Kimi Antonelli ha vinto a Monza partendo 19°, ponendo fine a 60 anni di attesa dell’Italia
Moët & Chandon ha trasformato la celebrazione sul podio in una vetrina globale durante uno dei weekend più significativi della Formula 1.
mercoledì 9 settembre 2026

Moët & Chandon ha usato il Gran Premio d’Italia 2026 a Monza per legare il proprio brand a uno dei risultati più emozionanti della stagione di Formula 1, mentre il pilota Mercedes Kimi Antonelli celebrava la vittoria con la maison di champagne francese sul podio e nel corso di un weekend di eventi hospitality legati alla gara.
La vittoria di Antonelli ha avuto un peso speciale per i tifosi italiani. Partito 19° in griglia, il pilota Mercedes ha rimontato attraverso il gruppo fino a conquistare il primo posto a Monza, diventando il primo pilota italiano in 60 anni a salire sul gradino più alto del podio sul circuito, secondo gli organizzatori della gara e la copertura dell’evento in Italia. L’ultimo italiano a riuscirci a Monza era stato Ludovico Scarfiotti, vincitore per la Ferrari nel 1966.
Sul podio c’era anche il pilota Mercedes George Russell al secondo posto e Max Verstappen della Red Bull al terzo. Dopo l’inno nazionale italiano, i tre piloti hanno preso parte alla tradizionale celebrazione con lo champagne della Formula 1, spruzzando Moët & Chandon dalle bottiglie oversize «Celebratory Jeroboam» che i vincitori firmano dopo la gara.
Per Moët & Chandon, il risultato di Monza è stato molto più di un momento sportivo. È stato anche una grande opportunità di branding nella seconda stagione del suo ritorno come champagne ufficiale della Formula 1. La maison, parte del gruppo del lusso LVMH, è tornata nel ruolo nel 2025 attraverso quella che è stata descritta come una partnership globale decennale con la Formula 1. La rinnovata presenza ha riportato una delle immagini cerimoniali più antiche dello sport dopo il periodo intermedio in cui Ferrari Trento, il produttore italiano di spumanti Trentodoc, aveva ricoperto il ruolo sul podio.
Monza ha offerto allo champagne maker un palcoscenico particolarmente forte. La gara è uno degli eventi più seguiti e storicamente importanti della Formula 1, e un vincitore italiano ha reso ancora più visibile la celebrazione post-gara. Moët & Chandon ha ospitato gli invitati in circuito e a Milano durante il weekend di gara, usando l’evento per mettere in mostra sia la propria eredità sia il legame con lo sport d’élite.
Tra gli ospiti citati dalla cronaca locale figuravano l’ex pilota di Formula 1 Jean Alesi, il rapper Lazza e gli attori Stefano Accorsi e Michele Morrone, oltre a chef e sommelier di ristoranti italiani molto noti. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il tennista Jannik Sinner erano tra i nomi di alto profilo menzionati in relazione all’atmosfera del Gran Premio di Monza, mentre la vittoria di Antonelli attirava un’ampia attenzione oltre il motorsport.
Sibylle Scherer, presidente e CEO di Moët & Chandon, ha detto che l’azienda vede la partnership come una piattaforma di lungo periodo e non come un ritorno simbolico. «La nostra seconda stagione al fianco della Formula 1 segna il passaggio da un ritorno a una presenza duratura», ha detto Scherer. «Unite dalla stessa ricerca di precisione ed eccellenza, Moët & Chandon e Formula 1 celebrano il savoir-faire, il lavoro di squadra e la passione che definiscono entrambi i nostri mondi. Insieme, continuiamo a trasformare il podio in un momento di vittoria condivisa, onorando lo spirito collettivo dietro ogni traguardo.»
L’azienda ha posto l’accento sul rituale attorno al podio tanto quanto sul prodotto stesso. Nell’ambito dell’attuale programma Formula 1, il vincitore firma una bottiglia Jeroboam nel parc fermé dopo la gara. La bottiglia entra poi a far parte della collezione di Jeroboam di Formula 1 di Moët & Chandon, conservata nelle sue cantine a Épernay. Da lì, i piloti passano per il cooldown room prima di salire sul podio, dove la bottiglia diventa parte della celebrazione vista in tutto il mondo.
Quel rituale è centrale nel modo in cui la maison presenta il proprio posto nella storia della Formula 1. Moët & Chandon fa risalire il suo legame diretto con le corse Grand Prix al 1950, quando Frédéric Chandon de Briailles offrì spontaneamente una bottiglia al vincitore del Grand Prix di Reims. Nel corso dei decenni, il marchio è diventato strettamente associato alle celebrazioni sul podio con campioni tra cui Jackie Stewart, Ayrton Senna, Niki Lauda, Alain Prost, Mika Häkkinen e Michael Schumacher.
L’azienda indica anche un legame ancora precedente con il motorsport. Nel 1936, dopo aver vinto la Vanderbilt Cup, il pilota italiano Tazio Nuvolari bevve da un Jeroboam di Moët & Chandon, un episodio che la maison cita regolarmente come parte della propria eredità motoristica.
A Monza, Moët & Chandon ha esteso questa messa in scena della propria eredità oltre il podio. Per il weekend di gara ha portato due simboli visivi della sua storia: «Spirit of 1743», una mongolfiera a forma di tappo di champagne che richiama l’anno di fondazione della maison, e una Mercedes-Benz 600 Pullman guidata da Alesi, un’auto che, secondo il marchio, è stata usata per accogliere ospiti di rilievo nella sua tenuta.
Questi elementi erano pensati per collegare l’ospitalità di lusso a uno degli scenari di gara più tradizionali della Formula 1, l’Autodromo Nazionale di Monza, spesso chiamato il «Tempio della Velocità». Il contesto contava. Monza è uno dei circuiti in cui passato e presente della Formula 1 restano altamente visibili, e il ritorno di Moët & Chandon alla serie è stato costruito attorno a questo senso di continuità.
LVMH sta usando la partnership con la gara per rafforzare la visibilità di uno dei suoi marchi di vini e spirits più riconosciuti. Moët & Chandon rientra in un portafoglio più ampio che comprende Krug, Dom Pérignon, Veuve Clicquot, Ruinart, Cheval Blanc, Château d’Yquem, Domaine des Lambrays, Cloudy Bay, Bodega Numanthia, Terrazas de los Andes e Ao Yun. In questo contesto, la Formula 1 offre all’azienda non solo una piattaforma di ospitalità, ma anche un palcoscenico mediatico globale legato a celebrazione, status e portata internazionale del pubblico.
A Monza, questi obiettivi commerciali e simbolici si sono allineati con un risultato di gara che in pochi in Italia dimenticheranno presto. La rimonta di Antonelli dal 19° posto alla vittoria ha dato all’evento una forte trama nazionale, e Moët & Chandon era al centro dell’immagine che ne è seguita: il vincitore sul podio, il Jeroboam firmato in mano e lo champagne che schizzava su Monza mentre si ripeteva il rituale post-gara della Formula 1.