La Commissione europea accelera la revisione delle accise sull’alcol nella strategia di prevenzione dei tumori

13-04-2026

Le modifiche proposte potrebbero introdurre avvertenze sanitarie in etichetta e tasse più alte, mentre l’Ue bilancia salute pubblica e resistenze dell’industria

La Commissione europea sta portando avanti i piani per rivedere la tassazione dell’alcol nell’ambito della più ampia strategia di prevenzione dei tumori. Un documento di lavoro della Commissione, datato 4 febbraio 2025, delinea gli sforzi in corso per modificare la direttiva sulle aliquote minime delle accise sulle bevande alcoliche. L’iniziativa rientra nel Piano dell’Ue per combattere il cancro, avviato nel 2021 e volto ad affrontare i rischi per la salute legati al consumo di alcol. Nel 2022, le cause correlate all’alcol hanno rappresentato oltre 1,3 milioni di decessi in tutta l’Unione europea.

Attualmente, l’Ue fissa a zero l’aliquota minima delle accise per il vino e le altre bevande fermentate, mentre birra, prodotti intermedi e alcol etilico sono soggetti ad aliquote positive. Il documento della Commissione osserva che il mercato delle bevande alcoliche è in evoluzione e chiede una valutazione complessiva delle attuali norme fiscali. Questa analisi servirà a orientare il confronto con gli Stati membri su possibili modifiche alla tassazione dell’alcol.

La revisione comprende anche l’esame di nuove norme sull’informazione ai consumatori e sulla pubblicità dell’alcol. Una proposta prevederebbe l’obbligo di avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche, analogamente a quanto già previsto per i prodotti del tabacco. La Commissione ha ribadito questa idea nel suo recente documento di lavoro.

Il processo è iniziato con uno studio esterno nel 2020 ed è proseguito con consultazioni pubbliche nel 2021, consentendo alle autorità nazionali e agli stakeholder di fornire osservazioni sulla roadmap di valutazione. La Commissione afferma che qualsiasi futura analisi cercherà di bilanciare diverse priorità: mantenere la libera circolazione delle merci all’interno dell’Ue, garantire entrate fiscali agli Stati membri, tutelare la salute pubblica e prevenire le frodi.

Nonostante questi sforzi, le revisioni proposte hanno incontrato la resistenza di alcuni gruppi del settore. Unione Italiana Vini ha chiesto agli Stati membri e agli eurodeputati italiani (MEP) di respingere il documento, sostenendo che sia stato redatto senza un’adeguata consultazione con gli stakeholder interessati. Anche il gruppo politico Lega ha criticato le proposte, mettendone in dubbio le motivazioni e definendole una “pericolosa crociata” mascherata da buone intenzioni.

L’iter legislativo formale non è ancora iniziato. Una volta che la Commissione europea avrà elaborato proposte ufficiali, queste saranno esaminate dalle commissioni parlamentari e dagli Stati membri prima che eventuali modifiche possano entrare in vigore.

Alcuni decisori politici sostengono l’avanzamento della strategia contro il cancro attraverso queste misure. Alessandra Moretti, eurodeputata del Partito Democratico e membro della nuova Commissione per la salute pubblica, ha sottolineato l’importanza di attuare il piano per combattere il cancro. Christophe Hansen, commissario all’Agricoltura, ha riconosciuto la necessità di intervenire e ha indicato che un pacchetto di misure specifiche rivolte al settore del vino potrebbe essere proposto già a marzo.

Solo in Italia, il Servizio sanitario nazionale spende circa 16 miliardi di euro all’anno per le spese legate ai tumori — il 14% del suo bilancio sanitario complessivo. I sostenitori di tasse più alte sull’alcol sostengono che maggiori entrate potrebbero contribuire a coprire i costi sociali e sanitari associati alle malattie correlate all’alcol.

Resta incerta la tempistica per la presentazione di una proposta formale di revisione. Secondo l’ultimo aggiornamento della Commissione, oltre il 90% delle azioni previste dalla strategia contro il cancro è stato completato o è in corso. I prossimi passi dipenderanno da ulteriori valutazioni e dai negoziati tra gli Stati membri dell’Ue.