Le esportazioni di vino UE guadagnano accesso al Mercosur

30-04-2026

L’accordo commerciale entra in applicazione provvisoria, con la promessa di eliminare gradualmente i dazi che a lungo hanno frenato le vendite in Sud America.

Gli esportatori europei di vino sono pronti a ottenere venerdì un nuovo accesso ai mercati del Mercosur, con l’entrata in applicazione provvisoria dell’accordo di partenariato tra l’Unione europea e il blocco sudamericano, una mossa che, secondo i rappresentanti del settore, eliminerà gradualmente i dazi che da tempo limitano le vendite nella regione.

Il Comitato europeo delle imprese del vino, noto con l’acronimo francese CEEV, ha dichiarato giovedì a Bruxelles che l’accordo aprirà “nuove e attese opportunità” per i produttori di vino in Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Il gruppo ha affermato che i vini UE attualmente scontano dazi fino al 35% in Argentina e al 18% in Brasile, Paraguay e Uruguay, costi che nel 2024 sarebbero ammontati a oltre 43 milioni di euro.

Marzia Varvaglione, presidente del CEEV, ha definito il cambiamento “una giornata storica per il vino europeo”, sostenendo che l’intesa passa “dall’ambizione alla realtà” dopo oltre 25 anni di negoziati. Ha aggiunto che, in una fase di crescenti tensioni commerciali e di pressione a trovare nuovi consumatori, la diversificazione è diventata essenziale per il settore.

L’applicazione provvisoria inizia mentre prosegue il processo di ratifica. Il Parlamento europeo ha deferito l’accordo alla Corte di giustizia dell’Unione europea per un parere sulla sua compatibilità con i trattati UE. Il CEEV ha detto di auspicare che tale processo si concluda rapidamente e positivamente, così che il patto possa procedere verso la piena ratifica e l’entrata in vigore completa.

Il settore vinicolo considera il Mercosur un mercato modesto ma in crescita. Le esportazioni di vino UE verso il blocco hanno raggiunto 238 milioni di euro nel 2024, secondo il CEEV, pari all’1,3% del totale delle esportazioni vinicole dell’UE. Le vendite sono raddoppiate nell’ultimo decennio, ma i rappresentanti del settore affermano che barriere tariffarie e non tariffarie hanno mantenuto la regione al di sotto del suo potenziale.

Il Brasile è di gran lunga la principale destinazione del vino UE nel Mercosur. Il CEEV ha detto che le esportazioni verso quel Paese hanno totalizzato 205 milioni di euro nel 2024, sostenute da un mercato di oltre 200 milioni di consumatori e da una classe media in crescita. Nel complesso, il Mercosur conta circa 270 milioni di consumatori.

In base all’accordo, i dazi saranno eliminati gradualmente nel tempo. Il CEEV ha affermato che ciò offrirà ai produttori europei un mercato più prevedibile e ridurrà uno svantaggio competitivo rispetto ai fornitori provenienti da Paesi già avvantaggiati da accordi commerciali esistenti.

L’intesa prevede inoltre tutele per 145 indicazioni geografiche vinicole dell’UE nei mercati del Mercosur. Queste protezioni mirano a salvaguardare nomi legati a specifiche regioni e metodi di produzione, come Champagne, Port, Prosecco e Jerez.

Il CEEV ha detto che le procedure di importazione saranno semplificate e che verranno ridotte le principali barriere non tariffarie, comprese le differenze nelle pratiche enologiche e nei requisiti di certificazione. Il gruppo ha affermato che questi cambiamenti dovrebbero aiutare sia i produttori più piccoli sia gli esportatori più grandi, riducendo gli oneri amministrativi e rendendo più coerente l’accesso al mercato.

Ignacio Sánchez Recarte, segretario generale del CEEV, ha detto che ora le aziende vinicole europee potranno competere “ad armi pari” nei mercati del Mercosur dopo anni di svantaggio. Ha ringraziato la Commissione europea per il lavoro svolto sull’accordo e lo ha descritto come un esempio di strategia commerciale europea orientata al futuro.

L’accordo è uno dei maggiori trattati commerciali mai conclusi dall’Unione europea ed è stato oggetto di discussione per oltre due decenni. La sua applicazione provvisoria arriva in un momento in cui gli esportatori europei cercano alternative a mercati colpiti da una crescita della domanda più lenta, dazi più elevati e incertezza geopolitica.

Il CEEV rappresenta le aziende vinicole in tutta l’Unione europea e afferma che i suoi membri coprono oltre il 90% delle esportazioni vinicole dell’UE. L’organizzazione ha precisato che la maggior parte di queste imprese è costituita da piccole e medie aziende che dipendono dai mercati esteri per sostenere la crescita.