Le esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti crollano del 28% all'inizio del 2026 a causa dei dazi doganali

30-03-2026

Produttori e funzionari a Roma svelano le nuove strategie per contrastare il calo delle vendite e recuperare quote di mercato in vista di Vinitaly 2026

I produttori di vino italiani stanno affrontando un anno difficile negli Stati Uniti, poiché i nuovi dazi imposti dall'amministrazione Trump continuano ad avere un impatto sulle esportazioni. Secondo i dati Eurostat, i primi due mesi del 2026 hanno visto un calo del 28% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025. Gli Stati Uniti rimangono il più grande mercato per il vino italiano al di fuori dell'Europa, rappresentando il 23% del totale delle esportazioni di vino italiano. Tuttavia, il settore è messo sotto pressione da diversi fattori, tra cui i dazi doganali, i tassi di cambio euro-dollaro sfavorevoli, il cambiamento delle preferenze dei consumatori e l'aumento della concorrenza da parte di altri Paesi produttori di vino.

Questi temi sono stati al centro di un incontro tenutosi oggi a Palazzo Rospigliosi a Roma. L'evento è stato organizzato da Coldiretti e Filiera Italia per lanciare nuove iniziative in vista di Vinitaly 2026, in programma dal 12 al 15 aprile a Verona. L'incontro ha riunito decine di buyer americani, istituzioni italiane, imprenditori, rappresentanti del commercio internazionale ed esperti di mercato. L'obiettivo è stato quello di analizzare le sfide attuali e sviluppare strategie concrete per proteggere e rilanciare le esportazioni di vino italiano.

L'introduzione dei dazi ha reso i vini italiani meno competitivi sul mercato statunitense. Questa situazione è stata aggravata dalla debolezza dell'euro rispetto al dollaro, che riduce i margini di profitto dei produttori italiani. Nel 2025, questi fattori combinati hanno portato a una diminuzione del 9% del valore delle esportazioni rispetto all'anno precedente. Allo stesso tempo, i consumatori statunitensi acquistano meno vino in generale e mostrano interesse per bevande alternative e vini di altri Paesi.

Le tensioni geopolitiche e gli alti costi di produzione stanno mettendo ulteriormente a dura prova i produttori di vino italiani. Si avverte inoltre la crescente necessità di rafforzare la posizione del vino italiano lungo tutta la sua catena del valore per mantenere la sua reputazione e la sua quota di mercato all'estero.

All'incontro di Roma hanno partecipato figure di spicco come Ettore Prandini, presidente di Coldiretti; Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti; Francesco Lollobrigida, ministro delle Politiche Agricole; Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia; Matteo Zoppas, presidente dell'Italian Trade Agency; Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi; Felice Adinolfi, direttore del Centro Studi Divulga; Federico Bricolo, presidente di Veronafiere; Stevie Kim, fondatore di Italian Wine Podcast e managing partner di Vinitaly; Antonio Rallo, amministratore delegato di Donnafugata; Teresa Nicolazzi, direttore generale di Pemac; e Victor Oscar Schwartz, importatore statunitense che ha svolto un ruolo fondamentale per l'economia italiana.Importatore statunitense che ha avuto un ruolo chiave nel contestare le tariffe dell'era Trump davanti alla Corte Suprema.

La discussione si è concentrata su come superare le attuali difficoltà attraverso l'innovazione imprenditoriale e campagne promozionali mirate. Gli organizzatori hanno annunciato un piano promozionale straordinario volto a ripristinare la posizione del vino italiano negli Stati Uniti, con particolare attenzione al sostegno dei piccoli e medi produttori.

Di questi temi si parlerà anche a Casa Coldiretti durante Vinitaly 2026 a Verona. Una novità di quest'anno è il "Ristorante d'Autore di Campagna Amica - La Casa della Cucina Italiana", gestito da Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra. Il ristorante sarà una vetrina della cucina regionale italiana e dei prodotti agricoli.

Il programma di Vinitaly prevede degustazioni ed eventi che mettono in luce diversi aspetti della cultura del vino italiano. Il 12 aprile si terrà una degustazione incentrata su vini spumanti come il Prosecco e il Trento Doc. Il 13 aprile si parlerà di giovani innovatori e produttori emergenti, con un focus sui vini Sangiovese. Il 14 aprile si parlerà di "Vino e patrimonio UNESCO", abbinando cibi iconici come la pizza napoletana e il Parmigiano Reggiano a vini di regioni come il Prosecco e le Langhe. La giornata conclusiva celebrerà le tradizioni mediterranee e i vini dolci di tutta Italia.

Nonostante l'attuale battuta d'arresto delle esportazioni, i leader del settore sono fiduciosi che il vino italiano possa recuperare il suo slancio nel mercato statunitense grazie agli sforzi coordinati tra produttori, istituzioni e partner commerciali. I prossimi mesi saranno cruciali per l'attuazione di queste strategie e per il monitoraggio del loro impatto su uno dei settori più importanti dell'export italiano.