La Commissione europea approva il piano della Francia per pagare i viticoltori che estirpano in modo permanente i vigneti

La misura prevede 4.000 euro per ettaro per ridurre la produzione di vino nelle regioni in cui il calo della domanda di vino rosso è diventato strutturale.

04-06-2026

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La Commissione europea ha approvato il piano della Francia per finanziare l’estirpazione permanente dei vigneti, offrendo a Parigi un nuovo strumento per ridurre la produzione di vino nelle regioni colpite dal calo della domanda, soprattutto per il vino rosso.

Il ministero francese dell’Agricoltura ha riferito che l’approvazione è stata concessa il 1° giugno, dopo mesi di colloqui con Bruxelles e dopo che erano state negoziate con gli Stati membri e il Parlamento europeo modifiche alle norme dell’Unione europea sul vino nell’ambito del recente “pacchetto vino” del blocco. Il governo francese ha affermato che la misura mira ad affrontare problemi strutturali in diverse aree vitivinicole in cui la produzione non corrisponde più alla domanda di mercato.

Il programma fa seguito a un precedente intervento di estirpazione dei vigneti attuato nel 2024-2025 con un budget di 120 milioni di euro. La ministra dell’Agricoltura Annie Genevard aveva promesso un nuovo round di intervento su richiesta dei viticoltori, sostenendo che alcune parti del settore devono fare i conti con una pressione duratura dovuta a modelli di consumo più deboli e a un mercato cambiato rapidamente negli ultimi anni.

Nel quadro appena approvato, i produttori riceverebbero un aiuto di 4.000 euro per ettaro per sradicare definitivamente le viti. Il ministero ha precisato che FranceAgriMer, l’agenzia pubblica che gestisce i programmi di sostegno agricolo, dovrebbe pubblicare le regole operative formali dopo le discussioni previste per l’8 giugno nel consiglio specializzato “vino e sidro”. Questo passaggio consentirebbe di aprire il prima possibile la procedura online per le domande e permetterebbe ai produttori di confermare le dichiarazioni di interesse presentate durante una call for applications tenuta a febbraio.

I funzionari francesi hanno presentato la misura sia come sostegno d’emergenza sia come adeguamento dell’offerta nel lungo periodo. Nella sua nota, il ministero ha affermato che il dispositivo dovrebbe contribuire ad attenuare la crisi di mercato che colpisce il settore vitivinicolo, favorendo al tempo stesso un riequilibrio più duraturo dei volumi produttivi rispetto a una domanda che sta cambiando in modo rapido e profondo.

La decisione riflette quanto siano cambiate bruscamente le condizioni per alcune parti dell’industria vinicola francese. Il consumo interno di vino è sotto pressione da anni, con il vino rosso particolarmente penalizzato dal mutamento delle abitudini di consumo, dai cambiamenti demografici e dalla concorrenza di altre bevande. I produttori di alcune regioni hanno inoltre dovuto affrontare condizioni deboli sui mercati esteri, costi in aumento e scorte sempre più difficili da smaltire.

Il governo francese ha sempre più spesso inquadrato l’estirpazione dei vigneti come parte di una risposta più ampia alla crisi, anziché come una soluzione temporanea. Il ministero ha collegato la nuova misura a quello che ha definito un grande piano nazionale per aiutare il settore a uscire dalla crisi. Quel piano era stato annunciato alla fine dello scorso anno, mentre i responsabili cercavano di rispondere alla crescente tensione finanziaria tra viticoltori e cooperative.

Per i produttori, l’estirpazione permanente è una delle forme di intervento più delicate perché riduce la capacità produttiva futura invece di limitarsi a gestire gli eccedenze di breve periodo. Ma i funzionari sostengono che nelle aree in cui la domanda è calata in modo duraturo ridurre la superficie vitata possa essere più efficace rispetto a ripetuti aiuti d’emergenza o misure di stoccaggio.

Il ministero non ha indicato nel suo annuncio quanti ettari potrebbero essere infine rimossi nell’ambito del nuovo programma né quale budget complessivo sarà stanziato. Non ha inoltre specificato quali regioni vinicole dovrebbero beneficiarne maggiormente. Ma il linguaggio utilizzato lascia intendere chiaramente che la misura è rivolta a bacini che presentano uno squilibrio strutturale, non a perturbazioni isolate e di breve durata.

L’approvazione da Bruxelles era necessaria perché la politica sui vigneti in Francia si colloca all’interno delle regole UE sul mercato. Secondo il ministero, l’attuazione ha richiesto una modifica della normativa europea negoziata da settembre 2024 fino a marzo di quest’anno. Solo dopo l’entrata in vigore di tali modifiche la Francia ha potuto notificare formalmente alla Commissione il proprio schema di estirpazione per la valutazione.

Questa sequenza sottolinea quanto resti politicamente sensibile in tutta Europa la riduzione dei vigneti. I Paesi produttori di vino si sono affidati a lungo agli strumenti dell’UE per gestire diritti d’impianto, aiuti alla ristrutturazione e sostegni alla crisi, ma l’estirpazione permanente delle viti comporta implicazioni più ampie per l’occupazione rurale, l’uso del suolo e l’identità regionale. In Francia, dove la viticoltura è strettamente legata alle economie locali e al prestigio dell’export, qualsiasi riduzione della superficie vitata sostenuta dallo Stato attirerà probabilmente grande attenzione da parte delle associazioni dei produttori e delle autorità regionali.

Parigi sostiene tuttavia che non intervenire lascerebbe alcuni produttori intrappolati tra vendite in calo e strutture produttive rigide costruite per un’altra epoca. Offrendo 4.000 euro per ettaro, il governo cerca di creare un incentivo abbastanza forte per i viticoltori che vogliono abbandonare parcelle non redditizie, evitando al tempo stesso una contrazione disordinata alimentata soltanto dai fallimenti aziendali.

Il prossimo passo pratico arriverà quando FranceAgriMer definirà le regole di gestione e aprirà la teleprocedura per le domande. Sarà allora possibile capire con quale rapidità i viticoltori potranno passare dalle dichiarazioni d’interesse alla partecipazione confermata e se la domanda per il programma supererà i fondi disponibili.

L’annuncio del ministero non includeva reazioni delle organizzazioni dei produttori né dei partiti d’opposizione. Ma ottenendo l’approvazione della Commissione, il governo francese ha superato il principale ostacolo regolatorio per uno dei suoi interventi più diretti finora in un settore vitivinicolo alle prese con consumi più bassi e un mercato in trasformazione.

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