La degustazione del vino unisce scienza e tradizione nell'analisi sensoriale

Gli esperti usano la vista, l'olfatto e il gusto per valutare la qualità e le caratteristiche del vino, dando forma agli standard industriali e all'apprezzamento dei consumatori.

Condividi!

Wine tasting blends science and tradition in sensory analysis

La degustazione del vino è un processo dettagliato che va oltre il semplice bere o gustare un bicchiere di vino. Si tratta di un'analisi sensoriale, nota in termini tecnici come analisi organolettica, che utilizza i sensi umani - vista, olfatto e gusto - per valutare le proprietà e le caratteristiche del vino. Questo metodo è ampiamente utilizzato dai professionisti dell'industria vinicola per determinare la qualità e gli attributi specifici di ogni bottiglia.

La prima fase della degustazione del vino è quella visiva. Questa inizia non appena il vino viene versato in un bicchiere trasparente e pulito, idealmente osservato su uno sfondo bianco. L'esame visivo fornisce informazioni immediate sull'età, la varietà d'uva e le condizioni generali del vino. Vengono valutati quattro attributi principali: limpidezza e luminosità, fluidità o consistenza, presenza di bollicine e colore. La limpidezza si riferisce all'assenza di particelle in sospensione; un buon vino non dovrebbe mai apparire torbido. La luminosità indica freschezza e acidità, soprattutto nei vini bianchi e rosati. La fluidità si osserva roteando il bicchiere e osservando come il vino forma "lacrime" o goccioline sui lati; ciò può indicare il contenuto di alcol o lo zucchero residuo. Le bollicine sono essenziali nei vini spumanti, ma di solito sono un segno negativo nei vini fermi, a meno che non vengano lasciate intenzionalmente per garantire la freschezza di alcuni bianchi o rosati giovani. Il colore offre indizi sulla varietà dell'uva, sui metodi di vinificazione e sull'età. Ad esempio, i vini rossi si schiariscono con l'età, mentre i bianchi si scuriscono.

Dopo la valutazione visiva viene la fase olfattiva. L'olfatto svolge un ruolo cruciale nella degustazione del vino: circa il 75% di ciò che percepiamo come sapore deriva in realtà dall'aroma. L'olfatto è molto sensibile ma anche rapido a stancarsi, quindi è importante annusare il vino subito dopo averlo versato ed evitare odori esterni che potrebbero interferire con la percezione. Gli aromi del vino sono classificati in tre gruppi: primari (dall'uva), secondari (dalla fermentazione) e terziari (dall'affinamento in botte o in bottiglia). Gli aromi primari sono spesso floreali o fruttati e vengono rilevati senza roteare il bicchiere. Gli aromi secondari emergono dopo la roteazione, rilasciando profumi legati ai lieviti o ai processi di fermentazione. Gli aromi terziari si sviluppano durante l'invecchiamento e possono includere note come vaniglia, tabacco o noci tostate. Anche gli odori negativi come lo zolfo, la muffa da tappo o l'ossidazione vengono identificati in questa fase e possono indicare difetti.

La fase finale è quella gustativa, in cui il vino viene assaggiato. I degustatori professionisti spesso non deglutiscono, ma muovono il vino in bocca per analizzarne i sapori e la consistenza prima di sputarlo. La lingua percepisce quattro gusti fondamentali: dolce, salato, acido e amaro, ognuno dei quali viene percepito in aree diverse della lingua. Tuttavia, la degustazione coinvolge anche sensazioni tattili come il corpo (il peso o la pienezza del vino), la consistenza (morbidezza o rugosità), la temperatura e l'effervescenza per i vini spumanti. Gli aromi continuano a svolgere un ruolo attraverso la percezione retronasale, quando i composti volatili passano dalla bocca al naso.

Durante la degustazione si considerano tre momenti: l'ingresso (la prima impressione), l'evoluzione (come si sviluppano i sapori mentre si tiene il vino in bocca) e il finale (il retrogusto persistente una volta deglutito o sputato). I vini rossi giovani possono risultare ruvidi a causa dei tannini, ma offrono intensi sapori di frutta che svaniscono rapidamente. I vini più vecchi tendono a essere più morbidi, con aromi più complessi che persistono più a lungo sul palato.

La degustazione del vino richiede concentrazione e pratica per identificare le sottili differenze tra i vini. I professionisti utilizzano schede di degustazione standardizzate per registrare sistematicamente le loro impressioni. Con il tempo, sia i dilettanti che gli esperti possono allenare i propri sensi annusando regolarmente gli oggetti di uso quotidiano e memorizzandone i profumi: un'abilità che migliora la capacità di individuare le sfumature nel vino.

Il processo di analisi organolettica è fondamentale per enologi, sommelier, critici e appassionati che cercano di capire cosa rende unico ogni vino. Consente una valutazione oggettiva basata sull'evidenza sensoriale piuttosto che sulle sole preferenze personali. In contesti professionali come i concorsi o i laboratori di controllo qualità, questi metodi assicurano la coerenza e aiutano a mantenere standard elevati tra le annate e i produttori.

Gli eventi di degustazione del vino si tengono in tutto il mondo durante tutto l'anno in vigneti, cantine, ristoranti e fiere specializzate. Questi incontri offrono opportunità di educazione e apprezzamento, promuovendo al contempo il turismo nelle principali regioni vinicole, come la Napa Valley in California o la Willamette Valley in Oregon.

L'arte della degustazione del vino continua ad evolversi con i progressi della viticoltura e dell'enologia, ma rimane radicata nell'osservazione attenta con la vista, l'olfatto e il gusto, gli stessi sensi su cui l'uomo si è basato per secoli per giudicare la qualità di cibi e bevande. Che si tratti di una valutazione professionale o di un piacere personale, la comprensione di ogni fase della degustazione arricchisce l'esperienza di ogni bicchiere versato.

Ti è piaciuta la lettura? Condividetela con altri!