La preferenza del Giappone per i vini più costosi

Il paradosso delle importazioni di vino in Giappone: prezzi più alti, volumi più bassi

08-03-2024

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Nel dinamico mondo dei mercati vinicoli globali, il Giappone è emerso come un affascinante caso di studio, che mostra i cambiamenti non solo nei modelli di consumo, ma anche nelle complessità del commercio internazionale influenzato dalle valutazioni valutarie. Gli ultimi dati delle dogane giapponesi rivelano una curiosa tendenza per l'anno 2023: una notevole diminuzione del volume delle importazioni di vino del 12,5% a 232,3 milioni di litri, segnando il livello più basso dal 2011. Tuttavia, paradossalmente, il valore di queste importazioni ha raggiunto un massimo storico, crescendo per il terzo anno consecutivo fino a raggiungere i 250,325 miliardi di yen (circa 1,538 miliardi di euro), con un aumento del 2% rispetto all'anno precedente.

Questa anomalia può essere parzialmente attribuita al significativo aumento del prezzo medio per litro di vino, che è salito del 16,6% a 1.078 yen, superando per la prima volta la barriera dei 1.000 yen. Un aumento così marcato del prezzo, a fronte di un calo dei volumi, la dice lunga sull'evoluzione delle preferenze del mercato vinicolo giapponese e sull'impatto del deprezzamento dello yen rispetto alle altre valute.

Il deprezzamento dello yen gioca un ruolo cruciale in questo scenario, rendendo i beni importati più costosi per i consumatori e le imprese giapponesi. Ciononostante, l'appetito del mercato giapponese per i vini di prezzo più elevato non sembra scoraggiarsi, suggerendo uno spostamento verso la premiumization. Questa tendenza è ulteriormente evidenziata dal fatto che tutti i tipi di vino hanno subito un calo in volume (tra il 10% e il 20% rispetto all'anno precedente), ma il vino spumante ha registrato un aumento dell'8% in valore, grazie a un significativo aumento dei prezzi del 20,5%.

Entrando più nello specifico, il vino imbottigliato ha guidato i volumi delle importazioni con 147 milioni di litri, anche se con un calo dell'11,5% rispetto all'anno precedente. Gli spumanti, nonostante il calo del 10,4% in volume, sono cresciuti in valore dell'8% fino a 39,8 milioni di litri, stabilendo un nuovo record. Al contrario, il vino sfuso è quello che ha sofferto di più, con una riduzione del 18,5% in volume e dell'11,7% in valore.

Dal punto di vista dei fornitori, le importazioni di vino del Giappone nel 2023 provengono da 62 fornitori globali, con i primi 10 fornitori che hanno registrato cali a due cifre nel volume, ad eccezione del Portogallo. In particolare, cinque Paesi (Francia, Italia, Germania, Nuova Zelanda e Portogallo) sono riusciti ad aumentare il valore delle loro vendite, riflettendo i prezzi più elevati nel contesto del deprezzamento dello yen.

La Francia ha consolidato la sua posizione di fornitore dominante in termini di valore, rappresentando quasi il 60% della spesa vinicola totale del Giappone, nonostante il calo complessivo del volume. Questa discrepanza tra valore e volume evidenzia la strategia di prezzo premium adottata dai produttori di vino francesi. Al contrario, paesi come il Cile, in testa per volume, hanno offerto le opzioni più convenienti tra i principali fornitori.

Lo spostamento del mercato vinicolo giapponese verso l'alta gamma è una testimonianza del cambiamento delle preferenze dei consumatori e del più ampio impatto economico delle fluttuazioni valutarie. Mentre il Giappone continua a navigare in queste dinamiche complesse, l'industria vinicola mondiale lo osserva da vicino, adattandosi alle sfumature di un mercato che apprezza la qualità e l'esclusività, anche a fronte di costi più elevati.

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