La vetrina del vino italiano torna a Chicago: Vinitaly.USA 2025 attira un record di espositori

L'evento mette in luce la forza delle esportazioni italiane, i legami culturali e le sfide del settore in un contesto di mercato statunitense in evoluzione e di tendenze di consumo.

07-10-2025

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Vinitaly.USA 2025 ha aperto i battenti ieri al Navy Pier di Chicago, segnando il ritorno della principale vetrina del vino italiano negli Stati Uniti. L'evento, giunto alla sua seconda edizione, è diventato rapidamente la più grande fiera del vino italiano nel Paese. Quest'anno sono presenti più di 2.250 espositori e oltre 2.000 etichette di vino, che offrono uno sguardo completo sul variegato panorama enologico italiano. Il programma prevede 20 masterclass, degustazioni e conferenze con la partecipazione di importanti media come Wine Spectator, Wine Enthusiast, Gambero Rosso e Decanter.

La fiera è organizzata da Veronafiere-Vinitaly in collaborazione con l'Italian Trade Agency (ITA), Fiere Italiane e la Camera di Commercio Italo-Americana del Midwest-Chicago. Riunisce produttori e collettivi regionali provenienti da tutta Italia, tra cui Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Piemonte, Sardegna, Umbria, Veneto e Sicilia. Sono presenti anche diversi consorzi che rappresentano denominazioni note come Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Asti DOCG, Valpolicella, Brunello di Montalcino, Custoza, Chiaretto, Bardolino, Lugana e Garda.

La cerimonia di apertura ha visto la partecipazione di rappresentanti italiani e statunitensi. Tra i presenti, Federico Bricolo, Presidente di Veronafiere, Marco Peronaci, Ambasciatore d'Italia negli Stati Uniti, Marco Rago del Ministero degli Affari Esteri, Maurizio Muzzetta di Fiere Italiane USA LLC, Domenico Mauriello di Assocamerestero e Robert Allegrini della National Italian American Foundation. Hanno contribuito anche Luigi Scordamaglia di Filiera Italia e Lamberto Frescobaldi di Unione Italiana Vini.

Il Ministro dell'Agricoltura italiano Francesco Lollobrigida si è rivolto ai partecipanti in collegamento video. Ha sottolineato l'importanza del vino come simbolo della biodiversità e del patrimonio italiano. Il ministro ha descritto il vino come un prodotto profondamente legato al territorio e alla tradizione. Le sue osservazioni hanno fatto eco a un messaggio più ampio condiviso durante l'evento: il successo globale del vino italiano è radicato nell'autenticità e nella sua capacità di mettere in contatto le persone attraverso le culture.

L'Italia rimane il primo esportatore di vino al mondo per volume e il secondo per valore dopo la Francia. Nel 2024, le esportazioni di vino italiano raggiungeranno 8,1 miliardi di euro, con un aumento del 5,5% rispetto al 2023, e gli Stati Uniti saranno il mercato più importante con circa 1,9 miliardi di euro (+10,2%). Nei primi sette mesi del 2025, le esportazioni verso gli Stati Uniti si sono mantenute stabili a 1,1 miliardi di euro, nonostante alcuni segnali di rallentamento dei volumi di vendita e di pressione sui prezzi.

Il settore deve affrontare sfide quali tariffe e barriere commerciali. Il recente aumento del 15% dei vini e degli alcolici europei negli Stati Uniti ha aumentato la pressione su produttori e importatori. Tuttavia, questi ostacoli hanno anche incoraggiato gli sforzi per rafforzare l'identità del vino italiano in un mercato globale competitivo.

Vinitaly.USA mira a sostenere le relazioni commerciali e a favorire i contatti con i consumatori americani. Il settore punta a coinvolgere una nuova generazione che apprezza la salute e la sostenibilità. Gli organizzatori sottolineano che il vino, se gustato con moderazione, fa parte di uno stile di vita equilibrato e funge da ponte tra le culture.

Dopo la cerimonia di apertura, il Business Forum dell'ITA - Italian Trade Agency ha riunito i leader del settore di entrambi i Paesi. Hanno partecipato Massimo Tuzzi di Terra Moretti, Francesco Ganz di Ethica Wines, Bill Terlato di Terlato Wine Group, Diva Moretti Polegato di Villa Sandi e Matteo Zoppas di ITA. Il forum ha affrontato le tendenze di mercato che interessano il vino italiano in America.

I relatori hanno sottolineato che, sebbene le tariffe rimangano una sfida, l'industria si è adattata trovando nuove opportunità al di là dei tradizionali ristoranti italiani. I vini italiani sono ora presenti nei mercati statunitensi accanto a cucine diverse, come quella asiatica e peruviana. Il coinvolgimento dei consumatori più giovani è considerato essenziale per la crescita futura; questo gruppo è sempre più interessato alla sostenibilità e all'autenticità.

La discussione ha toccato anche le tendenze più ampie del settore, come l'eccesso di offerta e il rallentamento della crescita dei consumi a livello mondiale. Nonostante questi problemi, alcune categorie come il Prosecco continuano a registrare buoni risultati: le esportazioni di Prosecco sono cresciute del 10% fino a luglio 2025.

Vinitaly.USA 2025, che prosegue questa settimana a Chicago, sottolinea non solo il ruolo dell'Italia come esportatore leader di vino, ma anche il suo impegno nello scambio culturale con gli Stati Uniti attraverso le tradizioni enogastronomiche. L'evento sottolinea la collaborazione in corso tra produttori, istituzioni e consumatori su entrambe le sponde dell'Atlantico.

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