Le vendite di vino italiano registrano una crescita modesta mentre i consumatori si orientano verso la qualità e le esperienze premium

Le regioni meridionali guidano i guadagni in termini di valore, mentre le famiglie più giovani e le donne guidano le nuove tendenze di consumo e di premiumization in Italia e all'estero

10-10-2025

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Italian Wine Sales Show Modest Growth as Consumers Shift Toward Quality and Premium Experiences

Nell'agosto 2025, le vendite di bottiglie di vino nella GDO italiana hanno raggiunto i 3,1 miliardi di euro, registrando un leggero aumento in valore dello 0,6% ma una diminuzione in volume dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Le regioni del Sud Italia si sono distinte come le più dinamiche, con un aumento del 5,3% in valore e volumi pressoché stabili. Questi dati emergono da uno studio NielsenIQ presentato in occasione della Milano Wine Week, svoltasi dal 4 al 12 ottobre, durante l'evento Carrefour Day. La ricerca ha analizzato le tendenze globali e nazionali del settore vinicolo, coprendo i canali retail, on-premise e off-premise.

Lo studio ha rilevato che 21,8 milioni di famiglie italiane, pari all'84,6% della popolazione, acquistano vino e spumante nei supermercati e negli ipermercati. In media, ciò equivale a quasi due bottiglie al mese per famiglia, con una spesa annua stimata di 137 euro. Secondo Lorenzo Cafissi, responsabile Beverage e Home & Personal Care di Carrefour Italia, oggi il vino non è solo consumo ma anche cultura e responsabilità. Ha sottolineato l'importanza di rendere accessibile il vino di qualità e di raccontare le storie che si celano dietro le bottiglie.

La ricerca ha evidenziato che il gruppo più numeroso di acquirenti di vino è costituito da famiglie guidate da individui di 55 anni e oltre, senza figli a carico e con un reddito superiore alla media, che rappresentano il 29,7% del totale. Tuttavia, le famiglie più giovani con figli e con un reddito inferiore alla media, pur rappresentando una quota minore (21,8%), stanno crescendo più rapidamente sia in termini di numero che di consumo. Questo gruppo mostra anche una maggiore tendenza ad acquistare prodotti premium.

Gli spumanti sono tra le categorie più acquistate nei supermercati, con vendite pari a 784 milioni di euro. Questo segmento ha registrato una crescita sia in valore (+1%) che in volume (+2,2%). I vini fermi, invece, hanno generato vendite per 2,3 miliardi di euro, ma i volumi sono diminuiti, soprattutto per i vini a denominazione d'origine protetta (DOP), che hanno registrato un calo del 3,4% in volume, ma sono rimasti stabili in valore. Anche i vini a indicazione geografica protetta (IGP) hanno registrato un calo in volume (-1,7%) ma un leggero aumento in valore (+1,2%).

Il consumo fuori casa rimane un driver fondamentale per il vino, sostenuto da un ecosistema di 438.000 esercizi attivi, tra cui 176.000 ristoranti e 150.000 bar, oltre a più di 100.000 hotel e altre strutture ricettive. Negli ultimi tre mesi, nove italiani su dieci hanno visitato almeno una volta un bar, un ristorante o un locale simile, una percentuale superiore a quella di altri importanti mercati europei come Germania e Spagna. Tuttavia, l'indagine ha rilevato segnali di rallentamento rispetto al 2024, con sei consumatori su dieci che si sentono vulnerabili all'aumento dei prezzi. La spesa per mangiare e bere fuori casa è tra le prime aree a ridursi, una tendenza rilevata anche alla recente Assemblea generale del mercato alimentare e delle bevande.

Guardando al 2026, il 19% degli italiani intervistati ha dichiarato di voler ridurre la frequenza dei pasti fuori casa a causa dell'aumento del costo della vita, mentre il 13% prevede di uscire più spesso. Nonostante ciò, il vino rimane una categoria chiave, preferita da due italiani su cinque quando escono. Quando le uscite sono meno frequenti, i consumatori tendono a concentrarsi sulla qualità, con il 66% degli intervistati che dichiara di scegliere un'esperienza di maggior valore a parità di prezzo.

L'analisi di NielsenIQ mostra che il vino piace a tutte le fasce d'età, ma le donne tra i 35 e i 54 anni hanno una maggiore incidenza di consumo. La Generazione X (44-55 anni) ha attualmente il maggior potere d'acquisto e la maggiore affinità con il vino, mentre la Generazione Z (18-27 anni) è più attiva nei contesti sociali ma preferisce cocktail e birra al vino. Anche le scelte più salutari stanno guadagnando terreno, con le categorie di vini analcolici e a basso contenuto alcolico che mostrano segni di espansione, pur rimanendo una nicchia.

Eleonora Formisano, Sales Lead di NielsenIQ, ha osservato che il vino deve rivolgersi a pubblici diversi, offrendo esperienze premium per i consumatori maturi e nuovi formati più immediati per le generazioni più giovani. Federico Gordini, presidente di Milano Wine Week, ha sottolineato che le giovani famiglie, soprattutto quelle guidate dai millennials, sono oggi il segmento in più rapida crescita sia in termini numerici che di consumo. Questi consumatori sono più attenti alla qualità e alla differenziazione, guidando tendenze come l'enoturismo, le visite alle cantine e la partecipazione a eventi legati al vino.

A livello internazionale, NielsenIQ ha riportato che il mercato globale delle bevande ha raggiunto un valore di 940 miliardi di dollari nell'anno conclusosi a marzo 2025, con un aumento del 4% rispetto all'anno precedente. L'Italia rimane il principale fornitore di vino straniero negli Stati Uniti ed è il primo operatore nel segmento dei vini spumanti, con oltre il 40% della quota di mercato. Le vendite di vino italiano al dettaglio negli Stati Uniti rimangono stabili sia in termini di prezzo che di volume, nonostante la continua incertezza sui dazi.

A livello globale, il settore vinicolo sta subendo cambiamenti strutturali, con una crescita ora guidata più dal valore che dal volume. Per l'Italia, le opportunità risiedono nel combinare il suo forte patrimonio con strategie mirate di posizionamento, sviluppo digitale ed espansione in mercati emergenti come l'America Latina e la Cina. Il Sud America, in particolare il Brasile, offre un potenziale significativo: il mercato del vino al dettaglio della regione è valutato in 2,3 miliardi di dollari e il Brasile rappresenta il 44% del volume e del valore. Anche il Messico e l'Argentina sono mercati importanti, con il Messico che ha il prezzo medio del vino più alto dell'area e l'Argentina che mostra una forte crescita del valore trainata dall'aumento dei prezzi.

La Cina sta emergendo come uno dei mercati più dinamici, soprattutto per quanto riguarda i canali di commercio sociale e digitale. Il Paese conta oltre 7 milioni di punti di consumo e l'87% dei consumatori cinesi si reca settimanalmente in ristoranti o luoghi simili, un dato di gran lunga superiore alla media mondiale.

A livello globale, i vini fermi rappresentano quasi i tre quarti del valore totale del vino (74,8%), ma sono diminuiti dell'1,4%. Gli spumanti rappresentano il 14,4% e rimangono stabili, mentre lo Champagne e i vini speciali hanno registrato un leggero calo. Al contrario, le categorie di vini analcolici e a basso contenuto alcolico sono in rapida crescita, con le versioni frizzanti in aumento del 17,1% e quelle ferme del 5,9%.

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