
Il vino, intricata miscela di arte e scienza, fa parte della civiltà umana da millenni. La sua trasformazione non si limita al tempo trascorso in botte o in barile; un'evoluzione significativa avviene anche all'interno della bottiglia. Ma ci si può chiedere: quanto dura un vino e, soprattutto, quando è il momento giusto per stapparlo?
Il vino subisce due condizioni principali di invecchiamento in bottiglia: la riduzione e l'ossidazione. Questi processi possono influenzare il gusto, l'aroma e la qualità complessiva del vino.
Quando il vino viene imbottigliato inizialmente, una piccola quantità di aria rimane intrappolata. Quest'aria, che può variare a seconda del metodo di imbottigliamento, interagisce con il vino e provoca un fenomeno chiamato micro-ossigenazione. Soprattutto nelle prime settimane e nei primi mesi dopo l'imbottigliamento, questa interazione permette al vino di respirare e di evolvere in modo sottile.
Fattori come la permeabilità del tappo contribuiscono ulteriormente a questa ossigenazione. Il tappo stesso, soprattutto quando si espande inizialmente, potrebbe non essere completamente ermetico, permettendo a minuscole quantità di aria di entrare e interagire con il vino. Inoltre, le fluttuazioni della temperatura esterna possono portare il vino a espandersi e contrarsi, "pompando" potenzialmente altra aria nella bottiglia. Tali variazioni possono derivare sia dalle condizioni di conservazione della cantina sia da quelle della casa del consumatore, sottolineando l'importanza di mantenere una temperatura stabile per preservare la qualità del vino.
Tuttavia, con condizioni di conservazione ottimali - una temperatura costante e fresca, una bottiglia ben sigillata e il vino tenuto in posizione orizzontale o capovolta per garantire che il tappo rimanga elastico e a contatto con il vino - l'infiltrazione di ossigeno può essere trascurabile. In questo modo il vino può invecchiare in un ambiente prevalentemente riduttivo.
I tappi di sughero, pur essendo tradizionali, hanno occasionalmente posto problemi ai vini imbottigliati. I problemi vanno dal rilascio di sapori sgradevoli, comunemente dovuti alla contaminazione da TCA, alla loro talvolta imperfetta tenuta ermetica. Queste preoccupazioni hanno indotto gli esperti a studiare metodi alternativi di chiusura delle bottiglie, in grado di fornire una migliore protezione contro l'ingresso di aria indesiderata.
Durante il processo di affinamento in bottiglia, l'obiettivo principale rimane costante: ridurre il potenziale ossidativo del vino. Questa riduzione favorisce colori più ricchi, una maggiore complessità aromatica e una sensazione di morbidezza in bocca dovuta alla polimerizzazione di alcuni composti, come i polifenoli.
Il processo di invecchiamento del vino all'interno di una bottiglia segue una curva di qualità distintiva, che ricorda la forma di una campana rovesciata. La tempistica di questa curva, il suo picco e il suo declino variano a seconda del tipo di vino e delle caratteristiche specifiche dell'annata.
Per valutare realmente la posizione di un vino sulla curva di qualità, la degustazione rimane il metodo migliore. È utile conservare diverse bottiglie dello stesso vino e della stessa annata, assaggiandole nel corso di mesi o addirittura anni per accertarne la progressione e individuare il momento ottimale per il consumo. Anche le raccomandazioni di consumo delle cantine possono offrire una guida preziosa.
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