I segreti di un grande vino: svelare il ruolo del suolo nella viticoltura

I fattori sotterranei che creano un grande vino

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Nell'intricato percorso della vinificazione, l'adagio "il vino è fatto nel vigneto" è particolarmente vero. Questa verità sottolinea il ruolo fondamentale del suolo del vigneto nel plasmare le caratteristiche finali del vino. In effetti, il terreno non è solo una base, ma una fonte dinamica di nutrimento per le viti, che imprime la sua firma unica sull'uva e, di conseguenza, sul vino.

La comprensione dell'influenza del suolo è così fondamentale nella viticoltura moderna da essere considerata un tassello fondamentale nel puzzle della creazione di vini pregiati. Il terreno di ogni vigneto, o "pago", apporta caratteristiche specifiche che definiscono l'uva che vi cresce. Ma cosa c'è sotto la vite e perché è così fondamentale?

Le radici della vite, che scavano in profondità nella terra, incontrano diversi strati di terreno, ognuno dei quali svolge un ruolo unico:

  1. Pietre: Proprio sotto la vite, uno strato di pietre di varie dimensioni, dai ciottoli alla sabbia, aiuta a trattenere il calore in superficie e riflette la luce del sole sulla vite. Qui vengono spesso applicati fertilizzanti e piccoli cumuli di sabbia o pietre per proteggere e sostenere la vite, soprattutto nelle zone ventose.
  2. Il terriccio: Sotto le pietre si trova uno strato ricco di materia organica e minerale, in genere spesso 15-30 cm. Questo strato fertile, ricco di radici, molte delle quali piccole e orizzontali, è fondamentale per il sostentamento della vite.
  3. Sottosuolo: Al di sotto del terriccio si trova lo strato di sottosuolo, uno strato orizzontale di rocce intemperie che garantisce la stabilità e l'ancoraggio delle radici primarie della vite.
  4. Roccia madre: Negli strati più profondi si trova la roccia madre, penetrabile dalle radici solo se porosa o fessurata. Questo strato, privo di sostanze nutritive, viene attraversato solo per accedere all'acqua, se necessario.
  5. Falda freatica: Lo strato più profondo, dove la roccia è satura di acque sotterranee, può essere una fonte d'acqua vitale per la vite se non è troppo lontano dalla superficie.

La composizione di questi strati influenza in modo significativo la qualità dell'uva, variando in base alle risorse disponibili per la pianta.

Tuttavia, il suolo da solo non è l'unico fattore determinante. Anche altre variabili, strettamente correlate alla composizione del suolo, svolgono un ruolo critico nella qualità dell'uva. Tra queste le principali sono:

  • La temperatura: La temperatura del suolo, più della temperatura dell'aria, innesca il germogliamento della vite e influisce sull'acidità dell'uva. Dipende in larga misura dal contenuto idrico del suolo o, più in generale, dal drenaggio.
  • Drenaggio: Forse la variabile più importante: un drenaggio efficace porta a un terreno più caldo, mentre un terreno umido e scarsamente drenato rimane fresco. Il drenaggio dipende dalla dimensione delle particelle del terreno, con particelle più grandi che facilitano un drenaggio migliore.
  • Dimensione delle particelle: Le particelle più grandi del terreno garantiscono un drenaggio migliore e un maggiore calore. I tipi di terreno, in base alle dimensioni delle particelle, vanno da pietre e ghiaie a sabbie, limi e argille. I terreni rocciosi offrono un ottimo drenaggio e calore, ma trattengono meno sostanze nutritive, rendendo necessaria una maggiore concimazione. Al contrario, i terreni argillosi trattengono più acqua, rendendoli più freddi e potenzialmente stressanti per le viti durante la siccità.
  • Composizione chimica: Gli elementi chimici del terreno e le loro proporzioni influenzano profondamente le caratteristiche dell'uva e del vino. Elementi come il ferro, il calcio, il magnesio, l'argilla, il silicio e l'humus contribuiscono in modo unico al colore, all'aroma, all'acidità, al corpo e all'equilibrio generale del vino.
  • Livello di pH: L'acidità del suolo, misurata dal pH, influenza le proprietà dell'uva e del vino. I terreni alcalini (basici), tipicamente più giovani, producono vini con un'acidità inferiore, vantaggiosa per alcune varietà di uva e per i vini giovani. I terreni più vecchi e acidi richiedono una maturazione dell'uva più lunga e producono vini adatti all'invecchiamento.
  • Densità di vite: Il numero di viti per ettaro e la loro distanza influiscono sulla qualità del vino. Un numero minore di viti per ettaro significa teoricamente una qualità dell'uva più elevata, grazie a una distribuzione più generosa delle risorse.
  • Distribuzione delle viti: Anche il sesto d'impianto influisce sulla qualità dell'uva, poiché una spaziatura regolare assicura una distribuzione uniforme delle risorse e della qualità dell'uva.

In sintesi, l'interazione di questi fattori è alla base della complessità e della qualità del vino. I terreni migliori sono caratterizzati da un drenaggio moderato e da una modesta quantità di materia organica. I diversi tipi di suolo eccellono in climi diversi: terreni argillosi in zone calde e secche; calcare ben drenato in climi caldi e piovosi; terreni ghiaiosi con drenaggio moderato in regioni fredde; e terreni di ardesia ben drenati in climi freddi.

La comprensione e la manipolazione di queste variabili da parte dei viticoltori trasformano una semplice uva in un vino straordinario, rivelando la profonda verità che il grande vino si fa nel vigneto.

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