Le esportazioni di vino italiano rallentano il calo a febbraio

Le vendite sono scese dell’8,2% rispetto a un anno prima: un calo più contenuto rispetto a gennaio mentre la domanda negli Stati Uniti è rimasta debole.

18-05-2026

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Le esportazioni di vino italiano hanno continuato a diminuire a febbraio 2026, ma il ritmo del calo si è attenuato rispetto a gennaio, offrendo almeno un modesto segnale di stabilizzazione dopo un avvio d’anno difficile.

Secondo i dati Istat analizzati da WineNews, le esportazioni hanno raggiunto 1 miliardo di euro nei primi due mesi del 2026, in calo del 13,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta ancora di una flessione marcata, ma meno pesante rispetto al -18,7% registrato dopo il solo mese di gennaio. Nel solo febbraio, le esportazioni sono diminuite dell’8,2% su base annua, in miglioramento rispetto al -18,7% di gennaio e segnale che il mercato potrebbe recuperare parte del terreno perduto.

Anche i volumi sono migliorati. Le spedizioni hanno totalizzato 158 milioni di ettolitri nel febbraio 2026, in calo del 3,2% rispetto ai primi due mesi del 2025. Si tratta di un recupero più netto rispetto al confronto di gennaio, quando i volumi erano scesi del 13,3%.

Gli Stati Uniti restano di gran lunga il mercato estero più importante per il vino italiano, anche se le vendite hanno segnato un forte indebolimento. Le esportazioni verso gli Usa sono scese a 243,4 milioni di euro nei primi due mesi del 2026, in calo del 27,48% rispetto allo stesso periodo del 2025. È comunque una contrazione pesante, sebbene migliore rispetto al -35,2% di gennaio. I volumi verso gli Usa hanno raggiunto 27,3 milioni di ettolitri, in calo dell’11,5%, in miglioramento rispetto al -19,3% di gennaio.

Anche la Germania, principale mercato europeo per l’Italia, ha mostrato un ritmo di contrazione più contenuto. Le esportazioni verso questo Paese si sono attestate a circa 162,7 milioni di euro, in calo del 9,1% su base annua, contro il -15,1% registrato nel solo mese di gennaio.

Il Regno Unito si è collocato al terzo posto tra i principali mercati, con importazioni di vino italiano pari a 93,4 milioni di euro, in calo del 12,9%, ma ancora una volta meglio rispetto al -18,6% di gennaio. Seguono il Canada con importazioni per 60,78 milioni di euro, in flessione appena del 2,5%, con un miglioramento di sei punti percentuali rispetto al mese precedente.

Tra gli altri mercati europei, la Svizzera si è attestata a 50,5 milioni di euro, in calo del 15,3%; la Francia a 39,1 milioni di euro, -4,1%; i Paesi Bassi a 34,27 milioni di euro, -8,6%; e il Belgio a 29,6 milioni di euro, -17,5%.

Fuori dall’Europa e dal Nord America, il Giappone è sceso a 24,5 milioni di euro, -8,3%. La Russia si è mossa nella direzione opposta, salendo nettamente a 29,1 milioni di euro (+45,2%). Anche la Cina ha registrato un aumento dopo i primi segnali di miglioramento già emersi a gennaio: ha raggiunto 10,6 milioni di euro (+13,6%).

L’andamento nei principali mercati suggerisce che gli esportatori italiani di vino stiano ancora affrontando un anno difficile, ma febbraio ha portato qualche sollievo dopo le perdite più marcate di gennaio. Un fattore potrebbe essere stato il forte acquisto osservato all’inizio dell’anno negli Stati Uniti da parte degli importatori che reagivano al timore di nuovi dazi.

Resta comunque elevata l’incertezza per via delle tensioni geopolitiche, delle perturbazioni commerciali e dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori che potrebbero continuare a incidere sulle esportazioni italiane di vino nei prossimi mesi.

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