La Cina abolisce i dazi sul vino australiano, l'Europa potrebbe essere la prossima a soffrire?

23-05-2024

L'Australia brinda alla porta riaperta della Cina mentre l'Europa osserva con ansia

Negli ultimi mesi, l'industria vinicola europea è stata presa dall'ansia di potenziali rappresaglie commerciali da parte della Cina. La possibilità di tariffe punitive incombe, minacciando di interrompere il flusso di vini europei verso questo mercato lucrativo. Questa situazione riporta alla mente il grave impatto sull'industria vinicola australiana quando la Cina impose pesanti dazi sulle sue esportazioni nel 2020.

Il 29 marzo ha portato un'ondata di sollievo ai produttori di vino australiani, poiché il Ministero del Commercio cinese ha annunciato la rimozione di queste tariffe punitive. Questa decisione ha fatto seguito a tre anni di intense trattative e ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo per i vini australiani in Cina, un viaggio per ricostruire la loro reputazione e la loro presenza sul mercato.

Prima delle tariffe, la Cina era il mercato di esportazione di vino più importante per l'Australia. Nei dodici mesi precedenti l'ottobre 2020, le esportazioni verso la Cina sono state valutate in 1,3 miliardi di dollari australiani, con un volume di 121 milioni di litri. I dazi, saliti al 218,4%, hanno devastato questa relazione commerciale. Nel 2023, le esportazioni sono crollate a soli 10,1 milioni di dollari australiani, con volumi ridotti a 1,4 milioni di litri. Anche il numero di esportatori è calato drasticamente, passando da 2.198 a soli 117.

Martin Cole, CEO di Wine Australia, ha espresso un cauto ottimismo, sottolineando la continua importanza dei rapporti con gli importatori, gli acquirenti e i consumatori in Cina per la comunità vinicola australiana. Tuttavia, i produttori che si riaffacciano sul mercato cinese dovranno affrontare un panorama molto diverso. È necessario ricostruire la fiducia dei consumatori e della distribuzione, soprattutto se si considerano i significativi cambiamenti nelle abitudini dei consumatori degli ultimi anni.

Il percorso di rientro nel mercato cinese prevede un triplice sforzo: i marchi devono scegliere di tornare, i distributori devono riacquistare fiducia nei vini australiani e i consumatori devono essere reintrodotti a questi prodotti. Durante l'assenza dell'Australia, altre regioni vinicole hanno fatto notevoli passi avanti. La Francia domina ora con una quota di mercato del 49%, seguita dal Cile con il 17%. Tuttavia, il mercato complessivo del vino cinese ha subito una contrazione, passando da 688 milioni di litri nel 2018 a soli 248 milioni nel 2023.

In risposta a questa nuova realtà, alcuni produttori australiani hanno diversificato i loro sforzi, concentrandosi sull'espansione in altri mercati e sull'aumento della domanda interna. Tuttavia, permane la volontà di abbracciare il vino australiano in Cina, spinta in parte dal fattore novità. I distributori esprimono ottimismo sul potenziale di ripresa degli affari, nonostante l'intensa concorrenza.

I vini australiani hanno alcuni vantaggi. In base all'accordo di libero scambio Cina-Australia, saranno soggetti a una tariffa d'importazione dello 0%, rispetto al 14% degli altri fornitori stranieri. Importanti produttori come Penfolds si stanno già muovendo per rientrare nel mercato cinese. Treasury Wine Estates, la società madre di Penfolds, ha annunciato a febbraio l'intenzione di reindirizzare le spedizioni verso la Cina e di espandere la distribuzione dei suoi vini premium e di lusso.

L'amministratore delegato di TWE, Tim Ford, si è detto entusiasta di reintrodurre i propri vini in Cina, ma ha riconosciuto che ci vorrà del tempo per ricostruire in modo sostenibile sia l'offerta che la domanda. L'azienda mira a mantenere la crescita in altri mercati globali dove Penfolds ha rafforzato la sua presenza negli ultimi anni.

Il rientro nel mercato cinese rappresenta una sfida complessa ma non insormontabile per i produttori di vino australiani. Pur rimanendo indietro rispetto alla potente reputazione dei vini francesi, il marchio "Australia" ha ancora una notevole influenza in Cina. Nonostante oltre tre anni di visibilità ridotta, i vini australiani hanno ancora un potenziale significativo per reclamare il loro posto nel mercato cinese.

L'industria vitivinicola europea, che osserva con attenzione, spera di evitare un destino simile. Le attuali tensioni commerciali ci ricordano la fragilità dei mercati globali e l'importanza di mantenere relazioni commerciali forti e resistenti. Per i vini australiani, la strada da percorrere potrebbe essere difficile, ma la combinazione di condizioni commerciali favorevoli e di una solida strategia di mercato potrebbe aprire la strada a un ritorno di successo.