La Gran Bretagna cerca un accordo commerciale con l’Ue per alleggerire i controlli su alimenti e bevande

20-05-2026

La proposta ridurrebbe la burocrazia alle frontiere e le ispezioni per vino, distillati e altri beni dopo anni di disagi legati alla Brexit

Il governo britannico ha dichiarato mercoledì che intende perseguire un accordo sanitario e fitosanitario con l’Unione europea che alleggerirebbe gli scambi di alimenti e bevande, compresi vino e altre bevande, riducendo i controlli alle frontiere, la documentazione richiesta e semplificando la circolazione tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord.

La proposta fa parte del European Partnership Bill delineato nelle note di background del King’s Speech pubblicate da GOV.UK. Il governo ha affermato che la misura è pensata per abbassare i costi per le imprese, ridurre i ritardi alla frontiera e rendere più semplice per esportatori e importatori movimentare merci attraverso la Manica dopo anni di disagi legati alle norme della Brexit.

Per il settore delle bevande, il cambiamento potrebbe avere effetti rapidi. Gli importatori di vino, distillati, birra e bevande analcoliche hanno dovuto affrontare requisiti di certificazione aggiuntivi, tempi di sdoganamento più lunghi e costi amministrativi più elevati da quando il Regno Unito ha lasciato il mercato unico e l’unione doganale dell’Unione europea. Le associazioni di categoria sostengono da tempo che queste frizioni abbiano reso le catene di approvvigionamento meno prevedibili e aumentato in particolare le spese per le aziende più piccole.

Le note di briefing indicano che il governo si aspetta che il pacchetto più ampio aggiunga circa 5,1 miliardi di sterline all’anno all’economia e faccia crescere le esportazioni del 16%. I funzionari hanno presentato l’accordo SPS come uno dei vari passi destinati a migliorare gli scambi con l’Europa mantenendo al contempo il controllo normativo britannico sulla politica interna.

Un accordo SPS si concentrerebbe sulle norme sanitarie e fitosanitarie che disciplinano le spedizioni di alimenti e bevande. In pratica, ciò potrebbe tradursi in meno certificati per i prodotti che si muovono tra il Regno Unito e il blocco, meno ispezioni fisiche e meno tempo trascorso in attesa nei porti. Per commercianti di vino, distributori e fornitori del canale horeca, anche riduzioni modeste dei ritardi possono incidere sulla pianificazione delle scorte, sul cash flow e sul rischio di deterioramento.

Il governo ha inoltre affermato che l’intesa contribuirebbe ad agevolare gli scambi tra Gran Bretagna e Irlanda del Nord, dove i controlli post-Brexit restano una questione politica sensibile. Le imprese che operano lungo queste rotte hanno dovuto gestire sistemi documentali separati e regole di conformità in continua evoluzione, aggiungendo un ulteriore livello di costi.

Le note di briefing non indicavano una tempistica per un eventuale accordo con Bruxelles né per la sua attuazione. Ma inserendo un’intesa SPS nell’agenda del King’s Speech, i ministri hanno segnalato che il commercio di alimenti e bevande con l’Europa è ormai una componente centrale della loro strategia economica, con implicazioni dirette per importatori, esportatori e consumatori che hanno assorbito costi più elevati dalla Brexit.