La chimica del vino: trasformare il succo d'uva in vino

Capire il ruolo dei lieviti nella vinificazione

Il viaggio dal succo d'uva al vino è un'affascinante interazione tra natura e intervento umano, un processo ricco di arte e scienza. La vinificazione è un processo profondamente influenzato dalle tradizioni regionali, dalle pratiche enologiche e dalle caratteristiche desiderate del prodotto finale. Tuttavia, indipendentemente dal tipo di vino o dalla sua origine, esistono processi fondamentali che sono alla base della creazione di tutti i grandi vini.

La chiave per trasformare il succo d'uva in vino è la fermentazione alcolica, un processo che per secoli è rimasto avvolto nel mistero ed è stato spesso considerato miracoloso. Oggi comprendiamo questo processo come un complesso fenomeno microbiotico che si verifica all'interno dei tini da vino durante la fermentazione.

In poche parole, la fermentazione è il processo che trasforma il succo d'uva in vino. Si verifica quando i funghi, in particolare i lieviti naturali, consumano gli zuccheri presenti nel mosto d'uva, rilasciando nel processo alcol e gas. Questa trasformazione non solo altera il sapore del succo da dolce ad acido, ma innesca anche cambiamenti fisici. Il mosto diventa torbido, si riscalda e rilascia gas, spesso paragonato all'ebollizione, da cui il termine "fermentazione", derivato dal latino "fervere" che significa "bollire".

L'equazione chimica di questo processo può essere espressa come segue:

Glucosio (2C6H12O6) = Alcool (C2H6O) + Anidride carbonica (CO2).

Questa equazione è valida per circa il 90% del processo, poiché la fermentazione rilascia anche una moltitudine di sostanze in piccole quantità.

Il ruolo dei lieviti nella fermentazione

I veri eroi della fermentazione alcolica sono i funghi microscopici noti come lieviti, che si trovano prevalentemente nel terreno dei vigneti. Sono naturalmente presenti sull'uva al momento della vendemmia e vengono trasportati insieme al frutto nella vasca di vinificazione. Durante la fermentazione, un millimetro cubo di mosto può contenere popolazioni di lieviti che vanno da 80.000 a 120.000, il che significa che milioni di questi funghi sono al lavoro in una sola goccia di vino in fermentazione.

L'intervento umano nella fermentazione

Sebbene la natura faccia la sua parte, l'intervento umano è fondamentale per supervisionare il processo di fermentazione. Si tratta soprattutto di monitorare la densità e la temperatura del mosto. Il controllo della densità contribuisce a determinare il livello di dolcezza del vino, mentre il controllo della temperatura indica la fine della fermentazione. La durata e il metodo di fermentazione variano a seconda del tipo di vino, del lievito utilizzato e delle caratteristiche desiderate, come corpo, astringenza e potenziale di invecchiamento.

Altri processi di vinificazione

Oltre alla fermentazione, le altre manipolazioni umane comprendono la captazione (aggiunta di zucchero per aumentare il contenuto alcolico) e l'acidificazione (aggiunta di acido tartarico per aumentare l'acidità). Il controllo della temperatura durante la fermentazione, tipicamente tra i 18°C e i 20°C, è fondamentale e spesso è regolato da sistemi di raffreddamento.

La fermentazione malolattica

Dopo la fermentazione alcolica, la vinificazione prevede un processo secondario noto come fermentazione malolattica. Questo processo è particolarmente importante nei vini rossi, dove l'acido malico dell'uva viene convertito in acido lattico e anidride carbonica, conferendo al vino un sapore più morbido.

La trasformazione del succo d'uva in vino è una straordinaria miscela di processi naturali e di abile intervento umano. Dal misterioso funzionamento dei lieviti all'attento monitoraggio e alle regolazioni da parte degli enologi, ogni passo nel viaggio della vinificazione è una testimonianza dell'intricato rapporto tra umanità e natura nella creazione di questa antica e amata bevanda.