La Spagna prevede una vendemmia da 34 milioni di ettolitri nel 2026
Le alte temperature hanno ridotto la produttività dei vigneti, facendo prevedere per la Spagna il quarto raccolto consecutivo sotto i 37 milioni di ettolitri.
martedì 6 ottobre 2026

Secondo le prime stime diffuse dopo un’analisi delle condizioni nelle principali regioni vitivinicole del Paese, nella vendemmia 2026 la Spagna dovrebbe produrre circa 34 milioni di ettolitri di vino e mosto d’uva. La previsione indica un altro raccolto ridotto per uno dei maggiori produttori di vino al mondo e arriva mentre anche altri importanti produttori europei segnalano volumi in calo.
La stima è stata presentata da Cooperativas Agro-alimentarias de España, una federazione nazionale che dichiara di riunire 398 cantine cooperative e rappresentare circa il 70% della produzione vinicola spagnola. Di recente, il suo settore vitivinicolo si è riunito per valutare l’andamento della campagna 2026 e le informazioni finora disponibili sulle regioni vitivinicole più rilevanti per la produzione nazionale.
Se la stima di 34 milioni di ettolitri sarà confermata, per il quarto anno consecutivo la Spagna registrerà una vendemmia sotto i 37 milioni di ettolitri, ha dichiarato l’organizzazione. Sarebbe un ulteriore calo rispetto alla stima discussa per la vendemmia spagnola del 2025, valutata tra 37,5 e 38 milioni di ettolitri.
La previsione spagnola segue una revisione al ribasso analoga in Francia, dove le prime stime sulla vendemmia 2026, diffuse nelle ultime settimane, indicavano una produzione di 34 milioni di ettolitri, in calo del 6% rispetto al 2025. I dati francesi sono stati pubblicati da Agreste, il servizio statistico del Ministero dell’Agricoltura francese.
Le stime ravvicinate di Francia e Spagna arrivano mentre l’Italia, un altro grande produttore di vino, non ha ancora pubblicato la prima previsione sulla vendemmia 2026. Nel Paese il mercato è ancora in attesa dei dati definitivi, prima che emerga un quadro nazionale più chiaro.
In Spagna, l’anticipo della vendemmia non ha dissipato le preoccupazioni sui volumi. Secondo i rappresentanti del settore, la qualità delle uve sembra molto buona, ma le alte temperature hanno ridotto la produttività dei vigneti. Stando alla valutazione, l’effetto principale è stato lo sviluppo di acini più piccoli e leggeri, che ha a sua volta limitato la produzione complessiva.
La minore disponibilità si inserisce in un mercato internazionale più ampio, già alle prese con scorte più limitate. Le stime esaminate dal consiglio del settore vitivinicolo spagnolo indicano una produzione mondiale di vino di circa 222 milioni di ettolitri. Se il dato sarà confermato, si tratterebbe del quarto anno consecutivo di bassa produzione mondiale e di uno dei volumi più contenuti degli ultimi decenni.
La stima di un raccolto spagnolo più ridotto sarà probabilmente seguita con attenzione da produttori e operatori commerciali in tutta Europa, perché la Spagna svolge un ruolo importante nell’offerta di vino sfuso e nell’equilibrio del mercato vinicolo internazionale. Con anche la Francia in attesa di una vendemmia più contenuta e l’Italia ancora senza una prima stima ufficiale, l’attenzione si sposta ora sull’evoluzione dei dati definitivi con il progredire della raccolta e la disponibilità di informazioni nazionali più complete.