Morellino di Scansano aggiunge una categoria Superiore al disciplinare DOCG

La nuova categoria formalizza uno stile che già rappresenta circa il 30% della produzione e offre ai produttori toscani un’etichetta premium più chiara per prezzi ed export.

02-07-2026

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Morellino di Scansano, la denominazione toscana del vino rosso della Maremma, ha aggiunto una nuova categoria “Superiore” al proprio disciplinare DOCG, una modifica che produttori e associazioni di categoria considerano un modo per distinguere meglio vini già ampiamente prodotti nell’area e per rafforzare la posizione della denominazione nella ristorazione, nelle enoteche e sui mercati esteri.

La modifica è stata formalizzata da un decreto ministeriale italiano datato 28 gennaio 2026, secondo quanto riportato questa settimana da Unione Italiana Vini. La nuova categoria dà riconoscimento formale a uno stile produttivo che era già diventato importante all’interno della denominazione. In termini di volume, i vini in stile Superiore rappresentavano già circa il 30% della produzione di Morellino di Scansano, ma finora non esisteva alcun riferimento specifico nel quadro di etichettatura per distinguerli dagli altri vini della stessa DOCG.

Questa lacuna aveva creato un problema pratico per le aziende. In assenza di una categoria distinta, i produttori si trovavano con limiti nel spiegare perché alcune bottiglie avessero prezzi più alti di altre pur appartenendo alla stessa denominazione. Le nuove regole mirano a dare a quei vini un’identità più chiara e uno standard produttivo definito.

Secondo il disciplinare rivisto, Morellino di Scansano Superiore deve contenere almeno l’85% di Sangiovese. Prevede inoltre requisiti produttivi più restrittivi rispetto alla denominazione più ampia, tra cui rese massime di 80 quintali per ettaro, un titolo alcolometrico minimo del 13% e la messa in commercio non prima del 1° gennaio del secondo anno successivo alla vendemmia. Le uve destinate al Superiore devono inoltre essere dichiarate idonee a tale categoria al momento della vendemmia, una misura presentata come parte di un approccio più trasparente per i consumatori.

Le regole non impongono l’affinamento in legno. Questa scelta riflette lo stile che molti produttori della Maremma hanno perseguito con il Sangiovese: vini più freschi, più brillanti e più immediati, piuttosto che rossi definiti dal passaggio in legno.

Il debutto della nuova categoria è stato evidenziato in occasione dell’edizione 2026 di Rosso Morellino, evento organizzato dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano DOCG. Il consorzio ha utilizzato l’occasione per presentare la prossima fase commerciale della denominazione mentre cerca di affinare il proprio posizionamento sul mercato.

Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del consorzio, rieletto per un terzo mandato consecutivo, ha indicato il Superiore come uno strumento per rafforzare la presenza della denominazione nella ristorazione e nei negozi di vino, aprendo al tempo stesso ulteriori margini di crescita. Per buyer e seller del beverage, questo potrebbe essere rilevante perché una fascia superiore più chiaramente definita può aiutare a giustificare le differenze di prezzo sugli scaffali e nelle carte dei vini e rendere i vini più facili da posizionare nei canali Horeca e all’estero.

Secondo il report, la denominazione vende ancora circa il 75% del proprio vino in Italia, a conferma di quanto il suo business resti legato al mercato domestico anche mentre i produttori guardano oltreconfine. Lo sviluppo dell’export fa parte di questa strategia, insieme agli sforzi legati al turismo lento, alla mobilità green e ai consumatori più giovani.

Queste attività di promozione includono progetti che collegano il vino al cicloturismo, al territorio locale e persino ai cocktail realizzati con il Morellino. L’aggiunta del Superiore non modifica l’identità centrale della denominazione, che resta incentrata sul Sangiovese della Toscana costiera, ma offre ai produttori una categoria formale da usare per separare selezioni più rigorose dalle imbottigliamenti standard in un momento in cui molte regioni vinicole italiane stanno cercando di affinare il proprio messaggio in mercati affollati.

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