Le norme UE sugli imballaggi costringono le cantine italiane a rintracciare bottiglie e tappi acquistati anni fa

I produttori di vini a lungo invecchiamento affermano che la documentazione relativa a imballaggi acquistati anni prima potrebbe aumentare i rischi di conformità prima di agosto 2026.

mercoledì 30 settembre 2026

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Le norme UE sugli imballaggi costringono le cantine italiane a rintracciare bottiglie e tappi acquistati anni fa

Le cantine italiane che tengono il vino in affinamento per lunghi periodi si trovano ad affrontare nuovi interrogativi nell'ambito del regolamento dell'Unione europea sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, poiché le nuove regole estendono gli obblighi di documentazione e tracciabilità a bottiglie, tappi, etichette e altri componenti che potrebbero essere stati acquistati anni fa.

Unione Italiana Vini ha detto che la questione sta diventando più urgente perché il PPWR, il regolamento UE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, si applica in via generale dal 12 agosto 2026. Il gruppo ha affermato che la misura introduce obblighi che incidono sulla filiera del vino, comprese restrizioni sulle sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, o PFAS, negli imballaggi a contatto con gli alimenti, limiti per alcuni metalli pesanti e requisiti di documentazione di conformità.

Per le cantine, il problema pratico non riguarda solo gli acquisti futuri. Riguarda anche come ricostruire le caratteristiche e l'origine dei materiali di imballaggio già utilizzati per vini che restano in cantina per anni prima della messa in commercio. Ciò può includere bottiglie, chiusure, etichette e imballaggi esterni acquistati nell'ambito di accordi commerciali più vecchi, talvolta da fornitori che nel frattempo hanno cambiato prodotti, sistemi interni o proprietà.

La questione è stata illustrata in un articolo pubblicato mercoledì da Il Corriere Vinicolo, la testata di settore di Unione Italiana Vini. La pubblicazione ha detto che le cantine potrebbero dover raccogliere dichiarazioni e informazioni tecniche dai fornitori per completare la documentazione ora richiesta dalle norme europee. Ha osservato che l'onere è particolarmente sensibile per i vini destinati a un lungo invecchiamento, dove l'intervallo di tempo tra l'acquisto degli imballaggi e la messa sul mercato può essere significativo.

Quella tempistica conta per l'industria delle bevande oltre il solo vino, perché i cicli di produzione lunghi possono rendere più difficile la conformità una volta che le nuove regole sugli imballaggi entrano in vigore. Nel vino, e potenzialmente in altre bevande vendute dopo uno stoccaggio o un invecchiamento prolungati, i produttori potrebbero dover gestire registri di imballaggio più vecchi e certificazioni dei fornitori ben oltre l'acquisto iniziale. Ciò potrebbe creare ulteriore lavoro amministrativo e aumentare i rischi di conformità se i documenti sono incompleti.

Il nuovo quadro sembra sollevare interrogativi aperti sia per i produttori sia per i fornitori. Secondo Unione Italiana Vini, le cantine stanno cercando di capire come ottenere attestazioni affidabili per ciascun componente dell'imballaggio quando nel tempo possono essere cambiati i rapporti con i fornitori, gli strumenti di tracciabilità o le specifiche di prodotto. La pubblicazione ha anche richiamato questioni ancora irrisolte riguardanti il peso della bottiglia, l'etichettatura ambientale e le norme volte a ridurre lo spazio vuoto negli imballaggi.

Le preoccupazioni non si limitano al vetro o ai materiali a diretto contatto con gli alimenti. Nelle stesse pagine, Il Corriere Vinicolo ha riportato anche i commenti di Andrea Mecarozzi, presidente dell'associazione italiana dei produttori di scatole, Associazione Italiana Scatolifici. Ha detto che il cartone ondulato mostra già risultati solidi nel recupero e nell'uso di fibra riciclata, ma ha anche avvertito che le nuove procedure aumentano il lavoro documentale per i fornitori.

Quel lavoro aggiuntivo potrebbe farsi sentire lungo tutta la filiera perché ai produttori di imballaggi potrebbe essere chiesto di fornire informazioni più dettagliate ai clienti cantine, compresi i piccoli operatori coperti dalle disposizioni per le microimprese del regolamento. Mecarozzi ha indicato la tracciabilità del lotto come uno dei punti che richiede ancora chiarimenti. Ha anche sollevato la possibilità di semplificare le dichiarazioni per le famiglie di imballaggi, un cambiamento che potrebbe ridurre il lavoro amministrativo ripetitivo se i regolatori lo consentiranno.

La fonte non ha indicato che le indicazioni finali abbiano risolto tali punti. Al contrario, ha descritto una transizione normativa in cui produttori e fornitori di imballaggi stanno ancora cercando di capire quanto sarà ampio l'onere di tenuta dei registri e fin dove si estenderà alle scorte già in uso. Per le cantine con vini a lungo affinamento, questa incertezza è particolarmente rilevante perché le giacenze possono rimanere in cantina ben oltre la data in cui il regolamento è diventato generalmente applicabile.

Il settore vitivinicolo italiano si sta ora preparando alla prima fase di attuazione. Unione Italiana Vini ha detto che essa e ANFORMAPE esamineranno i primi obblighi di conformità in un webinar per i soci UIV in programma per lunedì 5 ottobre, dalle 11 alle 12:30. L'evento dovrebbe concentrarsi sui primi passi che le aziende devono compiere nell'ambito delle nuove regole.

Il dibattito riflette una tensione più ampia nella politica europea sugli imballaggi. I regolatori cercano di rafforzare gli standard sanitari, ambientali e di tracciabilità, mentre i produttori avvertono che la conformità può diventare complessa quando le filiere sono frammentate e i cicli di prodotto sono lunghi. Nel vino, dove una bottiglia può essere riempita e poi tenuta per anni prima della vendita, la documentazione degli imballaggi non è più soltanto una questione di acquisto. Può diventare parte della gestione dell'inventario a lungo termine e della conformità legale.

Per le cantine italiane, il compito immediato probabilmente sarà pratico più che teorico: verificare se esistono registri per gli imballaggi già in uso, chiedere ai fornitori dichiarazioni che soddisfino il nuovo standard e individuare le lacune prima che i vini affinati in cantina passino sul mercato. Per i fornitori di bottiglie, tappi, etichette e cartoni, il regolamento potrebbe richiedere risposte più dettagliate ai clienti e sistemi più strutturati per tracciare lotti e materiali.

Man mano che le norme iniziano a essere applicate, il settore osserva se le autorità forniranno ulteriori chiarimenti sulla documentazione, sulla tracciabilità dei lotti e sulle dichiarazioni semplificate. Fino ad allora, le cantine con vini a lungo affinamento sembrano affrontare la domanda più difficile posta dal nuovo regolamento: come dimostrare la conformità per componenti di imballaggio acquisiti in passato, nell'ambito di sistemi non progettati per i requisiti di oggi.

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