Rio Grande do Sul avvia un programma di agevolazioni fiscali per le aziende della birra, con sconti fino al 95% su interessi e sanzioni ICMS
Birrifici e grossisti possono rinegoziare online i debiti fiscali statali scaduti entro il 30 novembre, compresi quelli già in fase giudiziale.
mercoledì 14 ottobre 2026

I produttori di birra e i grossisti del Rio Grande do Sul possono avviare la rinegoziazione dei debiti fiscali statali scaduti nell’ambito di un nuovo programma di regolarizzazione, aperto martedì e attivo fino al 30 novembre, che prevede sconti fino al 95% su interessi e sanzioni legati ai debiti ICMS.
Il programma, denominato Refaz Cervejarias, riguarda i debiti ICMS scaduti entro il 31 dicembre 2025. L’ICMS è l’imposta statale brasiliana applicata alla circolazione di beni e ad alcuni servizi. Secondo le norme statali citate da Guia da Cerveja, la misura include anche i debiti già sottoposti a riscossione giudiziale.
L’agevolazione non riduce l’imposta originariamente dovuta, ma abbatte gli oneri aggiuntivi accumulati su tale importo. Le aziende che saldano il debito in un’unica soluzione possono ottenere una riduzione del 95% su interessi e sanzioni. Per chi sceglie di pagare in un massimo di 60 rate, la riduzione può arrivare al 90%. I debiti suddivisi in un numero di rate compreso tra 61 e 120 danno diritto a una riduzione dell’80%; la stessa riduzione è prevista per le aziende sottoposte a ristrutturazione giudiziale e per le cooperative in liquidazione che scelgono piani da 121 a 180 rate.
Il pagamento iniziale, sia che si saldi l’intero importo sia che si versi la prima rata di un piano di pagamento, deve essere effettuato entro il 30 novembre. Per alcune aziende la scadenza è anticipata al 13 novembre, se intendono includere debiti non ancora formalmente accertati dalle autorità fiscali. In questi casi, prima di aderire al programma l’impresa deve dichiarare spontaneamente il debito attraverso la procedura brasiliana di «autodenuncia spontanea».
La domanda si presenta online tramite il portale e-CAC dell’autorità fiscale statale. Lo Stato consente di aderire anche alle aziende la cui iscrizione come contribuenti statali è già stata chiusa. Gli accordi di rateizzazione in corso possono essere trasferiti al nuovo programma.
Le imprese che aderiscono devono accettare una condizione legale rilevante: l’adesione comporta il riconoscimento irrevocabile del debito e la rinuncia al diritto di contestarlo in sede amministrativa o giudiziaria. Inoltre, il beneficio può decadere anche dopo l’adesione. Se un’azienda non versa per tre mesi consecutivi l’intero importo delle rate, il piano viene annullato e il saldo residuo torna a essere dovuto senza gli sconti concordati.
La misura arriva dopo mesi di confronti tra l’autorità fiscale del Rio Grande do Sul e l’Associação Gaúcha de Microcervejarias, o AGM, che rappresenta i microbirrifici dello Stato. In una dichiarazione citata dalla testata, il presidente dell’AGM Matheus Andrade ha affermato che l’associazione aveva trasformato «una richiesta concreta dei birrifici in una misura che può contribuire alla regolarizzazione delle aziende».
Prima di avviare il programma, lo Stato ha dovuto ottenere l’autorizzazione federale. In base alla legge complementare brasiliana 24 del 1975, uno Stato non può cancellare autonomamente interessi e sanzioni ICMS. Qualsiasi misura di questo tipo richiede l’approvazione unanime del Consiglio nazionale per la politica fiscale, noto come Confaz, che riunisce i segretari alle finanze dei vari Stati del Paese. L’autorizzazione è arrivata a luglio con l’accordo ICMS 84/26; alla fine di settembre il governo del Rio Grande do Sul ha poi emanato il decreto n. 58.988/2026 per rendere operativo il programma.
Il decreto riguarda anche alcuni altri settori del commercio al dettaglio del Rio Grande do Sul, tra cui ottica e gioielleria, ma le disposizioni specifiche per la birra attirano particolare attenzione per le dimensioni dell’industria birraria statale.
Secondo l’Annuario della birra 2026 del Ministero brasiliano dell’Agricoltura e dell’Allevamento, il Rio Grande do Sul è il secondo Stato del Brasile per numero di birrifici, con 325 stabilimenti registrati, preceduto solo da San Paolo. Lo Stato ha inoltre la seconda maggiore densità di birrifici del Paese: uno ogni 34.554 residenti, dietro soltanto a Santa Catarina.
Secondo l’AGM, nello Stato operano oltre 500 birrifici conto terzi, o «gypsy», marchi che producono birra utilizzando impianti di terzi invece di stabilimenti propri. L’associazione stima che il settore del Rio Grande do Sul sostenga oltre 75.000 posti di lavoro diretti e indiretti.
Queste dimensioni aiutano a spiegare perché il programma sia rilevante anche al di là della gestione fiscale. Se vi aderirà un numero significativo di aziende, la misura potrebbe alleggerire la pressione finanziaria su birrifici e grossisti di uno dei principali Stati brasiliani produttori di birra, dando a una parte del settore delle bevande maggiore margine per gestire i vecchi debiti continuando le attività, la distribuzione e gli investimenti. Il beneficio potrebbe essere particolarmente importante per i produttori e i distributori più piccoli, alle prese con margini più ridotti e un elevato carico fiscale nell’ambito del sistema brasiliano di imposte indirette a livello statale.
Possono aderire soltanto le aziende la cui attività principale è la produzione di birra e birra alla spina, oppure la vendita all’ingrosso di birra, birra alla spina e bevande analcoliche. L’iniziativa dello Stato è degna di nota perché, per ora, il Rio Grande do Sul sembra essere l’unico Stato ad aver ottenuto, nell’ambito della misura Confaz citata nel servizio, questa specifica autorizzazione per il comparto della birra.
La testata ha descritto il programma come una risposta alle lamentele del settore per gli oneri a carico dei birrifici dello Stato, comprese le pressioni fiscali accumulate nel tempo. Per le aziende che valutano l’adesione, le norme statali chiariscono che gli sconti maggiori sono legati ai pagamenti più rapidi, mentre i piani di rimborso più lunghi comportano riduzioni inferiori.