Prosecco DOC punta sulla Barcolana 58 per ampliare la propria presenza nello sport
Dopo 667 milioni di bottiglie vendute nel 2025, il consorzio sceglie la regata di Trieste per rafforzare un marchio legato all’export.
martedì 6 ottobre 2026

I produttori italiani di spumanti puntano sempre più sul marketing legato allo sport e al lifestyle. Prosecco DOC porterà questa strategia in una delle manifestazioni veliche più note dell’Adriatico, partecipando alla Barcolana 58, in programma a Trieste l’11 ottobre.
La scelta arriva mentre il Prosecco resta uno dei principali motori del comparto vitivinicolo italiano. Secondo i dati citati dal Consorzio di tutela del Prosecco DOC, nel 2025 sono state vendute 667 milioni di bottiglie, per un valore al consumo stimato in oltre 3,6 miliardi di euro. Il consorzio ha dichiarato che l’export rappresenta più dell’82% delle vendite, a conferma della forte dipendenza della denominazione dalla domanda estera.
Da tempo le associazioni di settore italiane collegano questa crescita all’aumento più generale dei consumi di spumante. Secondo i produttori, gli spumanti italiani non sono più riservati alle festività e alle occasioni speciali, ma vengono ormai consumati in diverse stagioni e in abbinamento a vari tipi di cucina, da quella tradizionale a proposte più moderne. Sostengono inoltre che gli stili più leggeri e freschi abbiano conquistato i consumatori più giovani, anche se la tendenza varia da un mercato all’altro.
Per Prosecco DOC, l’obiettivo immediato è anche ampliare il modo in cui viene presentato il marchio. Il consorzio ha accresciuto la propria visibilità attraverso partnership sportive, tra cui accordi legati ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026, alla MotoGP, agli Internazionali BNL d’Italia e all’Imoco Volley Conegliano, una delle principali squadre femminili di pallavolo italiane. La vela è un elemento centrale di questa strategia e il consorzio sostiene nuovamente lo yacht da regata di 90 piedi Shockwave3 come sponsor gold e partner ufficiale per gli spumanti.
La Barcolana, che si svolge ogni anno nel Golfo di Trieste, offre una vetrina di grande visibilità per questa iniziativa. Per numero di partecipanti, la regata è una delle più grandi manifestazioni veliche al mondo ed è diventata un importante evento pubblico per la città e l’intera regione. Per i gruppi del settore vinicolo, consente di raggiungere non solo il pubblico della vela, ma anche i comparti del turismo e dell’ospitalità e le reti di relazioni aziendali.
Il Consorzio di tutela del Prosecco DOC ha dichiarato che il suo impegno nello sport non mira soltanto a dare visibilità al marchio, ma anche a creare relazioni ed esperienze intorno alla denominazione. In quest’ottica, Shockwave3 è diventato più di una barca da regata. Il consorzio descrive lo yacht come una piattaforma per eventi, incontri e iniziative di ospitalità legati all’identità dell’Italia nord-orientale. Per descriverne il ruolo ha adottato lo slogan “Connecting People”, presentando l’imbarcazione come un luogo in cui aziende, ospiti e istituzioni possono incontrarsi intorno alle regate e al vino.
Questo modello ha incluso eventi che uniscono vela, gastronomia e ospitalità. Un esempio è “Maxi On Cooking Star”, un’iniziativa in cui gli chef hanno partecipato alle regate prima di cimentarsi in gare di cucina. Il format rispecchia una tendenza più ampia nel marketing del vino: i produttori cercano di associare i propri marchi a esperienze, anziché affidarsi soltanto alle tradizionali attività promozionali rivolte agli operatori.
La partnership velica ha dato anche risultati sportivi che il consorzio utilizza nella propria comunicazione. Nel 2026, Shockwave3 ha tagliato per primo il traguardo della 40ª Regata Internazionale Brindisi-Corfù, stabilendo un nuovo record assoluto della gara. Lo yacht ha completato il percorso di 104 miglia nautiche in 6 ore, 23 minuti e 57 secondi, migliorando un primato che resisteva da 21 anni. Ha inoltre debuttato all’Aegean 600, una regata d’altura di 605 miglia nautiche che circumnaviga il Mar Egeo, con partenza e arrivo a Capo Sounion, in Grecia. Anche in questo caso, Shockwave3 ha tagliato per primo il traguardo, con 2 minuti e 9 secondi di vantaggio su Aiolos, al termine di una gara combattuta.
L’evento triestino ospiterà anche un altro progetto che lega la vela alla cultura enologica locale. In occasione della Barcolana 58 prenderà il via una collaborazione tra New Zealand Endeavour, l’Associazione Viticoltori del Carso e GAL Carso-Las Kras. Gli organizzatori hanno annunciato che la partnership prevede una randa con la scritta “Mare e Vitovska in Morje” e momenti di degustazione a bordo dedicati alla Vitovska, uva bianca strettamente legata al Carso triestino.
L’iniziativa associa la regata a una storia più locale rispetto alla notorietà globale del Prosecco. Il Carso si estende nell’area di confine intorno a Trieste ed è noto per i venti intensi, i suoli calcarei e una tradizione vitivinicola distintiva. Per i viticoltori della regione, la Barcolana offre l’occasione di presentare questa identità a un pubblico internazionale già riunito per l’evento.
New Zealand Endeavour porta con sé una storia tutta sua. Il maxi yacht di 26 metri, progettato da Bruce Farr, portò Grant Dalton alla vittoria nella Whitbread Round the World Race 1993-94, oggi nota come The Ocean Race. Nel corso di quella competizione, l’imbarcazione percorse oltre 32.000 miglia e divenne uno dei maxi yacht più conosciuti della sua epoca.
Dopo anni di inattività, lo yacht è stato restaurato nell’ambito di un progetto volto a preservare un pezzo di storia delle regate oceaniche. Gli organizzatori spiegano che Trieste e il suo golfo sono ora il suo porto di riferimento, e che la Bora e il paesaggio carsico hanno creato un nuovo legame tra l’imbarcazione e il territorio. Nell’ambito della collaborazione con la Barcolana, la barca porterà inoltre a bordo vini della regione nelle acque in cui gareggia.
La presenza congiunta di Prosecco DOC e dei produttori del Carso alla Barcolana riflette due strategie diverse, ma collegate, nel settore vitivinicolo italiano. La prima si fonda su dimensioni, forza dell’export e sponsorizzazioni globali. La seconda fa leva sull’identità locale e sulla narrazione del territorio. Entrambe utilizzano la vela come palcoscenico pubblico a Trieste, dove sport, turismo e cultura gastronomica si incontrano davanti a un vasto pubblico internazionale.