12-02-2026
Le esportazioni francesi di vino e alcolici hanno subito un forte calo nel 2025, diminuendo dell'8% in valore rispetto all'anno precedente. Le vendite totali hanno raggiunto i 14,3 miliardi di euro, secondo i dati diffusi dalla Federazione degli esportatori di vino e alcolici francesi (FEVS). Questa diminuzione segue tre anni consecutivi di calo delle esportazioni ed è attribuita principalmente alle crescenti tensioni commerciali e alle nuove tariffe imposte dai principali mercati internazionali, in particolare Stati Uniti e Cina.
Gli Stati Uniti rimangono il principale mercato di esportazione per i vini e gli alcolici francesi, ma le vendite sono diminuite significativamente nel 2025. Il calo ha raggiunto il 21%, con una perdita di 3 miliardi di euro. La FEVS ha spiegato che questo calo è stato determinato dai nuovi dazi introdotti dal governo statunitense, oltre che da un tasso di cambio euro-dollaro sfavorevole nell'ultimo anno. Gabriel Picard, presidente della FEVS, ha dichiarato che la combinazione di una tariffa del 15% e di una fluttuazione valutaria del 10% ha comportato un aumento dei prezzi del 25% per gli acquirenti americani, rendendo i prodotti francesi meno competitivi.
Oltre al calo del valore, anche i volumi delle esportazioni sono diminuiti. A livello globale, i volumi sono diminuiti del 3%, mentre negli Stati Uniti il numero di casse spedite è calato del 9%. L'incertezza economica negli Stati Uniti ha influenzato anche il comportamento dei consumatori, portando a una riduzione della domanda di vini e alcolici importati.
Anche la Cina, un altro mercato chiave per i produttori francesi, ha registrato una significativa riduzione delle importazioni. Le esportazioni verso la Cina sono diminuite del 20%, raggiungendo i 767 milioni di euro. Questo calo è legato alle tariffe di ritorsione imposte da Pechino dopo che l'Unione Europea ha adottato misure contro i veicoli elettrici cinesi. Queste tariffe hanno colpito in modo particolare il cognac francese, l'armagnac e altri alcolici a base di vino. Florent Morillon del gruppo industriale del cognac ha dichiarato che queste misure hanno causato una perdita di circa un quarto della loro quota di mercato in Cina, riportando le vendite ai livelli visti l'ultima volta nel 2010. Sebbene a metà del 2025 sia stato raggiunto un accordo tra la Cina e diverse aziende, molte piccole e medie imprese devono ancora far fronte a tariffe che raggiungono il 32%.
Nonostante queste battute d'arresto, ci sono alcuni segnali positivi per gli esportatori francesi. La FEVS ha osservato che i nuovi accordi commerciali con l'India e i Paesi del Mercosur potrebbero aprire importanti opportunità di crescita. L'accordo UE-India riduce le tariffe sugli alcolici europei, il che è considerato uno sviluppo promettente, anche se potrebbe richiedere del tempo prima che i risultati si concretizzino. Allo stesso modo, un accordo tra Bruxelles e quattro Paesi del Mercosur potrebbe contribuire a compensare le perdite nei mercati tradizionali, se ratificato.
Il mercato complessivo delle esportazioni di vini e liquori francesi è tornato ai livelli pre-pandemia. La FEVS ha sottolineato che questa tendenza riflette anche un lento ma costante calo dei consumi nei mercati tradizionali, compresa la Francia stessa. Il cambiamento delle abitudini dei consumatori viene citato come uno dei principali fattori alla base di questo cambiamento.
Per categoria di prodotto, le esportazioni di vino sono scese del 3% a 121 milioni di casse nel 2025, anche se i vini spumanti hanno registrato un modesto aumento del 3%. Le esportazioni di alcolici hanno sofferto di più, con un calo del 17% in valore a 3,7 miliardi di euro e del 5% in volume.
Il settore francese del vino e degli alcolici comprende circa 5.400 aziende e sostiene circa 600.000 posti di lavoro diretti e indiretti. I leader del settore chiedono alle autorità nazionali e all'Unione Europea di sostenere gli esportatori che devono affrontare barriere commerciali e misure di ritorsione da parte di governi stranieri. Sostengono che potrebbe essere necessaria una compensazione finanziaria per aiutare le imprese a superare le tensioni geopolitiche in corso.
La FEVS ha sottolineato che, sebbene sia facile perdere l'accesso a un mercato a causa di decisioni politiche o dispute commerciali - come si è visto nel caso delle vendite di cognac in Cina - la ricostruzione di questi mercati può richiedere anni di sforzi. L'organizzazione ha esortato i politici europei non solo a difendere gli accordi commerciali esistenti, ma anche a garantire che le industrie esposte a ritorsioni internazionali ricevano un sostegno adeguato durante i periodi di instabilità.
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