22-01-2024

Nel panorama dinamico del consumo e della vendita di alcolici, un recente studio dell'Università di Cambridge ha fatto luce su come le dimensioni della mescita possano avere un impatto significativo sulle vendite di vino nei pub e nei bar. La ricerca, condotta meticolosamente per quattro settimane in 21 locali con licenza, principalmente pub, ha rivelato una notevole diminuzione delle vendite di vino quando l'opzione del bicchiere grande viene rimossa dal menu.
Lo studio, pubblicato su PLOS Medicine, ha misurato meticolosamente l'impatto dell'eliminazione dell'opzione più grande per il vino al bicchiere - tipicamente un bicchiere da 250 ml - sul volume totale di vino venduto. I risultati sono stati chiari e per certi versi inaspettati: nei locali partecipanti è stata osservata una riduzione media del 7,6% delle vendite di vino. Ciò equivale a una media di 420 ml di vino in meno venduti al giorno, o circa 2,1 litri in meno a settimana, quasi pari a tre normali bottiglie di vino da 75cl.
Questo cambiamento nel comportamento dei consumatori è stato osservato da vicino dalla dottoressa Eleni Mantzari del Dipartimento di Salute Pubblica e Cure Primarie di Cambridge. La dott.ssa Mantzari ha notato che gli avventori sembravano orientarsi verso opzioni di porzioni più piccole, ma non compensavano consumando una quantità equivalente di vino in bicchieri più piccoli. Questa osservazione suggerisce un elemento psicologico nelle scelte dei consumatori, che si attengono a un numero predeterminato di "unità" - in questo caso, bicchieri di vino - indipendentemente dal volume effettivo di alcol contenuto in ogni porzione.
È interessante notare che lo studio non ha riscontrato uno spostamento significativo delle preferenze dei clienti verso altre bevande alcoliche come la birra e il sidro, suggerendo che la riduzione delle vendite di vino non è stata compensata da un aumento delle vendite di altre bevande. Inoltre, l'esperimento è stato generalmente ben accolto dai clienti, con solo una minoranza di locali che ha ricevuto lamentele per l'assenza della porzione più grande.
Le implicazioni di questo studio vanno oltre i semplici dati di vendita. I ricercatori sostengono che la riduzione della porzione di vino più grande può essere una strategia efficace per limitare il consumo complessivo di alcol. Questo approccio potrebbe potenzialmente migliorare la salute della popolazione, come ha sottolineato la professoressa Dame Theresa Marteau, autrice senior dello studio. La strategia è in linea con i consigli medici che suggeriscono un limite di 14 unità di alcol a settimana sia per gli uomini che per le donne, con un bicchiere di vino grande da 250 ml che contiene circa tre unità.
Sebbene lo studio abbia indicato che i locali non hanno subito perdite finanziarie a causa dell'eliminazione della porzione più grande, è importante notare che questa affermazione non è stata supportata da dati finanziari specifici. Il suggerimento è che le porzioni più piccole, che potrebbero avere margini di profitto più elevati, avrebbero potuto compensare qualsiasi potenziale perdita di entrate.
Questa ricerca contribuisce ad arricchire il puzzle della comprensione del comportamento dei consumatori nel consumo di alcolici. Evidenzia le sfumature con cui le dimensioni delle porzioni possono influenzare le decisioni di acquisto e, soprattutto, offre un potenziale percorso per interventi di salute pubblica volti a ridurre il consumo di alcolici senza incidere negativamente sui ricavi delle aziende.
Lo studio apre quindi un nuovo capitolo nel dialogo in corso tra le iniziative di salute pubblica e l'industria dell'alcol, suggerendo che sottili cambiamenti nelle dimensioni delle porzioni possono avere un impatto significativo sul comportamento dei consumatori e sui risultati di salute.
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