Michele Chiarlo presenta il prestigioso Barolo Cannubi Riserva 2016

Un'immersione profonda nell'antico vigneto italiano e nel suo moderno capolavoro

18-09-2023

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Il cru Cannubi, venerato patrimonio della viticoltura italiana, vanta un'eredità ineguagliabile. Questo settembre, gli appassionati e gli intenditori di vino potranno vivere un'esperienza senza precedenti: Michele Chiarlo presenterà il Barolo Cannubi Riserva dell'annata 2016.

Cannubi, rinomato come uno dei cru più antichi d'Italia, viene citato già nel 1752, con la sua impronta su una singolare bottiglia - la prima del suo genere a portare la distinzione di un singolo vigneto sulla sua etichetta. Antologie storiche, tra cui l'apprezzata "Monografia sulla Viticoltura ed Enologia nella Provincia di Cuneo" scritta da Lorenzo Fantini nel 1879, hanno più volte evidenziato il rilievo dei vigneti di Cannubi. Non è solo l'età, ma anche le caratteristiche ideali del terreno - esposizione ottimale alla luce del sole, perfette condizioni di vento e una miscela di suoli unica - a rendere i vini di questo cru la quintessenza dell'anima della denominazione.

Pratiche viticole uniche

Immersi nel cuore di Cannubi, i vigneti di Michele Chiarlo sono strategicamente posizionati per un'esposizione solare ottimale da sud-est a sud-ovest. La proprietà, che si affaccia sull'incantevole cittadina di Barolo, è terrazzata con crinali inerbiti sul suo ripido pendio. Questa operazione innovativa e delicata, senza precedenti nella regione, nasce da un'idea dell'Università svizzera di Changin.

Il terreno, un'armoniosa miscela di marne fossili di Sant'Agata che diminuiscono con l'altitudine e le apparizioni di arenarie di Diano, è notevolmente povero di materia organica. Tuttavia, è ricco di oltre il 30% di sabbie e di microelementi vitali come ferro e manganese, che contribuiscono all'espressione tipica del vigneto.

Barolo Cannubi Riserva 2016: Una celebrazione dell'eccellenza

L'ultima proposta di Michele Chiarlo, il Cannubi Riserva, incarna l'audacia e punta alla perfezione assoluta. La vinificazione esclusiva avviene solo nelle stagioni più promettenti, assicurando alle uve una maturazione polifenolica lenta ed equilibrata. Stefano Chiarlo, comproprietario ed enologo, ha definito il 2016 un'annata "straordinariamente classica", caratterizzata da complessità, potenziale di invecchiamento ed eleganza senza pari. Questa uscita è ancora più speciale per la famiglia Chiarlo, poiché tutti i suoi cru di quest'anno hanno ottenuto la certificazione di "vini sostenibili".

Il Cannubi Riserva 2016, con un'edizione limitata a sole 2.500 bottiglie, cattura l'essenza del suo luogo di nascita, rappresentando l'apice della stimata linea di produzione di Michele Chiarlo.

Annata 2016: Il balletto ideale della natura

Le condizioni climatiche del 2016 sono state a dir poco esemplari. Una combinazione di temperature miti, piogge abbondanti e condizioni di maturazione perfette hanno spianato la strada all'eccellente salute e maturazione delle uve. In particolare, la ripresa vegetativa ha subito un ritardo a causa delle temperature più fredde e delle piogge più intense nella prima parte dell'anno. Tuttavia, l'estate ha visto giornate costantemente luminose e asciutte, con temperature inferiori ai 35°C, garantendo un processo di maturazione costante.

Vinificazione: Un viaggio meticoloso verso la perfezione

Il processo di vinificazione, incentrato sulla longevità, ha comportato il diradamento dei grappoli in eccesso e la successiva raccolta manuale con una meticolosa diraspatura. La fermentazione, eseguita in botti di rovere, ha impiegato una macerazione lenta e delicate tecniche di rimontaggio per facilitare l'estrazione nobile. Dopo aver svolto la fermentazione malolattica, il vino è stato affinato per sei anni prima della commercializzazione: tre anni in botti di rovere di medie dimensioni e altri tre in bottiglia.

Il Barolo Cannubi Riserva 2016 si presenta come un vino opulento con una tonalità rosso granata brillante e una profondità eccezionale. Al palato offre una miscela di frutti rossi, aromi di legno invecchiato come petali di rosa essiccati, liquirizia e rabarbaro, completati da delicate sfumature speziate. L'esperienza al palato è armoniosa, con tannini setosi, e culmina in un finale rinfrescante e duraturo. Questo vino si abbina a piatti come tagliolini ai funghi porcini, agnolotti, brasati e formaggi stagionati.

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