05-05-2026
Nel 2025 il canale grocery e supermercati in Italia ha venduto vino e spumante per 3,2 miliardi di euro, ma il mercato ha continuato a perdere volumi perché i consumatori hanno acquistato meno e si sono orientati verso bottiglie di prezzo più alto, secondo Unione Italiana Vini. Le vendite sono diminuite dello 0,5% in valore e del 2,7% in volume, a 736 milioni di litri, confermando uno spostamento lontano dal vino da tavola quotidiano che da tempo domina la grande distribuzione.
Il calo più marcato ha riguardato i vini sotto i 5 euro, che rappresentano ancora il 79% dei volumi della GDO ma stanno perdendo terreno mentre i consumatori si spostano verso le bottiglie nella fascia 5-10 euro e, sempre più spesso, oltre i 10 euro. Il cambiamento non è solo una questione di inflazione. Riflette anche un diverso mix di prodotti sugli scaffali e un approccio più selettivo da parte degli acquirenti, che comprano meno spesso ma scelgono con maggiore attenzione.
Gli spumanti hanno continuato a fare meglio della categoria nel suo complesso e oggi rappresentano il 15% dei volumi nel canale. Gli spumanti bianchi e rosé hanno registrato risultati positivi, mentre i vini rossi fermi e gli stili frizzante sono stati più esposti al rallentamento. Anche il segmento premium ha retto meglio del mercato entry-level, contribuendo a compensare in parte il calo delle etichette a prezzo più basso.
I dati arrivano dalla ricerca annuale di Circana sul vino nel retail moderno, discussa in una tavola rotonda organizzata attorno alle dinamiche in evoluzione del settore e alle pressioni strutturali. Il dibattito ha toccato discount, vini a marchio privato, strategia promozionale, vini dealcolati, branding territoriale e il ruolo dei retailer nel creare domanda oltre il consumo abituale.
Per produttori e catene, il messaggio che arriva dal mercato italiano è chiaro: il supermercato non è più soltanto un luogo dove smaltire volumi. Sta diventando un canale in cui fasce di prezzo, posizionamento del prodotto e acquisti legati all’occasione contano più di prima, soprattutto mentre il vecchio modello del vino quotidiano continua a indebolirsi.
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