15-04-2026
Il mercato italiano dei vini dealcolati è atteso in forte espansione nel 2026, con una produzione prevista in aumento del 90% mentre i produttori nazionali iniziano a crescere dopo anni di ritardi normativi, secondo uno studio di settore presentato a Verona dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly.
Il rapporto ha rilevato che il comparto è ancora piccolo ma sta guadagnando terreno all’estero, dove nel 2025 i vini no e low alcohol hanno già generato oltre 1,2 miliardi di euro di vendite nei supermercati in Germania, Gran Bretagna e Stati Uniti, pari a circa 160 milioni di bottiglie vendute. Finora l’Italia ha soddisfatto gran parte di questa domanda dall’estero, ma ora i produttori si stanno preparando a sviluppare maggiormente la categoria in patria.
Lo studio ha rilevato che il 91% delle vendite delle aziende italiane che producono o intendono produrre vini dealcolati è destinato ai mercati esteri, mentre il 77% della distribuzione è concentrato nel retail. Circa metà delle aziende intervistate ha dichiarato di voler avviare la produzione in Italia. Il Veneto guida il settore, riflettendo il suo ruolo di una delle principali regioni vinicole del Paese e di base per diversi produttori che investono nella nuova categoria.
I risultati suggeriscono che il mercato è ancora plasmato dalla domanda estera. I vini dealcolati italiani detengono attualmente circa il 2,5% della quota di mercato, soprattutto in Germania e Gran Bretagna. Ma il rapporto ha osservato che questo potrebbe cambiare con l’ingresso di nuovi produttori nel comparto e con la crescita della consapevolezza dei consumatori.
Tra le tipologie di prodotto, i vini senza alcol rappresentano il 54% delle referenze, mentre le bevande descritte come drink a base vino sono aumentate nettamente, dal 3% nel 2025 al 27% attuale. I mercati esteri più promettenti restano Nord America, soprattutto Stati Uniti e Canada, oltre a Germania, Austria e Svizzera. I produttori hanno indicato anche opportunità emergenti in Messico, Polonia e Cina, così come in Medio Oriente e Africa.
Lo studio ha rilevato che i prodotti analcolici stanno performando meglio dei vini a basso tenore alcolico nelle tendenze della domanda globale. I vini spumanti zero alcol sembrano andare particolarmente bene. In Gran Bretagna le vendite sono cresciute del 24%, con i prodotti italiani in aumento del 17%. Negli Stati Uniti le vendite sono salite del 15%, mentre gli spumanti italiani zero alcol hanno segnato un +200%, secondo l’analisi basata sui dati NielsenIQ e IWSR.
La salute resta il principale motivo per cui i consumatori scelgono questi prodotti, ma la qualità sta diventando sempre più importante. La quota di intervistati che cita una migliore qualità del prodotto e una maggiore conoscenza della categoria è salita al 35%, ha riferito il rapporto. Resta però il gusto a rappresentare un ostacolo per molti acquirenti. Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini, ha detto che il sapore continua a frenare il 25% dei potenziali clienti, anche se questa quota è in calo grazie al miglioramento della qualità.
Il rapporto ha mostrato inoltre che l’Italia resta un mercato difficile per i vini no e low alcohol. Tra i non consumatori di alcol intervistati, il 94% ha dichiarato di non aver acquistato un prodotto analcolico negli ultimi sei mesi. La percentuale sale al 98% tra i consumatori più giovani e scende all’89% tra quelli più anziani. Alla domanda sul perché comprerebbero questi prodotti, la guida è risultata la guida automobilistica, con il 50%, percentuale che sale al 56% tra i consumatori Gen Z.
La ristorazione ha mostrato finora scarso interesse per la categoria. In un’indagine separata Fipe-Uiv su vino e ristorazione condotta con Vinitaly, il 71% dei ristoranti ha dichiarato di non essere interessato a inserire vini dealcolati in carta, mentre solo il 3% ha affermato di offrirli già con successo.
Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, ha detto che Vinitaly sta cercando di intercettare il potenziale commerciale del segmento attraverso NoLo Vinitaly Experience, un’area dedicata ai vini no e low alcohol con espositori specializzati e degustazioni e masterclass in programma.
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