15-04-2026
L’Organizzazione mondiale della sanità ha convocato mercoledì un secondo dialogo con i rappresentanti delle aziende coinvolte nella produzione, distribuzione, commercializzazione e vendita di alcol, nell’ambito dell’intensificazione del lavoro previsto dal suo Global Alcohol Action Plan 2022-2030 e mentre valuta in che modo le pratiche del settore incidano sugli obiettivi di salute pubblica.
L’incontro, tenuto nell’ambito del più ampio impegno dell’OMS per ridurre le malattie e le morti premature legate all’alcol, si è concentrato su tre aree: riformulazione dei prodotti e informazioni ai consumatori, pratiche di marketing e vendita e disponibilità di alcol. L’Agenzia ha affermato che la discussione aveva lo scopo di esaminare le pratiche attuali e le sfide emergenti, chiarendo al tempo stesso che restano i governi responsabili di definire, adottare e far rispettare la politica sull’alcol.
Secondo l’OMS, il consumo di alcol resta uno dei principali fattori di rischio di mortalità prematura e malattia nel mondo, con effetti che vanno oltre i sistemi sanitari e incidono sullo sviluppo economico e sui progressi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. L’Agenzia ha affermato che una politica efficace deve essere guidata dai governi e basata sulle evidenze.
Il dialogo ha fatto seguito a un primo incontro nel febbraio 2023 ed è stato impostato come uno scambio strutturato piuttosto che come una partnership. L’OMS ha affermato che la partecipazione degli operatori economici non implica collaborazione e non incide sull’indipendenza dell’organizzazione nella definizione delle norme e degli orientamenti di policy.
Tra i temi all’ordine del giorno figuravano le pratiche di etichettatura per i prodotti analcolici e a basso contenuto alcolico, comprese le liste degli ingredienti e le informazioni nutrizionali o relative alla salute. L’OMS prevedeva inoltre di discutere marketing digitale, promozione tramite influencer, strategie indirette di branding e pubblicità transfrontaliera, ambiti diventati più difficili da regolamentare man mano che le aziende del settore ampliano la propria presenza online.
Un altro focus riguardava vendite e disponibilità, comprese le pratiche nel retail e nell’e-commerce, la verifica dell’età attraverso i diversi canali di vendita, i sistemi di consegna, le vendite transfrontaliere e le questioni relative alle licenze. L’OMS ha affermato che questi aspetti sono centrali per capire se i Paesi possano fare progressi nell’ambito del piano d’azione.
L’incontro arriva in un momento in cui i governi di diverse regioni stanno rivedendo le norme sull’etichettatura dell’alcol, le restrizioni al marketing e i controlli sulle vendite online. I sostenitori della salute pubblica hanno sostenuto che servano informazioni più chiare per i consumatori e limiti più severi alla promozione per ridurre i danni, mentre i gruppi industriali hanno contestato misure che, a loro avviso, potrebbero gravare sul commercio o confondere i consumatori.
I funzionari dell’OMS hanno detto che lo scopo del dialogo era sostenere una discussione trasparente e basata sulle evidenze, ribadendo al tempo stesso che la tutela della salute pubblica resta una responsabilità dei governi. L’Agenzia ha indicato Anja Busse e Dag Rekve come contatti per domande sull’incontro.
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