L’Indonesia rivede i controlli sulle accise: dal 2027 verifiche basate sul rischio

La norma sostituisce il regime attuale con controlli periodici o straordinari selezionati in base a criteri formali di rischio.

mercoledì 14 ottobre 2026

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La Direzione generale delle dogane e delle accise dell’Indonesia ha rivisto le norme che disciplinano i controlli sugli operatori di prodotti soggetti ad accisa. La modifica entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, in base a un nuovo regolamento identificato come PER-12/BC/2026.

Secondo DDTCNews, la nuova norma sostituirà l’attuale regime di controlli per le imprese e gli altri operatori soggetti al sistema delle accise indonesiano. La revisione prevede due principali tipologie di controlli, periodici e straordinari, e introduce criteri basati sul rischio per stabilire quali operatori sottoporre a verifica.

La modifica è significativa perché cambia il modo in cui le autorità doganali e preposte alle accise organizzeranno la vigilanza sui prodotti soggetti ad accisa. Un sistema fondato su controlli periodici offre ai funzionari una base formale per le verifiche di routine, mentre i controlli straordinari consentono di intervenire al di fuori del ciclo ordinario quando le autorità ritengono necessario farlo. L’introduzione di criteri di rischio indica inoltre che il livello di attenzione non sarà uguale per tutti gli operatori: i controlli dovrebbero dipendere anche da una valutazione del rischio di non conformità.

DDTCNews ha riferito che il regolamento è stato emanato nel 2026, ma entrerà in applicazione solo all’inizio del 2027, lasciando alle imprese interessate un periodo di transizione limitato per prepararsi. Questo margine è importante, perché le norme sui controlli spesso incidono sulle modalità con cui le aziende conservano i registri, gestiscono le scorte, documentano i movimenti delle merci e rispondono alle richieste dei funzionari doganali e preposti alle accise.

La revisione potrebbe essere particolarmente importante per il settore delle bevande. In Indonesia le bevande alcoliche rientrano tra i prodotti soggetti ad accisa; produttori, importatori, distributori e altri operatori del comparto potrebbero quindi dover adeguare i propri sistemi di conformità prima dell’entrata in vigore del nuovo quadro normativo. Le aziende che operano nei comparti della birra, del vino, dei distillati e delle altre bevande alcoliche potrebbero essere valutate con modalità diverse ai fini dei controlli e sottoposte a verifiche più o meno frequenti, a seconda del profilo di rischio attribuito alle loro attività.

Per queste imprese, gli effetti pratici potrebbero andare oltre i controlli in sé. Un regime più strutturato e basato sul rischio può influire sulla preparazione della documentazione interna, sul monitoraggio della produzione e della distribuzione e sulla gestione dei rapporti con le autorità di regolamentazione. Gli operatori che ritengono di poter essere considerati a rischio più elevato potrebbero essere sottoposti a maggiore attenzione una volta entrate in vigore le nuove norme.

La misura segnala inoltre un orientamento più ampio nella politica indonesiana in materia di accise. Combinando controlli di routine, verifiche straordinarie e criteri formali di rischio, l’agenzia doganale sembra orientarsi verso un modello di controllo più mirato, anziché basarsi soltanto su un approccio uniforme. Ciò può offrire alle autorità maggiore flessibilità nella vigilanza sui prodotti soggetti ad accisa e, al tempo stesso, indicare alle imprese che lo storico di conformità e le modalità operative potrebbero pesare maggiormente nelle decisioni sui controlli.

Le informazioni disponibili di DDTCNews non illustrano tutti i dettagli tecnici dei nuovi standard, ma il cambiamento principale è chiaro: il vecchio quadro dei controlli sarà sostituito da un nuovo sistema, operativo dal 1° gennaio 2027, basato su verifiche periodiche, controlli straordinari e selezione secondo criteri di rischio. Per gli operatori di prodotti soggetti ad accisa, compresi quelli legati alle bevande alcoliche, prepararsi alle verifiche normative diventerà probabilmente una priorità più immediata nei mesi che precedono l’entrata in vigore.

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