17-04-2026

Le esportazioni di vino italiano hanno iniziato il 2026 in forte calo, con le vendite all’estero di gennaio scese a 470,4 milioni di euro, in diminuzione del 18,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, secondo i dati Istat analizzati da WineNews. Il calo equivale a circa 108 milioni di euro di valore perso e riflette un avvio d’anno difficile per uno dei comparti agroalimentari più importanti d’Italia.
Anche i volumi hanno mostrato debolezza. Le spedizioni sono scese a 133 milioni di ettolitri, in calo del 13,3% rispetto a gennaio 2025, pari a una contrazione di oltre 20 milioni di ettolitri. I dati sono significativi, ma vanno letti nel contesto: gennaio 2025 era stato insolitamente forte perché molti acquirenti, soprattutto negli Stati Uniti, avevano anticipato gli ordini prima dei dazi entrati poi in vigore sotto la presidenza di Donald Trump. Questo effetto di anticipo ha reso il confronto con gennaio 2026 particolarmente severo.
Gli Stati Uniti restano il principale mercato per il vino italiano, ma le esportazioni verso questo Paese sono scese a 105,3 milioni di euro, in calo del 35,2% rispetto a un anno prima, per una perdita di 57 milioni di euro. Anche i volumi spediti negli Usa sono diminuiti, attestandosi a 21,76 milioni di ettolitri, in flessione del 19,3%. Il calo del mercato americano è stato il principale fattore alla base della contrazione complessiva.
Il rallentamento non si è limitato agli Stati Uniti. La Germania, il maggiore cliente europeo dell’Italia per il vino, ha importato a gennaio merci per 75,6 milioni di euro, in calo del 15,1% rispetto a gennaio 2025. Il Regno Unito è sceso a 41,4 milioni di euro, in diminuzione del 18,6%, mentre il Canada ha segnato 31,1 milioni di euro, in flessione dell’8,68%. La Svizzera ha importato 23,58 milioni di euro, in calo del 20,8%.
La Francia, che nel 2025 era stata una delle sorprese positive, è rimasta quasi invariata a 19 milioni di euro, con un calo appena dell’1,5%. I Paesi Bassi hanno totalizzato 16,18 milioni di euro, in diminuzione dell’11%, e il Belgio si è avvicinato ai 15 milioni di euro, in calo del 17%. Il Giappone è rimasto relativamente stabile a 11,6 milioni di euro, in flessione dell’1,2%, mentre la Russia è salita a 12,7 milioni di euro, con un aumento del 38,4%. Anche la Cina ha registrato una crescita, seppure su basi basse: le importazioni di vino italiano hanno raggiunto i 5,4 milioni di euro, in aumento dell’8,6%.
Per produttori ed esportatori, i numeri di gennaio confermano ciò che molti temevano già: un avvio d’anno debole, segnato da tensioni commerciali, costi più elevati e dal difficile confronto con la domanda insolitamente forte del mercato statunitense nei primi mesi del 2025. I prossimi mesi diranno se la crescita in mercati come Russia e Cina potrà compensare le perdite altrove e se le pressioni economiche più ampie continueranno a pesare sulla domanda di vino italiano all’estero.
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