L'industria vinicola francese chiede 200 milioni di euro di aiuti all'UE mentre la crisi si aggrava e la vendemmia si riduce

I produttori mettono in guardia da chiusure generalizzate senza un intervento urgente da parte del governo e dell'Europa, in un contesto di calo dei consumi e di aumento dei costi.

15-10-2025

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Joël Boueilh
Joël Boueilh

L'industria vinicola francese sta affrontando un periodo di profonda incertezza e di crescente preoccupazione, mentre i produttori e le cantine cooperative attendono un'azione urgente del governo per affrontare una crisi sempre più grave. Il 12 ottobre Annie Genevard è stata riconfermata Ministro dell'Agricoltura, una mossa vista da molti operatori del settore come un segno di stabilità dopo mesi di turbolenze politiche. Tuttavia, i leader del settore chiedono misure immediate e decisive per sostenere i viticoltori in difficoltà e prevenire quello che alcuni descrivono come un disastro imminente.

Joël Boueilh, presidente dell'associazione Vignerons Coopérateurs, ha parlato dell'urgente necessità di aiuti alla ristrutturazione delle cantine cooperative. Descrive la situazione attuale come una "pentola a pressione", avvertendo che senza un intervento le conseguenze potrebbero essere gravi. Boueilh sottolinea che, sebbene siano stati promessi 10 milioni di euro di aiuti per la ristrutturazione, finora nessuno di essi ha raggiunto i produttori. Sostiene che i ritardi stanno costando tempo prezioso e che la pianificazione deve già iniziare per il 2026. Secondo Boueilh, i problemi delle cantine cooperative sono noti da mesi e ha sollevato per la prima volta la questione con l'allora ministro Marc Fesneau nel febbraio 2024.

Le difficoltà del settore vinicolo sono aggravate da sfide economiche e politiche più ampie. I consumi sono in calo e lo stato d'animo generale di produttori e consumatori è descritto come ansioso e rassegnato. La scarsa vendemmia del 2025 ha fatto lievitare i costi di produzione, mentre i mercati di esportazione rimangono incerti a causa delle tensioni geopolitiche. A livello nazionale, i consumatori sono cauti nello spendere, riducendo ulteriormente la domanda di vino.

I rappresentanti del settore attendono anche i risultati di un audit del Consiglio generale per l'alimentazione, l'agricoltura e le aree rurali (CGAAER), attesi per il 31 ottobre. I risultati determineranno come distribuire i 10 milioni di euro di aiuti alla ristrutturazione. Tuttavia, Boueilh e altri ritengono che l'audit non farà altro che confermare ciò che hanno avvertito: che molte cantine cooperative sono sull'orlo del collasso.

Un'altra questione urgente è la richiesta presentata dalla Francia alla Commissione europea di accedere ai fondi di riserva per la crisi per finanziare l'estirpazione permanente dei vigneti. La richiesta è stata presentata all'inizio di settembre, ma finora le risposte di Bruxelles sono state scarse. I produttori affermano che sono necessari segnali forti da parte delle autorità nazionali ed europee per ripristinare la fiducia nel settore.

Jérôme Despey, presidente del Consiglio del vino di FranceAgriMer e vicepresidente della FNSEA, sottolinea che la stabilità politica del Ministero dell'Agricoltura è fondamentale per affrontare queste sfide. Egli osserva che, sebbene la riconferma di Annie Genevard porti continuità, è necessaria un'azione urgente per far fronte al ritmo della crisi. Despey chiede misure di emergenza come l'estirpazione permanente o temporanea e la distillazione di crisi, nonché un sostegno a più lungo termine che comprenda aiuti alla promozione, contrattualizzazione, segmentazione e adattamento dei metodi di produzione.

Genevard ha incontrato in precedenza i rappresentanti dell'Association Générale de la Production Viticole (AGPV) e si è impegnato a sviluppare un piano d'azione dopo il raccolto di quest'anno. In una recente dichiarazione sui social media dopo la sua riconferma, ha riconosciuto la sua responsabilità di fornire risposte immediate e azioni pubbliche coerenti per gli agricoltori.

L'industria vinicola sta ora spingendo per un incontro con la Genevard il prima possibile per discutere le proprie proposte e aspettative. Despey spera che tale incontro possa avvenire la prossima settimana per esaminare i progressi compiuti su questioni chiave come il finanziamento della riserva di crisi da parte dell'Europa. Il settore chiede a Bruxelles almeno 200 milioni di euro e vuole che la Francia assicuri un cofinanziamento nel suo prossimo bilancio.

Mentre le tensioni all'interno del settore aumentano, i leader avvertono che il tempo sta per scadere. Il cattivo raccolto ha catalizzato la frustrazione dei produttori, che si sentono sempre più in ansia per il loro futuro. Molti ritengono che solo un rapido intervento del governo possa evitare chiusure generalizzate e danni duraturi a una delle industrie più iconiche della Francia.

Nel frattempo, i rappresentanti del settore vitivinicolo francese parteciperanno alla Giornata europea del vino il 20 ottobre presso l'hotel regionale di Strasburgo, dove prevedono di incontrare il Commissario europeo per l'Agricoltura Christophe Hansen. L'evento potrebbe rappresentare un'altra opportunità per far valere le proprie ragioni a livello nazionale ed europeo, alla ricerca di soluzioni a una crisi che non accenna a diminuire.

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