Frass: Il futuro della fertilizzazione dei vigneti?

11-02-2025

Uno scienziato dell'Università di Adelaide studia i benefici della fronda, per la crescita delle piante e la resistenza alle malattie

La fronda prodotta dalle larve della mosca soldato nera

Un nuovo progetto nella Barossa Valley, in Australia, guidato dalla viticoltrice Tammy Schutz in collaborazione con Mobius Farms, sta esplorando un metodo innovativo di fertilizzazione dei vigneti utilizzando le larve della mosca soldato nera. L'iniziativa mira a trasformare i rifiuti della cantina in un fertilizzante naturale chiamato frass, prodotto dal materiale organico consumato dalle larve.

Schutz, viticoltore di quinta generazione, ha iniziato a cercare metodi alternativi per migliorare la sostenibilità del suo vigneto. Nel corso della sua ricerca, si è messa in contatto con Mobius Farms, un'azienda locale gestita da Jeannine e Chris Malcolm, che già utilizzava le larve della mosca soldato nera per convertire i rifiuti alimentari in prodotti per l'industria agricola e per gli animali domestici. Ora le due parti stanno collaborando per valutare il potenziale della frass in viticoltura.

Mobius Farms tratta circa mezza tonnellata di rifiuti alimentari a settimana, producendo circa 100 chili di larve e 250 chili di frass. Le materie prime provengono dal settore orticolo di Adelaide Plains, dove ogni anno milioni di tonnellate di frutta e verdura vanno sprecate.

Larve di mosca soldato nera

Matthias Salomon, scienziato dell'Università di Adelaide, studia le proprietà della melma e i suoi effetti sulla crescita delle piante. Spiega che questo fertilizzante naturale contiene sostanze nutritive essenziali come azoto, fosforo e potassio, oltre alla chitina, un composto presente negli esoscheletri degli insetti. Ricerche precedenti suggeriscono che la chitina aumenta la resistenza delle piante alle malattie e migliora lo sviluppo delle radici.

Schutz sta continuando le prove nel suo vigneto e spera che la chitina possa aiutare a rafforzare le viti durante le stagioni secche. L'autrice ritiene che se il fertilizzante migliorasse la biologia del suolo, le viti potrebbero assorbire meglio l'acqua e i nutrienti, il che sarebbe utile per affrontare le sfide del cambiamento climatico e le attuali fluttuazioni del mercato.