Siccità e gelate primaverili tagliano le rese di uva nella Ribera del Duero
I produttori affermano che l'uva resta sana nonostante una vendemmia anticipata e perdite superiori al 90% in alcune parcelle.
lunedì 14 settembre 2026

Siccità e gelate primaverili hanno ridotto le rese di uva nella regione vinicola spagnola della Ribera del Duero in questa stagione, anche se i produttori segnalano che l'uva in arrivo in cantina è generalmente in buone condizioni.
La vendemmia ha già superato i 22 milioni di chilogrammi nella zona, secondo le informazioni diffuse lunedì da Cadena SER da Aranda de Duero, una delle principali località della denominazione. La campagna si avvicina alla sua fase finale dopo una stagione di crescita segnata da forti sbalzi meteorologici, minore produzione e un ciclo di maturazione più precoce del solito.
Juan Jesús Peña, tecnico di Cecoga, ha detto all'emittente che la stagione è iniziata con un inverno e una primavera molto piovosi. Quel quadro è cambiato a maggio, quando si è instaurato un periodo secco che ha iniziato a incidere sullo sviluppo della coltura. Le alte temperature e il più ampio andamento meteorologico hanno inoltre spinto le viti attraverso le loro fasi di crescita molto prima del normale, con la fioritura e altre fasi chiave arrivate fino a un mese prima del consueto calendario.
A tali condizioni si sono sommate le gelate di aprile e maggio, che hanno colpito in modo particolarmente duro alcuni vigneti. Nelle parcelle più colpite, le perdite hanno superato il 90%, ha detto Peña, anche se i danni sono variati molto a seconda della località.
Anche con questi contraccolpi, lo stato generale delle uve resta positivo. Peña ha detto che quest'anno il controllo di parassiti e malattie ha funzionato bene, aiutato in parte da un avviso precoce del Consejo Regulador della Ribera del Duero sul rischio di peronospora. Quel monitoraggio ha consentito ai produttori di reagire rapidamente e ha contribuito a preservare le condizioni sanitarie complessive dei vigneti. Nel corso della stagione sono stati rilevati alcuni problemi isolati legati ad acari e tignole, ma non su una scala tale da minacciare in modo diffuso la qualità dell'uva.
Il principale punto di pressione quest'anno è il volume. Il caldo ha accelerato la maturazione, mentre la siccità severa ha inciso sull'allegagione e ridotto la quantità finale di uva disponibile per la vendemmia. In questo contesto, il Consejo Regulador ha abbassato la resa massima autorizzata per il tempranillo, principale varietà rossa della regione, a 6.300 chilogrammi per ettaro da 7.000 chilogrammi per ettaro.
Questo cambiamento conta oltre il vigneto, perché la Ribera del Duero è una delle regioni vinicole più importanti della Spagna. Rese più basse e una vendemmia anticipata possono costringere le cantine ad adeguare gli acquisti di uva, il personale e i programmi di fermentazione, e potrebbero restringere il volume di vino disponibile dalla vendemmia 2026 anche se la qualità resta solida.
La stagione sta inoltre alimentando la preoccupazione su come i modelli climatici stiano cambiando la produzione vinicola nell'area. Peña ha detto che alcuni impianti più recenti e certi siti vitati si stanno spostando verso quote più elevate, dove temperature più fresche e notti più fredde possono aiutare l'uva a mantenere l'acidità mentre le condizioni si riscaldano. Questo spostamento riflette uno sforzo più ampio dei produttori per proteggere stile ed equilibrio nei vini provenienti dai vigneti della regione.
Oltre al raccolto immediato, Peña ha anche richiamato l'importanza di mantenere aggiornato il quaderno di campagna, un registro che le cantine richiedono ai produttori e che viene usato per documentare i lavori svolti in ciascuna parcella. Cecoga sta fornendo supporto ad agricoltori e viticoltori per predisporre e mantenere quella documentazione durante la campagna.
Nel complesso, la stagione nella Ribera del Duero sta producendo una combinazione familiare ma sempre più difficile per i produttori: qualità dell'uva buona, ma meno uva da raccogliere. In una delle regioni del vino rosso più note d'Europa, la vendemmia 2026 è determinata non da un singolo evento meteorologico, ma da una sequenza di mesi piovosi, mesi secchi, danni da gelo e maturazione accelerata che ha ancora una volta messo in evidenza quanto la produzione dei vigneti sia vulnerabile all'evoluzione delle condizioni.