I gruppi tedeschi degli imballaggi riutilizzabili chiedono l’esenzione dalla tassa sulla plastica
Secondo il settore, il prelievo di 550 € per tonnellata previsto da luglio 2027 aumenterebbe i costi di casse, pallet e bottiglie a rendere
mercoledì 21 ottobre 2026

Aziende e associazioni di categoria tedesche attive nel settore degli imballaggi riutilizzabili chiedono al governo di escludere i contenitori a rendere dalla tassa sulla plastica in programma. Secondo il settore, una misura pensata per contenere i rifiuti monouso finirebbe invece per aumentare i costi di un sistema basato sul riutilizzo.
Secondo quanto riportato da Getränke Zeitung, nella formulazione attuale la tassa tedesca riguarderebbe anche gli imballaggi in plastica riutilizzabili, compresi i contenitori impiegati nei sistemi di restituzione già consolidati. Il settore sostiene che ciò contrasterebbe con l’obiettivo del prelievo, ovvero ridurre l’uso della plastica monouso e limitare i danni ambientali.
La Foundation Initiative Mehrweg, nota come SIM, chiede un’esenzione esplicita per gli imballaggi riutilizzabili. L’organizzazione afferma che la tassa dovrebbe entrare in vigore a luglio 2027 e ammontare a 550 € per tonnellata di plastica. Avverte inoltre che il prelievo potrebbe generare costi aggiuntivi per gli articoli riutilizzabili impiegati nel trasporto, come casse e pallet, ampiamente utilizzati nella distribuzione delle bevande.
La controversia riguarda la possibilità di trattare allo stesso modo tutti gli imballaggi in plastica ai fini fiscali. Le aziende del settore degli imballaggi riutilizzabili sostengono che non dovrebbe essere così. A loro avviso, le bottiglie e i contenitori a rendere fanno parte di un sistema circolare in cui gli stessi imballaggi vengono raccolti, lavati, riempiti e riutilizzati molte volte. Tassare questi materiali come la plastica monouso cancellerebbe, secondo il settore, un’importante distinzione tra imballaggi a uso singolo e imballaggi riutilizzabili.
Le associazioni di categoria citate dalla testata di settore affermano che i prodotti riutilizzabili consentono un uso più efficiente delle risorse e dovrebbero essere incentivati, non penalizzati. Sostengono che serva un’esenzione specifica per favorire gli investimenti a lungo termine nei sistemi di imballaggio sostenibili ed evitare di indebolire un mercato che dipende dalla circolazione ripetuta di bottiglie, casse e materiali per il trasporto.
La questione ha particolare rilevanza per il settore delle bevande in Germania, dove i sistemi a rendere svolgono un ruolo centrale nella distribuzione di birra, acqua minerale, bibite e altre bevande. Se la tassa fosse applicata, come previsto, alle attrezzature logistiche riutilizzabili, i costi di movimentazione e trasporto potrebbero aumentare lungo tutta la filiera. Ne potrebbero risentire birrifici, imbottigliatori, grossisti e rivenditori che si affidano a casse e pallet condivisi per far circolare i prodotti nei sistemi di restituzione con cauzione.
Il settore è preoccupato anche per il commercio transfrontaliero. Gli imballaggi riutilizzabili per bevande circolano spesso tra mercati confinanti e i rappresentanti dell’industria avvertono che ulteriori imposte sui componenti in plastica potrebbero rendere questi scambi più complessi e costosi. Le aziende temono che i maggiori costi logistici possano infine ripercuotersi sui prezzi dei prodotti o ridurre la convenienza economica dei formati a rendere rispetto alle alternative.
I sostenitori dell’esenzione affermano che il problema non è l’obiettivo della tassa, ma il modo in cui è formulata. Secondo loro, un prelievo volto a scoraggiare la plastica monouso dovrebbe essere circoscritto, così da non includere gli imballaggi progettati per essere riutilizzati. In assenza di questa distinzione, sostengono, la misura potrebbe inviare segnali contraddittori a produttori e distributori che da anni investono nei sistemi riutilizzabili.
La testata di settore riferisce che l’industria sta facendo pressione per ottenere una revisione prima dell’entrata in vigore della misura. Aziende e associazioni chiedono ai legislatori di precisare nel testo definitivo che gli imballaggi riutilizzabili non rientrano nell’ambito di applicazione della tassa. Secondo loro, è necessario avere certezze ben prima di luglio 2027, affinché produttori, aziende di bevande e operatori logistici possano pianificare contratti, prezzi e approvvigionamenti.
Il dibattito si inserisce in un contesto in cui i governi europei continuano a inasprire le norme sugli imballaggi e a cercare soluzioni per ridurre i rifiuti. In Germania, la sfida è ora capire se una tassa pensata per scoraggiare la plastica usa e getta possa conciliarsi con un sistema di restituzione consolidato che, secondo le associazioni di categoria, persegue già lo stesso obiettivo ambientale attraverso il riutilizzo anziché lo smaltimento.