L’Italia apre con un nuovo decreto il programma nazionale per l’enoturismo
I gruppi di produttori possono presentare domanda di aiuto per finanziare visite in vigna, eventi regionali e altre iniziative promozionali locali legate ai territori del vino.
martedì 29 settembre 2026

Il ministro dell’Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, ha firmato un decreto per promuovere l’enoturismo, aprendo una nuova misura nazionale volta a legare più strettamente il vino italiano ai luoghi in cui viene prodotto.
L’annuncio è stato dato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste mentre l’Italia si prepara ad applicare a livello nazionale una riforma dell’intervento dell’Unione europea nel settore del vino nell’ambito della Politica agricola comune, nota come “pacchetto vino”. Il decreto è pensato per sostenere iniziative che aumentino la conoscenza pubblica dei vigneti e rafforzino la reputazione del vino italiano, collegando la qualità del vino al richiamo dei territori locali.
Secondo il ministero, la misura finanzierà attività promozionali locali organizzate nelle aree di produzione del vino. I beneficiari ammissibili sono i consorzi di tutela, le organizzazioni di produttori e le organizzazioni interprofessionali. Il sostegno copre azioni pensate per valorizzare direttamente sul territorio le regioni del vino, compresi eventi, incontri, visite e altre attività promozionali.
Lollobrigida ha detto che il decreto mira a rafforzare la reputazione del vino italiano e a sostenere la crescita nei territori locali. Ha aggiunto che sostenere l’enoturismo significa promuovere in tutto il Paese la produzione di qualità, i paesaggi, la cultura, l’ospitalità e le tradizioni, creando al tempo stesso opportunità di sviluppo. Ha anche affermato che la misura si basa sul lavoro svolto dall’Italia a livello europeo con l’obiettivo di migliorare la competitività di quello che ha definito un settore strategico per i prodotti italiani.
In base al decreto, le domande di aiuto devono essere presentate entro il 30 ottobre di ogni anno, secondo procedure da definire da Agea, l’agenzia italiana per i pagamenti in agricoltura, d’intesa con le regioni. Per l’anno 2026-27, il termine è stato fissato più avanti, al 15 dicembre 2026.
La politica colloca i consorzi e i gruppi di produttori al centro dell’iniziativa, offrendo loro un canale formale per chiedere sostegno pubblico per attività che mettano consumatori, turisti e operatori del trade a diretto contatto con le aree vitivinicole. In pratica, ciò potrebbe tradursi in visite in cantina più organizzate, eventi regionali, incontri formativi e promozione legata ai luoghi, costruita attorno ai vigneti e alle reti locali di cibo e ospitalità.
La misura ha rilievo oltre la politica agricola perché l’enoturismo può influire sul modo in cui i consumatori vivono e acquistano le bevande. Una promozione più forte delle aree vitate può aiutare le cantine ad attirare visitatori, migliorare le vendite dirette e rafforzare la riconoscibilità del marchio legata all’origine. Può inoltre generare benefici più ampi per ristoranti, alberghi e rivenditori specializzati nelle regioni del vino, sostenendo la domanda e l’immagine complessiva dell’industria delle bevande italiana, in cui il vino è una delle principali attrazioni.
Il decreto riflette anche una strategia più ampia in cui le istituzioni italiane cercano di usare strumenti di politica sostenuti dall’Ue non solo per sostenere la produzione, ma anche per aumentare il valore commerciale e culturale del vino attraverso il turismo. Concentrandosi sulle attività nei territori in cui i vini sono prodotti, il governo considera il vino sia un prodotto agricolo sia una risorsa turistica, con l’identità regionale che svolge un ruolo centrale nel modo in cui viene commercializzato.
Nell’annuncio diffuso insieme alla misura non è stato indicato alcun importo complessivo dei fondi, ma il quadro delineato chiarisce che il governo vuole che siano gli organismi organizzati dei produttori a guidare la presentazione delle regioni del vino al pubblico. Il passo successivo per i richiedenti sarà seguire le regole operative che Agea e le regioni stabiliranno per la presentazione delle domande nell’ambito del nuovo schema.