Barolo avvia in anticipo a Cannubi la vendemmia 2026 del Nebbiolo

Il ministro dell’Agricoltura italiano si è unito ai produttori, che hanno colto l’occasione per chiedere maggiore accesso all’export e un sostegno pubblico più forte

lunedì 14 settembre 2026

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Barolo avvia in anticipo a Cannubi la vendemmia 2026 del Nebbiolo

La vendemmia 2026 a Barolo è iniziata prima del solito, con l’avvio delle operazioni di raccolta il 10 settembre nelle Langhe, in una cerimonia che si è trasformata anche in un appuntamento politico e istituzionale per una delle regioni vinicole più importanti d’Italia.

Il ministro dell’Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, ha segnato l’inizio simbolico della vendemmia tagliando un grappolo di Nebbiolo nel vigneto Cannubi dell’azienda di Barbara Sandrone. Cannubi è uno dei cru più noti della denominazione Barolo, sulle colline intorno al comune di Barolo, in Piemonte.

L’evento è stato organizzato con il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e con l’ente turistico Langhe Monferrato Roero. Si è svolto durante una visita a Deditus, un’associazione nata 15 anni fa che riunisce diversi storici produttori di Barolo attorno a un focus condiviso su proprietà familiare, vigneti di proprietà e modelli tradizionali di agricoltura e impresa. Le cantine indicate dagli organizzatori erano Azelia, Cordero di Montezemolo, Sandrone, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto e Vietti.

L’apertura della vendemmia è arrivata in un momento in cui i produttori italiani di vino stanno affrontando un contesto di mercato in evoluzione. In dichiarazioni diffuse dagli organizzatori, Lollobrigida ha detto che il vino italiano resta uno dei prodotti di punta dell’economia alimentare e agricola del Paese e continua ad avere forte valore e riconoscibilità all’estero. Ha aggiunto che il settore sta attraversando quella che ha definito una fase di adattamento e ha messo in guardia contro l’uso delle stesse soluzioni per ogni produttore e per ogni territorio.

“L’attenzione deve restare sulle imprese e sul lavoro dei viticoltori, che tutelano anche il territorio”, ha detto Lollobrigida. Ha aggiunto che il compito del governo è sostenere i produttori, promuovere il vino italiano ed espandere le opportunità sui mercati esteri, a partire dall’Asia.

Dopo la cerimonia in vigna, il ministro ha preso parte a un incontro istituzionale presso l’Enoteca Regionale del Barolo all’interno del Castello Falletti, l’edificio storico di Barolo che ospita anche il museo del vino WiMu. L’incontro si è tenuto con il supporto del Comune di Barolo e della Fondazione Barolo & Castles.

Secondo gli organizzatori, il ministro ha incontrato i sindaci della zona e alti esponenti regionali, tra cui il presidente del Piemonte Alberto Cirio e l’assessore regionale Paolo Bongioanni, con delega ad agricoltura, alimentazione, commercio, turismo e sport. La visita ha dato alle istituzioni locali e ai rappresentanti del vino l’occasione di presentare direttamente al governo nazionale le proprie preoccupazioni e priorità all’inizio della vendemmia.

Lollobrigida ha detto che il legame tra i produttori e la terra è particolarmente visibile in Piemonte. Ha aggiunto di essere venuto nella zona per incontrare un settore produttivo di alta qualità e per lavorare con esso sulle nuove opportunità che possono arrivare dai mercati internazionali. Ha ribadito che la strategia principale dovrebbe essere sostenere i produttori, rafforzare la posizione del vino italiano e continuare ad aprire nuovi mercati di esportazione.

Sergio Germano, presidente del Consorzio Barolo e Barbaresco, ha detto che la visita ha offerto l’occasione per discutere sia i problemi che il settore sta affrontando sia i piani futuri per sviluppare e rilanciare l’economia enogastronomica dell’area. In dichiarazioni diffuse dopo l’evento, Germano ha affermato che il ministro ha mostrato sensibilità e preparazione in quello che ha definito un confronto costruttivo.

Gianni Gagliardo, presidente di Deditus, ha detto che l’associazione ha invitato Lollobrigida ad aprire la vendemmia 2026 del Barolo perché il settore ha ora bisogno di un rapporto più stretto con le istituzioni pubbliche. Ha aggiunto che il mondo del vino è cambiato e che i produttori hanno bisogno di un nuovo rapporto tra settore pubblico e privato, simile alla cooperazione che aiutò la regione ad avviare la propria spinta verso i mercati internazionali circa 40 anni fa.

La cerimonia a Barolo è stata in gran parte simbolica, ma ha anche messo in evidenza la più ampia importanza della vendemmia per il territorio. Il Barolo è prodotto da uve Nebbiolo ed è una delle denominazioni italiane più riconosciute. Nelle Langhe, l’inizio annuale della raccolta ha un peso economico e politico oltre che agricolo, perché riunisce viticoltori, consorzi, enti turistici e rappresentanti pubblici attorno a un settore che è centrale per l’occupazione locale, per l’export e per l’identità dell’area.

Quest’anno, questo messaggio è stato rafforzato dall’avvio anticipato della vendemmia e dall’attenzione dedicata all’accesso ai mercati e al sostegno istituzionale. La presenza del ministro dell’Agricoltura a Cannubi e poi nell’enoteca regionale di Barolo ha segnalato lo sforzo dei produttori di collocare le esigenze del settore del vino in cima all’agenda del governo mentre prende avvio l’annata 2026.

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