Le esportazioni di birra tedesca fanno crescere le vendite di agosto dello 0,4%
Le vendite interne soggette a imposta sono scese dell’1,2%, rafforzando la crescente dipendenza dei birrifici dalla domanda estera.
lunedì 5 ottobre 2026

Ad agosto le vendite di birra tedesca sono aumentate leggermente, grazie alla crescita delle esportazioni che ha compensato un nuovo calo sul mercato interno. Un dato che sottolinea quanto la domanda estera contribuisca ormai a sostenere uno dei maggiori comparti birrari d’Europa.
Lunedì l’Associazione dei birrai tedeschi ha dichiarato che ad agosto 2026 le vendite complessive di birra sono aumentate dello 0,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, raggiungendo 6,64 milioni di ettolitri, circa 27.000 in più. I dati, basati sulle rilevazioni dell’Ufficio federale di statistica tedesco, mostrano che il modesto incremento è dovuto interamente agli scambi con l’estero. Le vendite interne soggette a imposta sono diminuite dell’1,2%, a 5,39 milioni di ettolitri, mentre le esportazioni di birra sono cresciute dell’8,3%, a 1,24 milioni di ettolitri.
Le spedizioni verso gli altri Paesi dell’Unione europea sono aumentate del 9,3%, raggiungendo circa 758.000 ettolitri. Le esportazioni verso i Paesi extra-UE sono cresciute del 6,7%, arrivando a circa 484.000 ettolitri. La ripartizione è rilevante per il settore delle bevande nel suo complesso: indica infatti una debole domanda dei consumatori tedeschi, mentre i birrifici trovano maggiore sostegno sui mercati esteri. Una tendenza che potrebbe influenzare le decisioni in materia di produzione, prezzi e investimenti nel comparto della birra e nelle categorie di bevande correlate.
Nonostante il risultato positivo di agosto, nei primi otto mesi dell’anno il settore resta al di sotto dei livelli dello scorso anno. Da gennaio ad agosto le vendite complessive di birra sono diminuite dell’1,8%, a 52,96 milioni di ettolitri, circa 953.000 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite interne soggette a imposta sono calate del 2,7%, a 42,94 milioni di ettolitri, mentre le esportazioni sono aumentate del 2,5%, a 9,96 milioni di ettolitri.
Secondo l’associazione dei birrai, il settore della birra e dell’ospitalità continua a risentire della debole fiducia dei consumatori, della cautela nelle spese delle famiglie e della stagnazione economica. L’associazione ha inoltre segnalato la prudenza dei consumatori legata alle crisi politiche nazionali e internazionali. Ha escluso che ad agosto il problema fosse il meteo: secondo l’organizzazione, le ore di sole sono rimaste pressoché invariate rispetto ad agosto 2025, mentre le temperature medie sono state più alte. Le condizioni per il consumo di birra erano quindi almeno altrettanto favorevoli rispetto a un anno prima.
I dati suggeriscono che un’estate più calda, da sola, non basta più a sostenere le vendite interne se i consumatori restano sotto pressione finanziaria o riducono le spese in bar e ristoranti. Per birrifici, grossisti e operatori della ristorazione è un segnale significativo: in Germania, la domanda di birra è da tempo strettamente legata ai consumi all’aperto nella bella stagione, alle feste e alla frequentazione dei locali.
Ad agosto le bevande miscelate a base di birra hanno registrato risultati migliori, anche se nei primi mesi dell’anno il dato resta negativo. Le vendite del segmento sono aumentate del 3,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, raggiungendo circa 401.000 ettolitri. Da gennaio ad agosto, tuttavia, le vendite di bevande a base di birra miscelate erano ancora in calo del 3,6%, a 3,02 milioni di ettolitri.
L’andamento è variato notevolmente da un Land all’altro. Ad agosto, i birrifici della Sassonia hanno registrato l’aumento più marcato, con vendite in crescita del 12,5%. Seguono quelli di Berlino e Brandeburgo, con un incremento del 9,7%, la Baviera con il 9,2%, la Turingia con il 5,2% e il Meclemburgo-Pomerania Anteriore con lo 0,2%.
All’estremo opposto, i birrifici dell’Assia hanno registrato il calo più netto, con vendite in flessione del 25,3%. Quelli della Bassa Sassonia e di Brema hanno segnato una contrazione complessiva del 14,0%, mentre la Sassonia-Anhalt ha perso il 10,3%. Le vendite sono rimaste al di sotto dei livelli dello scorso anno anche nel Baden-Württemberg, in calo del 6,9%, così come in Renania-Palatinato e Saarland e nello Schleswig-Holstein e ad Amburgo, tutti con una flessione del 6,1%. La Renania Settentrionale-Vestfalia ha registrato un calo del 3,8%.
Queste differenze regionali evidenziano le disparità all’interno del mercato birrario tedesco, mentre i produttori devono già fare i conti con una domanda più debole delle famiglie e con le difficoltà di bar e ristoranti. In questo contesto, la crescita delle esportazioni può offrire un sollievo, ma potrebbe non bastare a proteggere i birrifici dalla debolezza del mercato interno se i consumi continueranno a diminuire nel resto dell’anno.
I dati dell’Ufficio federale di statistica utilizzati dall’associazione dei birrai comprendono la birra prodotta in Germania e quella importata dagli altri Paesi dell’UE. Sono esclusi la birra analcolica, le bevande al malto e la birra importata dai Paesi extra-UE.