto le più ampie rivendicazioni delle due parti. Rappresenta però una chiara vittoria legale per Romy Castel, in una causa diventata centrale per gli equilibri di potere attorno a una delle famiglie del settore delle bevande più note d’Europa.

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