27-03-2026

Il dibattito globale sul consumo di alcol si è intensificato negli ultimi anni, in seguito alle dichiarazioni delle organizzazioni sanitarie internazionali secondo cui "non esiste una quantità di alcol completamente sicura per l'organismo". La posizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, resa pubblica nel 2023, ha scatenato reazioni in tutta l'industria delle bevande. Il settore vinicolo, in particolare, ha risposto chiedendo una discussione più sfumata. I rappresentanti dell'industria sostengono che, sebbene i rischi del consumo eccessivo di alcol siano evidenti, il vino dovrebbe essere considerato nell'ambito delle tradizioni culturali, delle abitudini alimentari e della ricerca scientifica in corso.
Questo tema è al centro del Simposio internazionale su vino, salute e stile di vita, che si svolge oggi a San Paolo. L'evento è organizzato dalla Camera settoriale di viticoltura, vino e derivati dello Stato di San Paolo. Riunisce medici, ricercatori e professionisti della salute per discutere del consumo responsabile di vino e dei suoi potenziali effetti se abbinato a una dieta equilibrata e a uno stile di vita sano.
Célia Carbonari, presidente della Camera settoriale, afferma che l'obiettivo è migliorare la qualità del dibattito. Fa notare che i produttori di vino hanno dovuto affrontare pressioni crescenti per mettere in guardia dall'uso eccessivo di alcol. "Quando difendiamo il consumo, difendiamo un consumo moderato e consapevole", afferma Carbonari.
Tra i relatori figura il cardiologo Protásio Lemos da Luz dell'Istituto del cuore dell'Università di San Paolo. Presenterà studi sugli effetti metabolici del vino rosso. Il cardiologo Jairo Monson si occuperà di stabilire se tutte le bevande alcoliche hanno un impatto simile sulla salute. Il medico spagnolo Ramon Estruch, noto per le sue ricerche sulla dieta mediterranea, parlerà dei legami tra il consumo moderato di vino, la prevenzione cardiovascolare e il benessere. Il simposio si concluderà con una tavola rotonda moderata dalla giornalista Marianna Piemonte.
L'iniziativa riflette un movimento crescente all'interno del settore vinicolo per promuovere il dialogo tra scienza, salute pubblica e cultura alimentare. A differenza di molte altre bevande alcoliche, il vino è stato a lungo associato a un consumo moderato durante i pasti e a modelli alimentari tradizionali come la dieta mediterranea. Per diversi decenni, gli studi hanno rilevato associazioni tra l'assunzione moderata di vino e gli indicatori di salute cardiovascolare. Questi benefici sono spesso legati ai composti fenolici del vino che hanno proprietà antiossidanti.
Tuttavia, ricerche più recenti evidenziano che anche piccole quantità di alcol possono comportare rischi per alcuni gruppi o condizioni di salute. Gli esperti affermano che l'informazione e la moderazione sono fondamentali per orientarsi in questo argomento complesso. Essi mettono in guardia sia da una demonizzazione semplicistica che da una promozione illimitata dell'alcol.
La sfida è ora quella di costruire una cultura del consumo responsabile basata su prove scientifiche, contesto culturale ed educazione. Mentre continuano le discussioni sul posto del vino nella società e sui suoi effetti sulla salute, i partecipanti al simposio di oggi intendono mantenere la conversazione aperta ed equilibrata.
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