18-04-2024
Scoprire le origini del vino può essere paragonato a stappare una bottiglia ricca di storie millenarie. In un mondo in cui molti pensano immediatamente alla Francia, all'Italia o alla Spagna quando si parla di vino, c'è un angolo d'Europa che potrebbe non essere il primo a venirci in mente, ma che ha una salda presa sulla sua storia vinicola profondamente radicata: La Georgia.
La Georgia, molto più di una nazione adornata da paesaggi pittoreschi e da una ricca cultura, rivendica il suo ruolo di luogo di nascita del vino. Le ricerche archeologiche indicano che la vinificazione in questa regione potrebbe risalire a circa l'8000 a.C., rendendo la Georgia un luogo davvero affascinante per ogni amante del vino che si rispetti.
Nonostante questo ricco patrimonio, un recente studio condotto da Mortar Research per Tbilvino ha rivelato che solo il 2% dei 2.000 bevitori internazionali intervistati identifica la Georgia come il luogo di nascita del vino. Questo dato è piuttosto sorprendente, se si considera che le vendite di vino georgiano sono aumentate del 100% in un periodo di otto anni. Sembra che, sebbene il vino georgiano si stia ritagliando una nicchia di mercato, la consapevolezza della sua storia e delle sue origini abbia ancora molta strada da fare.
Lo stesso studio mette in luce una diffusa mancanza di conoscenza: solo il 29% degli intervistati sa che la Georgia è un Paese europeo e quasi il 19% pensa ancora che faccia parte della Russia. Inoltre, alcuni partecipanti hanno collocato la Georgia in luoghi diversi come il Sud America e persino il Triangolo delle Bermuda, mentre circa il 62% non sapeva che la sua capitale è Tbilisi.
Con circa 500 varietà di uve autoctone, la Georgia non è solo orgogliosa della sua antichità ma anche della sua diversità. Tra queste varietà c'è il Saperavi, descritto da Tbilvino come il "nuovo Malbec", che ha iniziato a ottenere un riconoscimento internazionale, testimoniato dall'esportazione di circa 120 milioni di bottiglie di vino georgiano lo scorso anno.
Uno dei metodi più caratteristici e tradizionali della vinificazione georgiana prevede l'uso dei qvevris, grandi recipienti di argilla interrati. Questa tecnica, che non impartisce i propri aromi come il legno, è fondamentale per sviluppare gli aromi fruttati e i tannini, aggiungendo una complessità di sapore e consistenza che è unica in Georgia. Tuttavia, lo studio ha rivelato che solo il 19% dei bevitori era a conoscenza della possibilità di produrre vino in recipienti di argilla.
L'apertura a nuovi sapori è evidente, dato che il 98% degli intervistati ha espresso la volontà di provare nuovi vini. Questo rappresenta un'opportunità d'oro per la Georgia non solo per promuovere i suoi vini unici, ma anche per educare il mondo alla sua ricca storia vinicola. Col tempo, forse un numero maggiore di appassionati di vino alzerà i calici in onore della Georgia, storica culla del vino, scoprendo in ogni sorso una storia che è sopravvissuta e ha prosperato attraverso i millenni.
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