Nel 2026 le vendite di vino negli Stati Uniti scenderanno sotto i 300 milioni di casse per la prima volta in 20 anni

Shanken prevede il sesto calo annuo consecutivo: entro il 2030 i cocktail a base di vino arriveranno a quasi l’11% dei volumi.

martedì 6 ottobre 2026

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Nel 2026 le vendite di vino negli Stati Uniti scenderanno sotto i 300 milioni di casse per la prima volta in 20 anni

Nel 2026 il mercato del vino statunitense è destinato a contrarsi per il sesto anno consecutivo: secondo l’ultima edizione di The U.S. Wine Market: Shanken’s Impact Databank Review & Forecast, i volumi totali scenderanno sotto i 300 milioni di casse da 9 litri per la prima volta in due decenni.

Il rapporto prevede per quest’anno un calo del 3,6% dei volumi complessivi di vino distribuiti. Secondo le stime, tuttavia, dopo il 2026 la contrazione dovrebbe rallentare, con flessioni annue medie inferiori al 2% tra il 2026 e il 2030. A contribuire è soprattutto la crescita costante dei cocktail a base di vino pronti da bere, un segmento che, secondo il rapporto, sta compensando in parte la debolezza delle vendite di vino tradizionale.

Questo cambiamento riflette una trasformazione più ampia del settore delle bevande. Per cantine, importatori, distributori e rivenditori, le previsioni indicano che la domanda futura potrebbe dipendere meno dal vino convenzionale in bottiglia e più da prodotti pratici, aromatizzati e pensati per il consumo fuori casa. Suggeriscono inoltre che le aziende della birra e dei distillati, forti nel segmento dei cocktail pronti da bere, potrebbero continuare a guadagnare terreno nella categoria del vino.

Secondo le stime di Shanken’s Impact Databank, entro la fine del decennio i cocktail a base di vino pronti da bere rappresenteranno quasi l’11% dei volumi complessivi di vino negli Stati Uniti, rispetto al 6% dello scorso anno. Il rapporto rileva che questi prodotti stanno conquistando i consumatori più giovani in età legale per il consumo di alcol, grazie a nuovi gusti, formati più piccoli e maggiore praticità di trasporto. Alcune delle novità lanciate di recente contengono inoltre poco o per nulla zucchero, una caratteristica su cui i produttori puntano per attirare chi cerca alternative a ridotto contenuto di zuccheri.

Il rapporto sottolinea che l’innovazione resterà importante, perché i cocktail a base di vino devono ancora confrontarsi con un affollato mercato dei prodotti monodose, dominato da grandi marchi di RTD a base di distillati. La concorrenza sta già spingendo le principali aziende del settore delle bevande a investire maggiormente nel segmento.

Anheuser-Busch, già ben posizionata nel comparto degli RTD a base di distillati e tra i maggiori birrifici del Paese, ha ampliato la propria presenza nei cocktail a base di vino acquisendo BeatBox alla fine dello scorso anno. Secondo Impact Databank, l’operazione ha fatto di Anheuser-Busch il quinto operatore negli Stati Uniti per volumi complessivi di vino commercializzati. BeatBox è venduto anche in una versione a base di malto e, stando al rapporto, nel 2025 il volume complessivo del marchio negli Stati Uniti ha raggiunto 7,6 milioni di casse.

Secondo Impact Databank e i dati NielsenIQ citati nel rapporto, BeatBox è il principale marchio di cocktail a base di vino negli Stati Uniti per volumi. Nel 2025 la versione a base di vino del marchio ha venduto 6,73 milioni di casse da 9 litri nel Paese; nei canali monitorati da NielsenIQ, i volumi retail sono aumentati dell’8,2% da inizio anno al 19 settembre 2026.

BuzzBallz di Sazerac sta riducendo il divario, secondo il rapporto, e continua a registrare quest’anno una forte crescita a doppia cifra. Nel 2025 BuzzBallz, comprese le linee Chillers e Biggies, ha venduto 2,25 milioni di casse e, stando ai dati, è cresciuto del 29,8% da inizio anno. Il rapporto rileva che l’offerta di Sazerac, che comprende prodotti a base di vino e di distillati, ha aiutato il marchio a prendere slancio mentre i consumatori si orientano sempre più verso i cocktail RTD.

L’andamento degli altri principali marchi di cocktail a base di vino è stato più altalenante. Rancho La Gloria, commercializzato da Patco Brands, ha venduto 1,28 milioni di casse nel 2025, ma i volumi retail sono calati del 6,8% da inizio anno. Daily’s, di American Beverage Corp., ha venduto 0,86 milioni di casse, con una flessione del 12,8%. Big Sipz, anch’esso di Patco Brands, ha venduto 0,73 milioni di casse; il rapporto non ha fornito un dato standard di crescita da inizio anno, ma ha indicato una netta accelerazione recente.

Oltre ai primi cinque marchi, Shanken News Daily segnala che nel 2026 diversi prodotti lanciati più di recente stanno crescendo rapidamente. Tra questi figurano Vibe e Beach Juice di Gallo, Atomic Boss di Trinchero, Fuel by Franzia di The Wine Group e la versione a base di vino degli RTD Monaco di Molson Coors. Queste iniziative mostrano come aziende di tutto il settore delle bevande stiano utilizzando il segmento per sperimentare nuovi formati e attirare consumatori che potrebbero non acquistare vino tradizionale.

La discesa del mercato del vino statunitense sotto la soglia dei 300 milioni di casse rappresenta un passaggio significativo. Secondo le previsioni di Shanken, i volumi del settore scenderanno sotto questo livello per la prima volta in 20 anni. Allo stesso tempo, il rapporto suggerisce che il calo non è più determinato soltanto dalla minore domanda di prodotti vinicoli tradizionali. A ridisegnare il mercato è anche la destinazione della spesa dei consumatori, ancora disposti ad acquistare nuovi formati RTD che sfumano i confini tra vino, distillati e bevande aromatizzate a base di malto.

Le conseguenze vanno ben oltre le cantine. Gli esportatori e i fornitori nazionali che fanno affidamento sul mercato statunitense potrebbero trovarsi di fronte a consumatori più selettivi e a un contesto retail che privilegia praticità, varietà di gusti e confezioni monodose. Per le aziende delle bevande chiamate a decidere dove investire, le previsioni rafforzano l’evidenza che la crescita più sostenuta nel settore degli alcolici è sempre più legata all’innovazione dei formati, piuttosto che ai confini tradizionali tra categorie.

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