15-05-2026
Palermo ha aperto questa settimana la 22ª edizione di Sicilia en Primeur con un messaggio chiaro da parte di Assovini Sicilia: l’enoturismo non è più un’attività accessoria per le cantine dell’isola, ma una componente centrale del loro business e una parte in crescita dell’economia turistica siciliana.
L’evento si è aperto il 12 maggio all’Oratorio dei Bianchi con la conferenza “Taste the Island. Live the Story” e proseguirà fino al 15 maggio, portando in Sicilia oltre 100 giornalisti da tutto il mondo per degustazioni, visite in cantina e altre esperienze. L’edizione di quest’anno riunisce 56 cantine associate e oltre 1.000 etichette presentate nel programma. Gli organizzatori hanno inoltre scelto Palermo come palcoscenico per valorizzare luoghi meno noti a molti visitatori, tra cui il recentemente restaurato Real Albergo delle Povere, la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo e Palazzo Sant’Elia.
Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, ha spiegato che il gruppo ha scelto Palermo perché riflette il mix di storia, culture e identità che caratterizza il vino siciliano. Ha aggiunto che l’enoturismo va considerato non solo come un’opportunità economica, ma anche come un modo per raccontare l’isola attraverso il suo paesaggio, il cibo, l’arte e le persone.
La conferenza inaugurale si è concentrata su un nuovo rapporto del CESEO-Lumsa sull’enoturismo in Sicilia. Lo studio delinea un settore già internazionale e sempre più organizzato, ma che ha ancora bisogno di un coordinamento più forte per trasformare la domanda in valore duraturo. Secondo il rapporto, il 61,4% delle cantine intervistate ha dichiarato un aumento dei visitatori nel 2025. Gli ospiti stranieri rappresentano la maggioranza della clientela nel 74,7% delle cantine, con arrivi soprattutto dall’Europa e dagli Stati Uniti.
Il rapporto mostra inoltre che l’enoturismo sta diventando una fonte di ricavi significativa. Per il 58,3% delle cantine rappresenta circa il 10% del fatturato totale, escluse le vendite dirette di vino. Visite guidate e degustazioni sono ormai strumenti importanti sia di marketing sia di vendita.
La sostenibilità è emersa come uno dei punti di forza della Sicilia. Dall’indagine risulta che l’86,7% delle cantine produce energia da fonti rinnovabili, mentre il 56,2% copre almeno il 40% del proprio fabbisogno energetico con energia verde. Un altro 88% ha eliminato la plastica monouso nelle aree dedicate all’accoglienza e circa sette aziende su dieci utilizzano bottiglie più leggere.
Lo studio rileva anche che le cantine hanno ampliato i servizi per i visitatori. Sale degustazione, wine shop, visite guidate e personale dedicato sono ormai diffusi. Quasi sei cantine su dieci hanno già pianificato nuove esperienze per il 2026, puntando su offerte più articolate che possano spuntare prezzi più alti e attirare visitatori abituali. Gli strumenti digitali di base, come siti web, piattaforme di e-commerce e mailing list, sono ampiamente diffusi, ma i sistemi più avanzati restano limitati. Solo il 20% delle cantine ha dichiarato di avere un Wine Club completo e il 30,6% ha riferito di utilizzare l’intelligenza artificiale, soprattutto per marketing e comunicazione.
Dario Stefàno, presidente del CESEO presso la Lumsa University di Roma, ha affermato che l’accesso a dati dettagliati è essenziale se istituzioni e imprese vogliono andare oltre gli sforzi frammentati e costruire un settore più competitivo. Antonello Maruotti, coordinatore scientifico del CESEO, ha detto che la sfida non è più soltanto attirare visitatori in cantina, ma trasformare la domanda internazionale in valore economico stabile su tutto il territorio.
La conferenza si è concentrata anche sui consumatori più giovani. Vincenzo Russo, professore di psicologia dei consumi e neuromarketing alla IULM University di Milano, ha presentato i risultati dell’Osservatorio Youth & Wine secondo cui il 51% degli italiani tra i 20 e i 24 anni beve vino, il livello più alto registrato per quella fascia d’età. Ha spiegato che le esperienze dirette in cantina sono uno dei principali motivi per cui i giovani si avvicinano al vino. Il suo punto era che i consumatori più giovani non stanno rifiutando il vino; cercano autenticità, relazione e contesto culturale.
L’intelligenza artificiale è stato un altro tema centrale. Edoardo Colombo, presidente di Turismi.AI, ha detto che l’AI potrebbe aiutare l’enoturismo siciliano a diventare più personalizzato e più competitivo grazie all’uso dei dati e di strumenti predittivi per rispondere meglio alle esigenze dei visitatori. Filippo Galanti, cofondatore di Wine Suite, ha parlato di formazione e ospitalità come elementi chiave della strategia delle cantine e ha osservato che la professionalità del personale sarà sempre più importante man mano che i visitatori cercheranno esperienze di qualità superiore.
Luca Sammartino, assessore regionale all’Agricoltura della Sicilia, ha detto che l’enoturismo sta diventando uno dei pilastri a sostegno dell’economia dell’isola. Ha aggiunto che la Sicilia è già la seconda destinazione enogastronomica più popolare d’Italia dopo la Toscana e ha sostenuto che la domanda di esperienze locali autentiche sta contribuendo a diversificare il turismo sull’isola.
Assovini Sicilia ha affermato che ora l’obiettivo è valorizzare i punti di forza della Sicilia — i suoi vigneti, la biodiversità, la cultura e l’ospitalità — creando al tempo stesso una strategia condivisa capace di sostenere la crescita dell’intero settore vitivinicolo dell’isola.
Fondata nel 2007, Vinetur® è un marchio registrato di VGSC S.L. con una lunga storia nel settore vinicolo.
VGSC, S.L. con partita IVA B70255591 è una società spagnola legalmente iscritta nel Registro delle Imprese della città di Santiago de Compostela, con il numero di registrazione: Bollettino 181, Riferimento 356049 nel Volume 13, Pagina 107, Sezione 6, Foglio 45028, Iscrizione 2.
Email: info@vinetur.com
Sede e uffici a Vilagarcia de Arousa, Spagna.