Bonhams Paris mette all’asta una La Tâche 1945 del Domaine de la Romanée-Conti
La bottiglia, stimata tra €15.000 e €20.000, proviene dalla prima annata di Borgogna in tempo di pace dopo la Seconda guerra mondiale.
venerdì 16 ottobre 2026
Il 7 novembre Bonhams Paris metterà all’asta una bottiglia di La Tâche 1945 del Domaine de la Romanée-Conti. La casa d’aste la definisce una delle bottiglie di maggiore rilevanza storica della Borgogna del dopoguerra. Proveniente da una collezione privata, la bottiglia è stimata tra €15.000 e €20.000 e sarà venduta durante un’asta in presenza nella sede parigina di Bonhams, in Avenue Hoche.
Al centro della vendita c’è un’annata che occupa un posto particolare nella storia del vino francese e in quella del Domaine de la Romanée-Conti, produttore noto anche come DRC. Secondo Bonhams, la La Tâche 1945 segna un punto di svolta per la tenuta e per la Borgogna del dopoguerra, quando i vigneti si stavano riprendendo da anni di difficoltà e disagi.
La Tâche era già da secoli un vigneto importante, ma la sua identità moderna prese forma negli anni Trenta. Il Domaine de la Romanée-Conti acquisì la storica parcella nel 1933. Tre anni dopo, nel 1936, il vigneto ampliato ottenne una propria appellation Grand Cru, sancendo formalmente La Tâche come monopole della tenuta: l’intero vigneto era cioè sotto il controllo di un unico produttore.
L’annata 1945 è particolarmente ricercata sia per il momento storico sia per la sua scarsità. Fu la prima annata in tempo di pace dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Bonhams riferisce che, quell’anno, le gelate primaverili e le tempeste estive ridussero drasticamente le rese in tutta la Borgogna. Le uve rimaste raggiunsero tuttavia elevati livelli di maturazione e concentrazione, dando origine a vini noti per potenza e intensità, prodotti in quantità molto limitate.
La rarità è solo uno dei motivi per cui la bottiglia suscita interesse. Secondo Bonhams, il 1945 segnò anche la fine di un’epoca per il Domaine de la Romanée-Conti. Dopo quella vendemmia, la tenuta estirpò le sue viti molto vecchie e non innestate di Romanée-Conti, sopravvissute alla crisi della fillossera che aveva devastato molti vigneti europei alla fine del XIX secolo. La casa d’aste riferisce che il materiale vegetale di La Tâche fu poi utilizzato per reimpiantare Romanée-Conti nel 1947 e nel 1948.
Questa transizione accrebbe ulteriormente il ruolo di La Tâche all’interno della tenuta. Dal 1946 al 1951 il Romanée-Conti non produsse vino, secondo Bonhams, e La Tâche fu il vino di punta della tenuta in quel periodo. Le viti di Romanée-Conti appena reimpiantate diedero la prima annata post-fillossera solo nel 1952. In questo senso, la La Tâche 1945 si colloca tra due epoche: l’ultima fase prima del grande reimpianto e l’inizio dell’identità moderna della tenuta.
La casa d’aste pone l’accento anche sulla provenienza della bottiglia, un fattore determinante nel mercato dei vini rari. Bonhams riferisce che la bottiglia fu consegnata al proprietario attuale nel 1974 e da allora è rimasta nella stessa cantina. Secondo la società, è stata conservata, senza essere spostata, per oltre 50 anni nelle cantine di una nota tenuta vinicola francese. Bonhams aggiunge che i suoi specialisti e un esperto indipendente hanno esaminato la bottiglia per documentarne la storia e avvalorarne l’autenticità.
In una dichiarazione, Amayès Aouli, responsabile globale del settore vini e distillati di Bonhams, ha affermato che le occasioni di esaminare e portare sul mercato una bottiglia di La Tâche 1945 sono eccezionalmente rare. Ha aggiunto che la casa d’aste considera il vino significativo non solo per la sua rarità, ma anche per il legame che crea tra la storia di una tenuta e un più ampio momento storico del dopoguerra.
La bottiglia sarà proposta nell’asta intitolata “Domaine de la Romanée-Conti & Domaine Leroy: Two Private Collections, featuring La Tâche 1945”. Bonhams riferisce che la vendita comprenderà anche altri vini del Domaine de la Romanée-Conti e del Domaine Leroy, due tra i nomi della Borgogna più seguiti sul mercato secondario.
I vini pregiati continuano a rappresentare un segmento solido del mercato globale delle aste, dove gli acquirenti prestano particolare attenzione alla provenienza, alle condizioni di conservazione e alle valutazioni indipendenti, mentre le preoccupazioni per i falsi e le bottiglie rietichettate continuano a influenzare il mercato di alta gamma. I vecchi vini di Borgogna, soprattutto quelli del DRC, suscitano grande interesse per la produzione limitata, la fragilità delle bottiglie ancora esistenti e il prestigio del produttore tra i collezionisti.
Fondata nel 1793, Bonhams organizza vendite in diversi mercati importanti, tra cui Parigi, Londra, New York, Hong Kong e varie località degli Stati Uniti. Secondo la società, il suo dipartimento vini si occupa da oltre due decenni di aste di vini pregiati. La vendita del 7 novembre a Parigi è prevista per le 14.
Per i collezionisti, il fascino di questa bottiglia non dipende soltanto dalla sua età. Proviene da un’annata segnata dal dopoguerra, dalla scarsità dovuta alle condizioni meteorologiche e da un importante cambiamento all’interno di una delle tenute più celebri della Borgogna. È probabile che questi elementi, insieme alla lunga permanenza documentata in un’unica cantina, determinino l’interesse per la bottiglia quando sarà battuta all’asta a Parigi il mese prossimo.