03-01-2025

Gli archeologi spagnoli hanno scoperto una villa romana nella città costiera di Burriana, a Castellón, fornendo nuove prove della produzione di vino nell'Hispania romana. Il sito, noto come Villa Sant Gregori, risale al I secolo a.C. e al IV secolo d.C. e getta luce sul modo in cui i Romani adattarono le terre costiere alla coltivazione della vite e alla produzione di vino. Su un'area di circa 15.000 metri quadrati, la scoperta offre preziose indicazioni sulle tecniche agricole romane, sull'architettura rurale e sull'economia vinicola dell'antica provincia di Tarraconensis.
Il complesso archeologico si trova sulla costa mediterranea della Spagna, in un'area che, in epoca romana, ricadeva sotto la giurisdizione amministrativa di Saguntum, l'odierna Sagunto, una delle città più importanti della Hispania romana. Gli scavi hanno rivelato aree residenziali e agricole, oltre a strutture di stoccaggio. Sebbene non siano state trovate vasche per la pigiatura dell'uva, gli archeologi hanno identificato dieci trincee parallele che si ritiene siano state utilizzate per piantare le viti. Queste trincee, chiamate sulcus nei testi agronomici romani, misurano tra 1,1 e 1,3 metri di larghezza, con spazi larghi tre metri per garantire una corretta ventilazione e l'esposizione alla luce solare delle viti.
La scoperta di queste trincee vicino a un'area paludosa ha attirato l'attenzione dei ricercatori, in quanto evidenzia una soluzione agricola avanzata utilizzata dai Romani attraverso sistemi di drenaggio. I testi antichi di scrittori come Columella e Plinio il Vecchio contengono raccomandazioni sull'adattamento dei terreni umidi alla viticoltura. I sistemi di drenaggio trovati a Burriana potrebbero essere paragonabili a quelli utilizzati nelle Paludi Pontine in Italia, suggerendo che i Romani possedevano una vasta conoscenza della gestione del suolo per ottimizzare i loro raccolti agricoli.
Villa Sant Gregori conteneva diverse strutture per la produzione agricola e la vita domestica. Gli scavatori hanno trovato magazzini, aree di lavoro e persino terme con un sistema di riscaldamento a ipocausto, a dimostrazione della raffinatezza delle ville romane. Gli edifici, orientati da est a ovest, erano posizionati strategicamente per proteggere i residenti dall'umidità del nord e dal calore del sud, creando un ambiente ideale per le attività abitative e agricole.

Il progetto di scavo è guidato dal Mediterranean Archaeology Partnership Program dell'Universitat Jaume I di Castellón, in collaborazione con il Museo Archeologico di Burriana. I responsabili del progetto hanno sottolineato l'importanza del sito non solo per le sue dimensioni, ma anche per gli indizi che fornisce sull'economia rurale dell'Hispania romana. La produzione di vino era una delle attività economiche più importanti dell'Impero romano e i vini spagnoli erano lodati da scrittori come Fronto e Giovenale per la loro qualità. Sebbene Saguntum fosse nota per il suo commercio di vino, questa è la prima chiara testimonianza di viticoltura in questa regione costiera.
Le autorità locali e i funzionari del museo di Burriana hanno espresso l'intenzione di trasformare il sito in un museo, rendendolo accessibile al pubblico. Questo progetto consentirebbe ai visitatori di conoscere la storia della villa e i metodi di vinificazione utilizzati dai Romani. Lo sviluppo del sito in un'attrazione culturale dovrebbe incrementare il turismo nella zona e sottolineare l'influenza duratura del patrimonio romano lungo la costa mediterranea della Spagna.
La scoperta di Villa Sant Gregori si aggiunge a un elenco crescente di reperti archeologici che sottolineano l'importanza della viticoltura nella penisola iberica durante il periodo romano. Trincee di vigneti simili sono state trovate in regioni come la Galizia, Badajoz, la baia di Cadice e Huelva. Tuttavia, l'identificazione di queste strutture in un ambiente costiero come quello di Burriana è rara e solleva nuovi interrogativi sulle tecniche di adattamento del territorio dei Romani.
Gli archeologi continuano a esplorare la villa per raccogliere ulteriori dettagli sull'uso delle varie strutture e sull'evoluzione dell'insediamento nel tempo. Villa Sant Gregori ebbe probabilmente un ruolo chiave nella produzione del vino, soprattutto durante il regno dell'imperatore Augusto, quando la viticoltura in Hispania era fiorente. I testi storici suggeriscono che i vini di Saguntum venivano esportati a Roma, dove erano molto apprezzati dai consumatori più esigenti.
I ricercatori sperano di scoprire ulteriori prove dei metodi di vinificazione romani e dell'organizzazione sociale di coloro che vivevano nella villa. La scoperta rafforza l'idea che la produzione di vino fosse una pietra miliare dell'economia romana in Hispania, dimostrando come i Romani siano riusciti a trasformare paesaggi difficili in terreni agricoli produttivi.
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