Le vendite di vino rosso sfuso in Francia sono calate del 44% all’inizio della campagna 2026/27

FranceAgriMer riferisce che i prezzi medi sono aumentati del 13%, a 60 € per ettolitro, dopo una vendemmia più ridotta.

lunedì 5 ottobre 2026

Condividilo!

Le vendite di vino rosso sfuso in Francia sono calate del 44% all’inizio della campagna 2026/27

Il mercato francese del vino sfuso ha avviato la campagna 2026/27 con un forte calo delle transazioni di vino rosso e prezzi più alti, secondo un rapporto di mercato pubblicato da FranceAgriMer il 1° ottobre. Nelle prime sei settimane della campagna, le vendite di Vin de France rosso sfuso hanno raggiunto 26.667 ettolitri, il 44% in meno rispetto alla campagna di riferimento utilizzata dall’agenzia, mentre il prezzo medio è salito del 13%, a 60 € per ettolitro.

I dati indicano un mercato in cui gli scambi di vino diminuiscono, mentre gli acquirenti pagano di più. Sulla base delle variazioni percentuali riportate, il volume di riferimento era di circa 47.620 ettolitri, il che suggerisce un calo di circa 20.950 ettolitri. Il prezzo medio precedente era di circa 53,10 € per ettolitro, ossia circa 6,90 € in meno rispetto al livello attuale. Queste differenze assolute sono solo indicative, perché FranceAgriMer riporta variazioni percentuali arrotondate e, in questo caso, confronta l’avvio della stagione in corso con il 2024/25, anziché con il 2025/26.

FranceAgriMer monitora i contratti per il vino venduto sfuso, prima dell’imbottigliamento: i dati sono quindi un indicatore anticipatore dei costi dei vini di fascia bassa e media che saranno poi venduti nei negozi e sui mercati di esportazione. L’agenzia ha riferito che all’inizio della campagna i volumi erano generalmente inferiori per i vini rossi e bianchi, sia nelle categorie Vin de France sia in quelle IGP; il rosato è stata la principale eccezione.

Il calo dei vini rossi si è osservato anche nel segmento IGP. Le vendite di rosso IGP sfuso sono diminuite del 30%, a 48.408 ettolitri, mentre il prezzo medio è aumentato del 9%, a 95 € per ettolitro. Anche i vini bianchi hanno registrato volumi più deboli. Il bianco Vin de France è calato del 36%, a 22.656 ettolitri, con una flessione dell’1% del prezzo medio, a 79 € per ettolitro. Il bianco IGP è sceso del 37%, a 36.672 ettolitri, ma il prezzo è salito del 9%, a 116 € per ettolitro.

Il rosato ha seguito una tendenza opposta. Le vendite di rosato Vin de France sfuso sono aumentate del 45%, a 51.013 ettolitri, con un incremento del 2% del prezzo medio, a 66 € per ettolitro. Il rosato IGP è cresciuto del 5%, a 69.588 ettolitri, mentre il prezzo medio è sceso leggermente, dell’1%, a 80 € per ettolitro. Il divario suggerisce una situazione di approvvigionamento più favorevole per il rosato che per i rossi o i bianchi, dove la maggiore tensione sul mercato si riflette già sui prezzi.

A fare da sfondo al mercato è una vendemmia francese più ridotta. FranceAgriMer ha citato una stima di Agreste, datata 1° settembre, secondo cui la produzione vinicola del 2026 si attesterà a 34 milioni di ettolitri. Sarebbe il 6% in meno rispetto al 2025 e il 17% in meno rispetto alla media del 2021-2025. L’agenzia ha attribuito il calo alla riduzione delle superfici vitate e alle rese deboli legate alla siccità e al caldo estivo. Con meno vino disponibile, soprattutto nelle categorie ampiamente utilizzate per i vini di consumo quotidiano e di marca, le pressioni sui prezzi si sono manifestate rapidamente nel mercato dello sfuso all’inizio della campagna.

Questa tendenza ha rilevanza anche al di là dei contratti tra cantine e cooperative. Il vino sfuso è una fonte di approvvigionamento fondamentale per molti vini in bottiglia venduti nei supermercati e sui mercati di esportazione. Prezzi più alti all’origine per i rossi e alcune categorie di bianchi possono tradursi nei prossimi mesi in costi maggiori per i vini di fascia bassa e media, anche se tempi e portata di eventuali aumenti dipenderanno da imbottigliatori, distributori e trattative con la grande distribuzione.

I dati sul mercato interno sono stati diffusi mentre la Francia registrava anche un peggioramento dei risultati delle esportazioni nei primi sette mesi dell’anno. Da gennaio a luglio, le esportazioni francesi di vino hanno totalizzato 7,36 milioni di ettolitri, per un valore di 6,48 miliardi di euro: un calo del 2% sia in volume sia in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ha riferito FranceAgriMer. Il prezzo medio all’esportazione è rimasto stabile a 8,81 € al litro.

I dati sulle esportazioni delineano un quadro disomogeneo nei principali mercati. Le spedizioni verso gli Stati Uniti sono aumentate del 5% in volume, a 1,13 milioni di ettolitri, ma il valore delle esportazioni è sceso del 6%, segnalando prezzi medi più bassi. FranceAgriMer ha riferito che il prezzo medio in questo mercato è diminuito dell’11%, suggerendo che gli esportatori abbiano dovuto concedere riduzioni di prezzo per recuperare volumi dopo le difficoltà del 2025. Le esportazioni verso il Regno Unito hanno registrato risultati migliori, con volumi in aumento dell’8% e valore in crescita del 4%.

Altre destinazioni hanno continuato a mostrare risultati più deboli. Le esportazioni verso la Germania sono diminuite dell’8% in volume e del 10% in valore. FranceAgriMer ha descritto il mercato tedesco come fiacco. Secondo il rapporto, anche i mercati asiatici sono rimasti in calo, penalizzati da Cina e Corea del Sud. Anche Belgio e Paesi Bassi hanno registrato volumi inferiori. Nel complesso, le esportazioni hanno subito una contrazione contenuta, anziché avviare una ripresa generalizzata.

Nel loro insieme, i dati sul mercato dello sfuso e sul commercio mostrano che il settore vinicolo francese è sotto pressione da due fronti. L’offerta è più limitata dopo una vendemmia ridotta, con conseguente aumento dei prezzi in diverse categorie di vino sfuso, soprattutto i rossi. Al tempo stesso, la domanda estera non è abbastanza forte da compensare le difficoltà sul mercato interno, e le esportazioni complessive continuano a diminuire sia in volume sia in valore.

La nota di settembre di FranceAgriMer non descrive l’avvio della campagna 2026/27 come una dinamica di mercato uniforme. I vini rossi registrano il calo più marcato dei volumi scambiati e i rincari più netti. Anche i vini bianchi sono sotto pressione nel mercato dello sfuso, sebbene con andamenti diversi a seconda della categoria. Il rosato è più abbondante e presenta prezzi più stabili. Per produttori, cooperative, commercianti e rivenditori, questa divergenza probabilmente condizionerà le decisioni di acquisto e di prezzo per il resto della stagione.

I dati vanno inoltre letti con attenzione, perché la base di confronto è insolita. FranceAgriMer ha confrontato le prime settimane della campagna in corso con il 2024/25, non con la stagione 2025/26, immediatamente precedente. Ciò significa che le variazioni riportate sono valide nell’ambito del metodo adottato dall’agenzia, ma non descrivono un confronto diretto anno su anno con la scorsa stagione. Il messaggio delle prime settimane è comunque chiaro: in Francia si scambia meno vino rosso sfuso e quello disponibile viene venduto a un prezzo più alto.

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo!

Cookie

Utilizziamo cookie e altre tecnologie per far funzionare il sito, analizzarne l’uso e offrire contenuti esterni. Puoi accettare, rifiutare o configurare i cookie facoltativi.

Informativa sui cookie