Le esportazioni di vino dell’Argentina crescono del 24% a settembre, trainate dalla domanda estera
Le spedizioni di vino confezionato crescono del 26%, quelle di vino sfuso del 18%; il mosto concentrato d’uva aumenta del 34,5% su base annua
martedì 20 ottobre 2026

A settembre il settore vitivinicolo argentino ha registrato una forte crescita delle esportazioni: le spedizioni verso l’estero sono aumentate del 24% su base annua, raggiungendo 230.744 ettolitri, secondo i dati diffusi lunedì dalla Segreteria dell’Agricoltura, dell’Allevamento e della Pesca del Paese ed elaborati dall’Istituto nazionale di vitivinicoltura, noto come INV.
L’aumento è stato sostenuto da una maggiore domanda estera sia di vino confezionato sia di vino sfuso. A settembre, le esportazioni di vino confezionato sono cresciute del 26% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre quelle di vino sfuso sono aumentate del 18%, ha riferito il governo.
Tra le diverse categorie, i vini bianchi sfusi hanno registrato l’incremento più marcato, con un balzo del 329,4% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Anche il mosto concentrato d’uva, un altro importante prodotto d’esportazione per il settore vitivinicolo argentino, ha proseguito la recente crescita, aumentando del 34,5% a settembre su base annua.
I dati di settembre si inseriscono in una tendenza più moderata, ma comunque positiva, per l’intero anno. Da gennaio a settembre, l’Argentina ha esportato 1.480.437 ettolitri di vino, il 3,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, secondo i dati ufficiali.
La ripartizione per categoria evidenzia una crescita disomogenea, ma nel complesso positiva, nei diversi segmenti. Nei primi nove mesi dell’anno, i vini senza indicazione varietale sono aumentati del 42,2%, mentre gli spumanti sono cresciuti del 17,4%.
La Segreteria dell’Agricoltura ha inoltre riferito che le spedizioni di mosto concentrato d’uva hanno raggiunto 72.385 tonnellate nel periodo gennaio-settembre, con un aumento del 20,1% su base annua. I ricavi dalle esportazioni di questo prodotto sono ammontati a 105,4 milioni di dollari, in crescita del 9,3%.
I dati indicano una performance più solida per un settore che cerca una maggiore continuità sui mercati esteri dopo periodi di volatilità legati alle condizioni della vendemmia, alle pressioni sul cambio, ai costi interni e all’evoluzione della domanda internazionale. Nel comunicato ufficiale, il risultato di settembre è stato attribuito alla robusta domanda internazionale, soprattutto per il vino confezionato e il mosto concentrato.
L’Argentina è uno dei principali Paesi produttori di vino dell’emisfero australe e rifornisce regolarmente i mercati del Nord America, dell’Europa e dell’America Latina. Per questo, i dati più recenti hanno rilevanza anche al di fuori del settore agricolo e industriale del Paese. Per le aziende e gli operatori commerciali del comparto delle bevande, l’aumento rappresenta un nuovo segnale di ripresa da parte di un importante concorrente sui mercati vinicoli globali e fornisce indicazioni aggiornate sulla domanda di vino confezionato e sfuso. Ciò può influire sui prezzi, sulle decisioni di acquisto e sulle dinamiche concorrenziali dell’intero settore delle bevande, compresi importatori, distributori e rivenditori che seguono l’andamento della disponibilità di vino e dei flussi d’esportazione.
Il settore segue con attenzione la distinzione tra vino confezionato e vino sfuso, perché i due canali riflettono spesso dinamiche di mercato diverse. Il vino confezionato ha generalmente un maggiore valore aggiunto ed è più legato al posizionamento del marchio e alla domanda dei consumatori nei mercati di destinazione. Il vino sfuso, invece, può rispondere più rapidamente a carenze temporanee di offerta, esigenze di assemblaggio e domande sensibili al prezzo. Gli aumenti di settembre in entrambi i segmenti suggeriscono un miglioramento più ampio rispetto a una crescita concentrata in una sola parte del commercio.
Nei dati mensili spicca il forte balzo delle esportazioni di vino bianco sfuso. Il comunicato ufficiale non ha fornito spiegazioni dettagliate per l’aumento, ma variazioni di questa entità possono essere dovute a una combinazione di fattori: il confronto con una base particolarmente bassa nell’anno precedente, cambiamenti nella composizione della vendemmia oppure una maggiore domanda da parte di clienti esteri alla ricerca di stili specifici o di forniture a costi inferiori.
Anche la crescita delle esportazioni di mosto concentrato d’uva è significativa per i ricavi argentini derivanti dalle esportazioni di bevande e prodotti alimentari. Il mosto è utilizzato in una serie di prodotti, tra cui succhi e preparazioni dolcificanti, e rappresenta da tempo un’importante fonte di valuta estera per le industrie legate al vino del Paese. L’aumento del valore delle esportazioni, sebbene inferiore a quello dei volumi spediti, indica che i ricavi sono cresciuti anche se i prezzi potrebbero non aver tenuto il passo con l’incremento dei volumi.
I dati diffusi lunedì arrivano mentre gli esportatori argentini continuano a confrontarsi con un contesto economico segnato dalle pressioni inflazionistiche globali, dalla crescita più lenta in alcuni mercati di consumo e dalla forte concorrenza di altri Paesi produttori di vino. Nonostante ciò, i risultati di settembre indicano che i fornitori argentini sono riusciti a collocare maggiori volumi all’estero in un momento in cui gli acquirenti internazionali restano selettivi.
Il dato complessivo da gennaio a settembre mostra che la crescita del settore non è circoscritta a un solo mese, sebbene il ritmo annuale resti ben al di sotto del balzo registrato a settembre. La differenza suggerisce che, pur essendo stato particolarmente positivo, l’ultimo mese si inserisce in una ripresa più graduale che impetuosa nel periodo dall’inizio dell’anno.
Il comunicato del governo si basa sui dati raccolti dall’INV, l’ente che monitora la produzione e il commercio del settore vitivinicolo. I dati mensili sulle esportazioni sono seguiti con attenzione in Argentina, dove il vino resta uno dei prodotti agricoli trasformati più noti del Paese, rilevante per le economie regionali, l’occupazione e i ricavi da esportazione.
In termini concreti, a settembre l’Argentina ha spedito all’estero molto più vino rispetto allo stesso mese del 2025, registrando aumenti nei prodotti imbottigliati, sfusi e derivati dal mosto. Per i produttori, ciò indica un accesso più solido ai mercati esteri. Per gli acquirenti internazionali e le aziende del settore delle bevande, segnala che l’offerta argentina potrebbe essere in aumento contemporaneamente in diverse categorie.