13-01-2026
L'industria vinicola mondiale sta assistendo a un cambiamento significativo: il vino sfuso sta passando da un ruolo secondario a una posizione centrale nel mercato. Questo cambiamento sta attirando l'attenzione sia degli operatori affermati sia di una nuova generazione di professionisti, attratti dall'attenzione del settore per l'innovazione, la sostenibilità e l'efficienza. Questo è quanto emerge da un recente rapporto di The Drinks Business, che sottolinea come questa categoria attragga i giovani professionisti e tragga vantaggio dalle innovazioni nel packaging, nella logistica e nella sostenibilità.
Alla World Bulk Wine Exhibition tenutasi ad Amsterdam a fine novembre 2025, l'energia era palpabile. Giovani professionisti tra i 20 e i 30 anni hanno riempito la sede, discutendo dei progressi tecnici nel packaging e nella logistica. L'evento ha messo in evidenza come il vino sfuso sia diventato un punto d'incontro per diverse parti della filiera, dai produttori agli esperti di logistica e ai progettisti di imballaggi. Stephan Marusczyk, responsabile dello sviluppo di VinLog, ha definito la fiera essenziale per chiunque sia coinvolto nel settore, sottolineando che la sua portata internazionale riflette l'interconnessione e la lungimiranza del settore.
Storicamente, il vino sfuso ha sofferto di un problema di immagine. Era spesso visto come un modo per smaltire le eccedenze o il vino di qualità inferiore, con scarsa attenzione alla qualità o all'innovazione. Tuttavia, questa percezione sta cambiando rapidamente. Paul Braydon, direttore dello sviluppo commerciale e del marketing di Kingsland Drinks a Manchester, sottolinea che oggi il vino sfuso è una questione di strategia piuttosto che di scorciatoie. Kingsland ha recentemente fornito un Napa Cabernet Sauvignon sfuso a un rivenditore del Regno Unito a un prezzo che in precedenza si riteneva impossibile per un prodotto del genere. Questo esempio dimostra come la premiumization faccia ormai parte della storia del vino sfuso.
I principali mercati vinicoli come gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Germania fanno molto affidamento sull'imbottigliamento locale del vino sfuso importato. Questo approccio consente una maggiore flessibilità e un risparmio sui costi, riducendo al contempo l'impatto ambientale. L'Australia rimane uno dei maggiori fornitori di vino sfuso a livello globale, sottolineando ulteriormente la natura internazionale di questo commercio.
Uno dei motivi dell'afflusso di giovani professionisti nel settore è l'opportunità di una rapida innovazione. A differenza della vinificazione tradizionale, spesso vincolata al patrimonio e a normative rigide, il vino sfuso offre spazio per la sperimentazione di nuovi formati come i vini in scatola, i prodotti bag-in-box, le bottiglie leggere e i cocktail pronti da bere. Maria Kurteva, brand manager della Corten-Vin Companie SRL in Moldavia, afferma che lavorare nel settore del vino sfuso le permette di portare rapidamente sul mercato nuove idee, cosa non sempre possibile in contesti più tradizionali.
Anche i progressi tecnologici hanno giocato un ruolo chiave nella trasformazione della logistica del vino sfuso. I flexitank, grandi contenitori utilizzati per trasportare migliaia di litri di vino, si sono evoluti in recipienti sofisticati che proteggono la qualità durante le spedizioni a lunga distanza. Questi miglioramenti attraggono laureati con un background in ingegneria e gestione della catena di approvvigionamento che potrebbero non aver preso in considerazione una carriera nella vinificazione tradizionale.
La sostenibilità è un'altra grande attrattiva per i lavoratori più giovani. La spedizione di grandi volumi di vino in serbatoi flessibili invece che in bottiglie di vetro riduce notevolmente le emissioni di carbonio. L'imbottigliamento locale significa che il vetro percorre distanze più brevi, riducendo ulteriormente l'impatto ambientale. Kingsland Drinks ha implementato un sistema a ciclo chiuso in cui le bottiglie vengono prodotte entro 30 miglia dalla sua struttura, un modello che piace ai dipendenti e ai consumatori attenti al clima.
Anche la cultura del settore del vino sfuso sta cambiando. Margherita Furia, una studentessa della Kedge Business School che lavora per l'azienda vinicola di famiglia in Italia, descrive l'ambiente come meno intimidatorio rispetto ad altri settori dell'industria. Nota che le persone sono più disposte a condividere le conoscenze e a sostenere i nuovi arrivati. Andrew Porton del Lanchester Group aggiunge che, sebbene la concorrenza esista, c'è anche cameratismo tra le aziende che affrontano sfide comuni come l'aumento dei costi e il cambiamento delle preferenze dei consumatori.
Nonostante i vantaggi, lavorare con il vino sfuso presenta sfide uniche. Gli errori possono essere costosi quando si ha a che fare con serbatoi da centinaia di migliaia di litri. La pressione per mantenere la qualità su scala richiede una gestione accurata e l'attenzione ai dettagli.
Alcuni leader del settore ritengono che le nuove generazioni siano attratte dalla trasparenza e dall'efficienza piuttosto che dai marchi di lusso. Evangy Avetisian del Monochrome Group sostiene che i giovani vogliono capire da dove vengono i prodotti e come vengono realizzati, una mentalità che ben si adatta ai processi aperti della produzione di vino sfuso.
Le opportunità di crescita professionale sono un altro fattore di attrazione dei talenti. Alla Kingsland Drinks, i dipendenti possono passare da un ruolo all'altro nei campionamenti, nelle operazioni commerciali, negli acquisti e nella gestione delle categorie in diverse regioni e tipologie di prodotti. Questa flessibilità contrasta con i percorsi tradizionali che spesso richiedono l'eredità di terreni o il conseguimento di certificazioni specialistiche.
Anche le abitudini dei consumatori si stanno evolvendo. I giovani bevitori scelgono opzioni a basso contenuto alcolico e formati di imballaggio alternativi rispetto alle classiche bottiglie. La capacità del settore dello sfuso di adattarsi rapidamente lo rende ben posizionato per rispondere a queste richieste in continua evoluzione.
Il vino sfuso rappresenta oggi la maggior parte del vino consumato in mercati come il Regno Unito, segno che è diventato un punto di ingresso per molti nuovi consumatori in tutto il mondo. L'apertura del settore all'innovazione e la disponibilità ad accogliere nuove idee lo rendono un luogo interessante per i giovani professionisti che vogliono plasmare il futuro del vino.
Mentre il settore continua a evolversi, il vino sfuso si distingue come centro di creatività, iniziative di sostenibilità e collaborazione globale. La nuova generazione non solo partecipa, ma guida questi cambiamenti, contribuendo a ridefinire il significato del lavoro nel settore vinicolo oggi.
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