I viticoltori si adattano a un mondo più caldo: nuove strategie per garantire la qualità del vino

Robert Beir

28-06-2023

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Mentre il riscaldamento globale continua a trasformare i climi di tutto il mondo, i viticoltori si trovano ad affrontare la complessa sfida di mantenere la qualità dei loro vini. Questo cambiamento rappresenta una minaccia, ma anche un'opportunità di innovazione e adattamento all'interno dell'industria vinicola.

Il rapporto clima-vino: un equilibrio delicato

L'industria del vino, apprezzata per il suo sapore, la sua consistenza e il suo aroma, ha prosperato per migliaia di anni. Tuttavia, il processo di produzione del vino è complicato e influenzato da una miriade di fattori, dalla natura del terreno alle tecniche di fermentazione. Il clima gioca un ruolo importante in questo intricato processo di produzione, soprattutto perché i vini prodotti in climi più caldi tendono a possedere un'eccessiva quantità di etanolo e a mancare di sufficiente acidità, incidendo in modo significativo sui profili sensoriali risultanti.

Con l'aumento della temperatura terrestre, il numero di regioni classificate come "calde" si sta espandendo e l'impatto su tutte le regioni vinicole si sta intensificando. Nei climi più caldi, le uve tendono a maturare più velocemente, il che potrebbe portare a un aumento del contenuto di zucchero e, di conseguenza, a un livello più elevato di etanolo nel vino. Questa alterazione può portare a vini dal gusto più forte e con meno acidità. Inoltre, con la maturazione, l'uva può perdere acidità, un fattore critico per la qualità del vino, in quanto contribuisce al suo gusto e alla sua capacità di invecchiamento. Un vino con un'acidità adeguata offrirà un sapore più equilibrato e sarà più piacevole al palato.

Cambiamenti climatici e viticoltura: sfide e adattamenti

Con l'aumento delle temperature globali, anche le regioni vinicole sentono il caldo. Ciò significa che i viticoltori devono adattarsi per mantenere la qualità del loro vino in mezzo a queste nuove sfide. Il lato positivo è che esistono strategie per contrastare questi impatti e garantire una produzione di vino di alta qualità, anche nei climi più caldi. Queste strategie includono pratiche colturali specifiche e la conservazione della biodiversità del suolo.

Alcune pratiche colturali possono aiutare a mantenere l'acidità dell'uva. Tra queste, la scelta di varietà d'uva naturalmente più acide, la gestione dell'irrigazione per controllare la crescita delle viti e la tempistica della vendemmia per garantire che le uve vengano raccolte prima che perdano troppa acidità. Concetti un tempo inimmaginabili per i viticoltori, come l'eliminazione delle varietà autoctone, l'aumento dell'irrigazione e l'anticipo della vendemmia, potrebbero diventare pratiche normalizzate nei prossimi anni.

Labiodiversità del suolo svolge un ruolo cruciale nella viticoltura. Un suolo ricco e diversificato può contribuire alla resistenza della vite e alla qualità del vino. Pertanto, la protezione della biodiversità del suolo emerge come una strategia chiave per contrastare gli impatti dei climi più caldi e dei cambiamenti climatici sulla produzione di vino, come dimostrano i recenti articoli di Vinetur relativi a tali pratiche basate su studi e ricerche.

Il cambiamento climatico è una sfida globale che riguarda molti aspetti della nostra vita e la produzione di vino non fa eccezione. Attraverso la ricerca e l'applicazione di nuove tecniche e pratiche, i viticoltori stanno trovando il modo di adattarsi e garantire la qualità dei loro vini. Nonostante le sfide significative, la resilienza e l'innovazione dimostrate dall'industria vinicola fanno ben sperare per il futuro del vino in un mondo più caldo.

Correzione enologica

Infine, è essenziale menzionare il lavoro cruciale svolto in cantina dagli enologi. Oltre alle pratiche colturali, durante la produzione del vino si possono utilizzare tecniche enologiche per correggere la mancanza di acidità e l'eccesso di etanolo nei vini. Per esempio, si possono utilizzare procedure di scambio molecolare per ridurre il contenuto di etanolo. Inoltre, l'effetto bioacidificante di alcune specie di microrganismi fermentativi può essere sfruttato per aumentare l'acidità. Altre tecniche attualmente allo studio potrebbero offrire nuove soluzioni in futuro.

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